Economia

Ecco come la Lega di Salvini vuole modificare il decreto Dignità di Di Maio

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Contratti a termine, causali, lavoro a somministrazione, credito di imposta. E’ su più aspetti del decreto Dignità che si concentrano gli emendamenti presentati dalla Lega alla Camera.

Ecco le principali novità che cercano di cassare i maggiori vincoli contenuti nel provvedimento e contestati dal mondo delle imprese.

Vediamo tutti i dettagli.

CREDITO DI IMPOSTA

Estendere i crediti di imposta per ricerca e sviluppo anche anche per “Intelligenza artificiale e attività similari”. E’ questo l’obiettivo di uno degli emendamenti targato Lega al decreto Dignità.

La proposta, come si legge nella relazione leghista, punta a “garantire la fruizione dei crediti d’imposta R&S anche alle attività di sviluppo degli applicativi che utilizzano intelligenza artificiale/machine learning”.

I recenti incentivi in materia di credito d’imposta formazione 4.0 affrontano l’urgenza di sviluppare le conoscenze in nuove tecnologie in materia di big data, analytics, sfruttamento di algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning, anche cognitivo.

Ma “vi sono – dice la Lega – notevoli aree di incertezza interpretativa che unitamente alle pesanti potenziali conseguenze sanzionatorie, anche di tipo penale, stanno comprimendo la possibilità dell’incentivo di liberare il suo potenziale”.

I CONTRATTI A TERMINE E LA CASUALE

Quanto alla nuova disciplina sui contratti a termine voluta dal ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, e che sta facendo discutere le imprese, il partito di Matteo Salvini propone di cassare la necessità della causale per i contratti a termine, come auspicato da molti imprenditori.

Infatti l’emendamento proposto dalla Lega prevede l’istituzione di un regime transitorio nel quale, salva la durata massima di 24 mesi ed il numero totale di proroghe ammissibili (quattro), le imprese possano rinnovare e prorogare i contratti a termine oltre i 12 mesi senza la necessaria indicazione della causale. “In questo caso, quindi, tale ultimo adempimento – si spiega nella relazione – diverrebbe definitivamente obbligatorio solo dopo una prima fase “ibrida”, dando, così, modo alle imprese (soprattutto alle PMI) di riparametrare il proprio organico e riorganizzare la propria struttura all’intervenuto mutamento normativo senza le pesanti conseguenze a cui, invece, sono ad oggi esposte”.

DOSSIER AGENZIE PER IL LAVORO

Mano tesa del Carroccio anche alle Agenzie per il lavoro, critiche con la nuova disciplina del lavoro a somministrazione, con un altro emendamento: “Per le Agenzie per il lavoro, in considerazione della peculiarità dell’attività svolta stabilita da norme inderogabili di legge, la causale di assunzione a termine deve essere data dalla richiesta di lavoratori da parte dell’Azienda utilizzatrice e, quindi, “con riferimento al contratto commerciale di somministrazione sottoscritto con l’Azienda utilizzatrice””. Inoltre, nella stessa materia, si propone l’esclusione del periodo di intervallo – in gergo “stop&go” – nel contratto di lavoro a tempo determinato a scopo di somministrazione.

MODIFICHE ALLO SPLIT PAYMENT

Modifiche targate Carroccio anche sullo split payment all’insegna della flessibilità. Si propone infatti un “un regime opzionale”: “La norma, in un regime di ordinario di esclusione dell’applicazione dello split payment, per contribuenti assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta sul reddito ovvero a ritenuta a titolo di acconto di cui all’articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, consente l’opportunità al cedente o del prestatore di opzionare in sede di sottoscrizione del contratto l’applicazione del regime di split payment”. Mentre “il regime opzionale” che propone il partito di Salvini “consente di introdurre una flessibilità nella gestione e riduce la spesa pubblica”, scrivono i deputati leghisti.

ECCO TUTTI GLI EMENDAMENTI AL DL DIGNITÀ PRESENTATI DALLA LEGA

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