Economia

Vi spiego come si muoverà il governo M5s-Pd su fisco, lavoro e pensioni. L’analisi di Cazzola

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Che cosa conterrà il programma comune M5s-Pd in vista del governo Conte 2. L’analisi dell’editorialista Giuliano Cazzola

 

Ormai siamo arrivati alla fine della crisi più pazza del mondo. Resta da compiere nella giornata di oggi il rito scaramantico/mediatico da consumare sulla piattaforma Rousseau. Speriamo che i militanti che seguiranno le regole del voto siano responsabili e disciplinati. Ma non ci scandalizzeremo se l’esito fosse un po’ manipolato nell’interesse del Paese. Non lo si è mai approfondito per carità di patria, ma anche taluni referendum di adesione allo Stato unitario ricevettero un aiutino. E non è escluso che anche il voto del 2 giugno 1946 che vide prevalere l’istituzione della Repubblica, fosse stato “incoraggiato’’ attraverso i criteri con cui si procedette allo spoglio e al computo dei voti, visto l’enorme numero di schede annullate.

ECCO LA BOZZA DEL PROGRAMMA M5S-PD DATATA 3 SETTEMBRE

PROGRAMMA COMUNE M5S-PD

Ma non è nostro compito riscrivere la storia che, a nostro avviso, procede grazie all’azione di minoranze illuminate e consapevoli, pronte ad assumersi le responsabilità che ritengono necessarie per il progresso o per evitare il declino della nazione. Il programma sembra essere a buon punto, ma ancora incompleto e, in questa forma, è stato pubblicato sulla piattaforma della “democrazia diretta’’.

ADDIO FLAT TAX

Sulla base delle anticipazioni sembra che, per quanto riguarda gli aiuti alle famiglie, sia stata accolta la proposta dell’assegno unico che dovrebbe assorbire gli attuali bonus. E’ invece sicuro che siano finite nel cestino talune manie della Lega (come la flat tax in versione Armando Siri del tutto inutile a promuovere la crescita economica) mentre si sia trovata una intesa importante sul taglio del costo del lavoro che confluirà nella manovra e andrà a beneficio dei lavoratori.

LE IPOTESI DEL SOLE 24 ORE

L’ipotesi – ha riportato Il Sole 24 ore nei giorni scorsi – è quella di un meccanismo di detrazioni fiscali che assorbirebbero anche gli 80 euro, estendendoli anche a incapienti e a chi ha oltre 26.600 euro di reddito fino a 35mila, con vantaggi decrescenti sino a 55mila euro.

COSTI E OBIETTIVI DELL’AUMENTO DELLE RETRIBUZIONI

Secondo le simulazioni, potrebbe garantire un aumento delle retribuzioni fino a 1.500 euro netti in più. Uno sforzo che però costerebbe 15 miliardi in tre anni. L’ampiezza dell’intervento, dunque, dipenderà anche dalla dote effettiva che sarà disponibile. E anche dal destino di quota 100: una revisione non sarà citata nel programma, ma non è esclusa.

ECCO LA BOZZA DEL PROGRAMMA M5S-PD DATATA 3 SETTEMBRE

CHE COSA SUCCEDERA’ ALLE PENSIONI

La nuova maggioranza politica farebbe volentieri un dispetto alla Lega, grande sponsor di quota 100; ma in questa materia è bene essere prudenti. Per quanto sia relativamente contenuto il numero dei soggetti interessati (lo si è visto con gli utilizzatori di quota 100 e delle misure di corollario) i “pensionandi’’ costituiscono una lobby potentissima, perché sono attivi all’interno delle organizzazioni sindacali e possono vantare gli effetti di una campagna battente per anni acriticamente a loro favore da parte dei media tv.

GLI AUSPICI DI FORNERO E TRIDICO

Persino Elsa Fornero si è schierata sulla linea del ‘‘lasciar perdere’’ affermando – durante un dibattito, alla Versiliana, insieme al prof. Pasquale Tridico, presidente Inps – ‘’se dovessi dire cosa farei su quota 100, la risposta è che una volta che le cose sono fatte devono rimanere”.

CONSIGLI PER MODIFICHE

Certo, le persone hanno diritto ad avere delle certezze, mentre il cantiere delle pensioni resta sempre aperto. Ma non si capisce perché il Paese dovrebbe farsi carico di un maggior onere di 48 miliardi nel 2027 quando verrà meno anche il blocco (al livello raggiunto nel 2018) dell’adeguamento automatico all’attesa di vita nel caso del pensionamento anticipato a prescindere dall’età anagrafica (ovvero 42 anni e dieci mesi e un anno in meno per le donne). E’ questo l’aspetto che merita delle modifiche.

GLI EFFETTI DI QUOTA 100

Peraltro, secondo le previsioni, il numero delle domande dovrebbe ridursi nel corso dei rimanenti due anni di sperimentazione di quota 100, che diverrebbe la classica misura – ad elevato costo – predisposta per una minoranza di lavoratori maschi e residente al Nord, entrati presto nel mercato del lavoro e in grado di accumulare, quindi, una anzianità contributiva lunga, stabile e continuativa ad un’età intorno ai 60 anni. Tanto più che il vero fallimento delle misure pensionistiche imposte dalla Lega risiede nella inadeguatezza del ricambio generazionale tra anziani e giovani. Secondo stime attendibili solo il 37% di nuovi pensionati è stato sostituito da persone under 30 anni.

ECCO LA BOZZA DEL PROGRAMMA M5S-PD DATATA 3 SETTEMBRE

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