Economia

Ecco i numeri di Intesa Sanpaolo su utile, ricavi, costi e npl

di

Riccardo MEssina

Risultati e conto economico di Intesa Sanpaolo al 30 giugno 2019. Messina soddisfatto, annunciato dividendo “significativo” pari a 80% dell’utile

 

Risultati in linea con gli obiettivi, uno stock di crediti deteriorati al livello più basso dal 2009 e prospettive di chiudere l’esercizio 2019 in miglioramento rispetto al 2018. Sono numeri più che confortanti quelli presentati oggi da Intesa Sanpaolo e relativi al secondo trimestre e al primo semestre dell’anno che peraltro confermano, come segnala lo stesso istituto di credito, “il supporto del gruppo all’Italia anche con l’impegno a diventare un punto di riferimento in termini di sostenibilità e responsabilità sociale e culturale”. Un gruppo che al 30 giugno 2019 si articola in 4.967 sportelli bancari – di cui 3.901 in Italia e 1.066 all’estero – e può contare su 90.888 dipendenti.

IL COMMENTO DELL’AD MESSINA

“Siamo particolarmente soddisfatti del primo semestre 2019: in un contesto più complesso del previsto, Intesa Sanpaolo conferma la capacita di raggiungere risultati importanti, in linea con l’obiettivo di un utile netto superiore a quello del 2018” ha detto l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, che ha evidenziato: “L’utile netto dei primi sei mesi dell’anno, pari a 2,3 miliardi di euro, è il miglior risultato dal 2008”. Messina ha confermato per l’anno in corso “un pay out ratio dell’80%” aggiungendo che “siamo in linea con l’impegno di premiare i nostri azionisti con un significativo dividendo”.

Riguardo alla qualità del credito, l’ad ha notato come “dopo 15 trimestri consecutivi di calo dal picco del 2015, lo stock dei crediti deteriorati sia stato ridotto di 33 miliardi, al livello più basso dal 2009”. Inoltre, il gruppo “ha registrato il più basso flusso di crediti deteriorati del primo semestre di sempre, grazie alla nostra capacità di gestire in maniera proattiva i crediti e grazie alla qualità delle nostre aziende clienti, attualmente molto più solide e profittevoli rispetto a quanto non fossero prima della crisi del 2008”.

RISULTATI

Andando ai numeri, Intesa Sanpaolo ha registrato un utile netto in crescita a 1.216 milioni di euro nel secondo trimestre 2019, +15,8% rispetto al primo trimestre 2019 e +31% rispetto al secondo trimestre 2018, e a 2.266 milioni nel primo semestre 2019, +4% a livello tendenziale.

Segno più anche per il risultato corrente lordo, in aumento dell’1,6% rispetto al primo trimestre 2019 e del 2,1% rispetto al primo semestre 2018, e per la redditività operativa che vede i proventi operativi netti a +6,6% e il risultato della gestione operativa a +10,3%.

Sono scesi i costi operativi, -3,2% rispetto al primo semestre 2018. Nei primi sei mesi dell’anno il cost/income è arrivato al 49,3%, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee.

CONTO ECONOMICO

Per quanto riguarda il conto economico consolidato, nel primo semestre 2019 il gruppo bancario ha registrato interessi netti pari a 3.517 milioni di euro, in diminuzione del 4,7% rispetto ai 3.691 milioni del primo semestre 2018. Le commissioni nette sono state pari a 3.875 milioni di euro, -4,1% rispetto ai 4.042 milioni del primo semestre 2018. In particolare, si è avuto un aumento dello 0,4% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una flessione del 7,5% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza. Il risultato dell’attività assicurativa, a 575 milioni di euro, si è confermato ai livelli del primo semestre 2018.

CREDITI DETERIORATI

Come evidenziato anche dall’ad Messina si continua pure a registrare un miglioramento della qualità del credito. Da sottolineare nel primo semestre la riduzione dei crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche di valore, di circa 1,7 miliardi di euro, che porta a circa 30 miliardi il totale dal settembre 2015 e a circa 17 miliardi dal dicembre 2017. In tal modo – spiegano da Intesa Sanpaolo – nei primi 18 mesi del Piano di Impresa 2018-2021 si è già realizzato il 67% dell’obiettivo di riduzione previsto per tutti i quattro anni.

Al 30 giugno scorso il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) ammontava, al netto delle rettifiche di valore, a 15.981 milioni di euro, in diminuzione del 3,7% rispetto ai 16.591 milioni del 31 dicembre 2018. In quest’ambito, i crediti in sofferenza sono scesi a 7.054 milioni di euro da 7.138 milioni del 31 dicembre 2018, con un’incidenza sui crediti complessivi pari all’1,8% (1,8% anche al 31 dicembre 2018), e un grado di copertura al 65,9% (67,2% a fine 2018). Le inadempienze probabili sono calate a 8.552 milioni di euro da 9.101 milioni del dicembre 2018 mentre i crediti scaduti/sconfinanti sono saliti a 375 milioni di euro a fronte dei 352 milioni di fine 2018.

LA PARTNERSHIP CON PRELIOS

Sempre in tema di crediti deteriorati è stato firmato oggi un accordo vincolante con Prelios per costituire una partnership strategica riguardante i crediti classificati come inadempienze probabili. Un’operazione così spiegata dallo stesso Messina: “Abbiamo definito una partnership strategica riguardante le inadempienze probabili: è un’operazione basata su un forte razionale industriale, in grado di produrre evidenti benefici. Con un accordo decennale affidiamo in gestione a Prelios un portafoglio di inadempienze probabili pari a 6,7 miliardi lordi. Il processo gestionale di questi crediti da parte di Prelios sarà favorito da investimenti informatici e competenze specialistiche”. L’obiettivo, ha chiarito l’ad, “è quello di consentire a queste aziende di tornare in bonis nel tempo più rapido possibile, generando così un importante effetto positivo per la nostra economia reale. Intesa Sanpaolo inoltre cede inadempienze probabili per un valore lordo di 3 miliardi e un valore netto di 2 miliardi, con una valutazione in linea con quella contabile. Si tratta di un’operazione innovativa, attraverso la quale confermiamo ancora una volta la nostra capacità di essere apripista nella gestione e riduzione dei crediti deteriorati, come già accaduto nella partnership con Intrum. In questo caso potremo, in aggiunta, impegnare centinaia di persone nella gestione proattiva del nostro portafoglio crediti”.

COEFFICIENTI PATRIMONIALI

Questi invece i coefficienti patrimoniali raggiunti dal gruppo al 30 giugno scorso, tenendo conto di 1.813 milioni di euro di dividendi maturati nel primo semestre: – 13,6% per il Common Equity Tier 1 ratio (13,5% a fine 2018), – 15,3% per il Tier 1 ratio (15,2% a fine 2018), – 17,6% per il coefficiente patrimoniale totale (17,7% a fine 2018).

SOSTENIBILITA’ E RESPONSABILITA’ SOCIALE E CULTURALE

Tra le azioni effettuate da Intesa Sanpaolo nell’ambito della sostenibilità e responsabilità sociale e culturale il gruppo ha operato anche a sostegno dell’economia circolare. Ecco dunque il plafond creditizio Circular Economy di 5 miliardi di euro per il 2018-2021, a supporto dello sviluppo sostenibile, per cui sono stati  analizzati 178 progetti, di cui 40 già finanziati per circa 540 milioni di euro, e il laboratorio per la Circular Economy, dedicato alla clientela imprese, che sta realizzando progetti di Open Innovation.

Inoltre sono state analizzate circa 500 iniziative di start-up (circa 1.050 dal 2018) e lanciati programmi di accelerazione con 66 start-up assistite nel semestre (177 dal 2018) presentandole a selezionati investitori e soggetti operanti nell’ecosistema (circa 1.400 fino ad oggi). Passi avanti anche nel programma “Giovani e Lavoro” in corso di realizzazione, in partnership con Generation, finalizzato alla formazione e all’accesso al mercato del lavoro italiano di 5.000 giovani in un triennio: nel primo semestre 2019 circa 90 aziende sono state impegnate a sostenere il progetto, sono stati valutati circa 1.300 studenti, intervistati circa 240 intervistati e 95 studenti sono stati formati in quattro sessioni.

PROSPETTIVE

Rosee le prospettive per l’esercizio in corso: il gruppo si aspetta un aumento del risultato netto su base annua grazie alla crescita dei ricavi, alla continua riduzione dei costi operativi e al calo del costo del rischio. 

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