Economia

Ecco come Stato e banche salveranno la Popolare di Bari

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Tutti i dettagli sul salvataggio della Banca Popolare di Bari con un intervento pubblico-privato tramite Fitd e Mcc (Invitalia, Mef). Numeri, scenari e auspici (anche del presidente della Consob)

 

Concerto pubblico-privato per evitare il fallimento della maggiore banca del sud. Ecco tutti i dettagli e le ultime novità sulla Popolare di Bari.

CHE COSA HANNO DECISO FITD E MCC SULLA POPOLARE DI BARI

Via libera del Fitd al salvataggio e rilancio della Banca Popolare di Bari con uno stanziamento di 1,17 miliardi di euro, compresi i 364 già anticipati mentre il Mcc (Mediocredito centrale, controllato da Invitalia del Mef), che assumerà il controllo dell’istituto barese, parteciperà con 430 milioni.

L’operazione prevede la trasformazione della Popolare in spa e e l’aumento di capitale che dovrà essere approvato dall’assemblea dei soci il 30 giugno.

I NUMERI DEL SALVATAGGIO DELLA POPOLARE DI BARI

Il Fondo interbancario di tutela depositi (Fitd) che raggruppa 151 banche italiane e che verserà 1,17 miliardi per il salvataggio della Banca Popolare di Bari, metterà a disposizione degli attuali soci dell’istituto in maniera gratuita un numero di azioni per un valore di 30 milioni di euro.

IL CONCERTO PUBBLICO-PRIVATO PER LA POPOLARE DI BARI

Con il concerto sistemico fra intervento privato delle banche tramite il Fondo Fitd e intervento statale tramite la banca Mcc che tramite la controllante Invitalia è di fatto nelle mani del ministero dell’Economia, che ha la proprietà totalitaria di Invitalia, la società guidata dall’ad, Domenico Arcuri, che è anche commissario all’emergenza coronavirus, si è scongiurata la liquidazione della maggiore banca del Mezzogiorno: un costo calcolato dai consulenti del Fondo in poco più di 1,2 miliardi, di cui oltre 1 miliardo di costi indiretti.

IL RUOLO DELLA COMMISSIONE UE SUL DOSSIER POPOLARE DI BARI

Come mai il Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) ha sborsato più soldi della banca pubblica Mcc? Questo è l’effetto del diktat della Commissione europea: la Dg Comp dell’Ue ha in sostanza “imposto un rendimento altissimo per l’investimento della banca controllata da Invitalia, per rispettare il requisito dell’operazione di mercato, limitando quindi l’intervento pubblico a 430 milioni dai 700 previsti. Spetta di conseguenza al Fondo guidato da Salvatore Maccarone sobbarcarsi l’onere di ripianare le perdite, ricostituire il capitale e cedere poi, al prezzo simbolico di un euro, le azioni alla banca pubblica guidata da Bernardo Mattarella”, ha scritto il Sole 24 Ore oggi.

L’ACCORDO CON I SINDACATI

Resta ora da vedere se i sindacati approveranno il piano industriale della Popolare di Bari messo a punto dai commissari e che è stato già oggetto di rilievi e critiche da parte delle organizzazioni sindacali (qui l’approfondimento di Start).

LA PROTESTA

Una catena umana per dire “no alla trasformazione in Spa” e per “respingere al mittente l’iniziativa del Fondo interbancario” per il salvataggio della Banca Popolare di Bari: è quanto organizzato questa mattina dal Comitato indipendente degli azionisti dell’istituto di credito barese che stanno protestando nel capoluogo pugliese. “Hanno stabilito uno stanziamento di 30 milioni di euro per gli azionisti che, facendo i conti, corrispondono a 0,18 euro ad azione a fronte degli oltre 9 euro che ci sono costate – spiega Saverio D’Addario, uno degli azionisti in protesta – . A queste condizioni non ci stiamo. Servono almeno 800 milioni di euro per ristorare i 70mila azionisti truffati. Senza un accordo su un adeguato ristoro, voteremo no alla Spa”.

GLI AUSPICI DI SAVONA PER LA POPOLARE DI BARI

Nel frattempo, seppure indirettamente, sugli scenari che si aprono per la Banca Popolare di Bari è intervenuto oggi anche il presidente della Consob, Paolo Savona. Savona ha ribadito un giudizio positivo sui decreti del Governo per far fronte ai “bisogni urgenti di liquidità e di sostegno” alle imprese con l’emergenza Covid. E, in audizione di fronte alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario finanziario, ribadisce due richieste: “Sarebbe opportuno estendere al capitale di rischio le garanzie concesse all’indebitamento per affrontare il problema del peggioramento della leva finanziaria dal lato del debito, che diverrà sempre più un punto di attenzione da parte del mercato. Con questo provvedimento si impegnerebbero i beneficiari a ben gestire il risparmio a essi affidato e a spartire con i risparmiatori i possibili benefici, evitando di privatizzare i guadagni e socializzare le perdite”. E aggiunge: “Ho anche suggerito, partendo dal caso specifico dell’intervento pubblico per la Banca Popolare di Bari, che occorre sperimentare i metodi ‘fintech’ per la concessione del credito, poiché i metodi tradizionali basati su indicatori finanziari del passato, proiezioni econometriche del futuro e valutazioni soggettive dei manager non funzionano e inducono le banche a ridurre le esposizioni al rischio per prudenza o all’azzardo morale nella concessione”.

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