Economia

Ecco i conti di Unicredit che lascia Mustier

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Popolare di Bari intesa unicredit

La perdita 2020. Le novità ai vertici. Le prospettive. Che cosa emerge dai conti di Unicredit

 

Unicredit saluta il 2020 con una perdita di 2,78 miliardi, oltre le stime degli analisti, e Jean Pierre Mustier che lascia in anticipo – già da oggi – le poltrone di amministratore delegato e di direttore generale. Non sarà dunque il manager francese a passare il testimone ad Andrea Orcel, che ufficialmente entrerà in carica dopo il placet dell’assemblea degli azionisti, in programma ad aprile. Nel frattempo, novello Caronte, a guidare il gruppo come dg arriva Ranieri de Marchis, attuale co-Chief Operating Officer, cui vanno tutte le deleghe di Mustier e che rimarrà in carica fino alla nomina di Orcel.

IL TRAGHETTATORE DE MARCHIS

De Marchis è in Unicredit, all’epoca Unicredito Italiano, dal 2003 in qualità di cfo. In precedenza, dal 1990, ha ricoperto diverse posizioni di rilievo nel Gruppo General Electric. Tra il 2005 e il 2009 nell’istituto allora con sede a Piazza Cordusio è stato vice Direttore Generale mentre nel 2009 è stato nominato responsabile dell’Internal Audit e nel 2016 co-Chief Operating Officer. “Con la sua vasta esperienza – ha detto il presidente, Cesare Bisoni – Ranieri garantirà la continuità operativa e la prosecuzione del nostro impegno nel raggiungere gli obiettivi del Gruppo, fino alla nomina di Andrea Orcel ad amministratore delegato dopo l’Assemblea degli Azionisti”.

I CONTI DEL 2020

Dunque Gae Aulenti archivia un 2020 con un rosso di 2,78 miliardi e un utile netto sottostante di 1,3 miliardi, dopo aver effettuato accantonamenti per 5 miliardi di rettifiche su crediti per far fronte all’impatto economico della pandemia. Per il 2021 il gruppo conferma il target di utile netto sottostante di oltre 3 miliardi.

Segno meno anche per i ricavi, a 17,1 miliardi, in calo del 9 per cento a livello tendenziale, e il margine di interesse, a 9,4 miliardi (-6,3 per cento su anno), soprattutto per effetto dei tassi di finanziamento più bassi (-1,1 miliardi su anno). In flessione anche le commissioni che ammontano a 6 miliardi, in calo del 5,2 per cento rispetto al 2019, e i proventi da attività di negoziazione, a 1,4 miliardi, ovvero -15,4 per cento a causa della minore attività della clientela (-0,3 miliardi anno su anno).

Sul fronte dei coefficienti patrimoniali il Cet1 ratio pro forma fully loaded arriva al 15,08 per cento e il Cet1 MDA buffer fully loaded pro forma a 605 punti base. Infine, i crediti deteriorati: il rapporto tra quelli lordi e il totale dei crediti lordi del gruppo è al 4,5 per cento.

LA PROPOSTA DI DIVIDENDO

Sarà l’assemblea di aprile ad approvare anche la proposta di stacco delle cedole – dopo il 1 ottobre 2021 – avanzata dal board che prevede per il 2021, combinando distribuzioni ordinaria e straordinaria, un importo totale di dividendo pari a 1,1 miliardi, costituito da riacquisti di azioni proprie per 0,8 miliardi e dividendi in contanti per 0,3 miliardi. Inoltre, sempre per l’anno in corso, è prevista la distribuzione straordinaria di capitale pari a 652 milioni, interamente sotto forma di riacquisti di azioni proprie.

L’ADDIO DI MUSTIER…

Dopo i conti, il congedo di Mustier che ha voluto dare il suo personale benvenuto ad Orcel “che entrerà nella banca dopo l’assemblea degli azionisti di aprile”. Secondo il banchiere francese, che ha partecipato alla sua ultima conference call al timone della banca, “Andrea porta al Gruppo un patrimonio di esperienza e una straordinaria serie di risultati nella finanza internazionale. Ha tutti i numeri per guidare UniCredit nella prossima tappa del suo percorso”.

Mustier ha voluto però anche mettere qualche puntino sulle i. “Il risultato di UniCredit a livello di utile netto sottostante è stato straordinario, considerando l’impatto del Covid-19 su tutti i mercati e i 5 miliardi di euro di accantonamenti per rettifiche su crediti che abbiamo contabilizzato nel 2020 anticipando gli attesi impatti futuri”. Secondo il ceo uscente “la nostra capacità di affrontare con successo gli ultimi 12 mesi è stata possibile grazie agli importanti punti di forza della banca, che vanta un bilancio solidissimo, una cultura del rischio e dei costi profondamente integrata e una focalizzazione

sul conseguimento di risultati sostenibili a lungo termine. La banca – ha evidenziato – è ben posizionata per continuare a supportare i clienti e affrontare il futuro con fiducia”. Di sicuro comunque, ha detto in risposta ai giornalisti che lo sollecitavano, “è prematuro parlare di Andrea Orcel e delle future strategie del gruppo, è un tema da affrontare dopo l’assemblea. Quindi oggi parlo solo dei risultati”.

A Mustier, in una nota, è arrivato – come di prammatica – il ringraziamento di Bisoni “a nome del Consiglio di Amministrazione e di tutta UniCredit per aver guidato il gruppo in questi anni con successo”.

…E COSA BOLLE IN PENTOLA

Poche parole su quella che sarà la nuova Unicredit. “Avremo un’assemblea in aprile e l’arrivo del nuovo a.d.” ha dichiarato il cfo, Stefano Porro durante la conference call. A quel punto “il nuovo a.d. e il cda rivedranno la strategia e la comunicheranno al mercato nei tempi adeguati”. Alle domande sulla futura strategia, Porro ha puntualizzato: “E’ prematuro parlarne ora prima dell’arrivo in banca” di Orcel. Da mesi ormai, dopo la conclusione dell’Opas di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca, si parla delle possibili mosse di Unicredit nel risiko bancario, a partire da Montepaschi, anche se rumors indicano in Banco Bpm un altro possibile candidato alla fusione.

COSA PREVEDEVANO GLI ANALISTI

La performance annunciata oggi, come si diceva, è sotto le stime dei 23 analisti che seguono il titolo, raccolte dalla banca in vista della pubblicazione dei conti. Per l’intero 2020 si indicavano ricavi mediani a 17,190 miliardi dai 18,839 miliardi del 2019, utile operativo netto a 2,075 miliardi dai 5,527 miliardi dell’anno precedente e il bilancio in rosso per 2,331 miliardi dall’utile di 3,373 miliardi del 2019. Per quanto riguarda il dividendo unitario, il panel segnalava 0,16 euro per il 2020, 0,36 euro nel 2021 e 0,47 euro nel 2022.

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