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Ecco come la Germania farà la furbetta con Bruxelles per salvare le banche teutoniche barcollanti

Merkel Mes Germania

La sentenza del Tribunale Ue su Tercas arriva con una tempistica perfetta per la Germania: sbloccherà l’uso del fondo delle Sparkassen (volontario ma alimentato da banche pubbliche) nel salvataggio di NordLb, che sarà completato anche con il contributo (pure questo pubblico) dei due Länder azionisti Bassa Sassonia e Sassonia Anhalt. In tutto saranno impiegati circa 3,7 miliardi di fondi pubblici.

 

A breve potrebbe arrivare la prima conseguenza della sentenza sul Fondo Interbancario (Fitd) nella vicenda Tercas. Non riguarda però l’Italia, ma la Germania. Secondo quanto sancito dal Tribunale europeo, la Commissione Ue non aveva diritto a bloccare nel 2015 l’intervento del Fitd sulla Cassa di Teramo. Bruxelles aveva considerato aiuto di Stato il salvataggio del Fitd, che è un fondo obbligatorio per la garanzia dei depositi, ma è alimentato con il denaro di banche private.

IL PESO DELLA SENTENZA UE SUL CASO TERCAS-POPOLARE BARI

La decisione della direzione Concorrenza guidata da Margrethe Vestager è stata bocciata nei giorni scorsi, dopo oltre tre anni nei quali il Fitd sarebbe stato decisivo anche per i quattro istituti poi finiti in risoluzione (con forti perdite per banche e risparmiatori) e per la stabilità del settore nelle crisi successive. L’errore di Vestager è costato miliardi all’Italia.

IL CASO DEL FONDO DELLE SPARKASSEN SUL DOSSIER NORDLB

La sentenza su Tercas arriva invece con una tempistica perfetta per la Germania: con ogni probabilità sbloccherà l’uso del fondo delle Sparkassen (volontario ma alimentato da banche pubbliche) nel salvataggio di NordLb, che sarà completato anche con il contributo (pure questo pubblico) dei due Länder azionisti Bassa Sassonia e Sassonia Anhalt. In tutto saranno impiegati circa 3,7 miliardi di fondi pubblici.

LA POSIZIONE DI BRUXELLES

La Commissione Ue si trova in una posizione scomoda: dare l’ok significa cadere in contraddizione con la decisione del 2015 sul Fitd in Italia. Nel disegno di Berlino, l’operazione su Nord Lb non prevede il bail-in (neppure per i creditori subordinati) né condizioni per la vendita a privati della banca entro un periodo di tempo. Nello stesso tempo però Bruxelles potrà fare leva sulla bocciatura del suo provvedimento su Tercas come via d’uscita per cambiare rotta e dare l’approvazione su Nord Lb.

L’AIUTINO PER LA GERMANIA

Sarebbe un grande aiuto alla Germania, che lascerebbe così all’Italia l’esperienza del burden sharing, salvaguardando la stabilità finanziaria tedesca (grazie anche a conti pubblici solidi, che sono la garanzia di ultima istanza per le banche nazionali).

LE CONTRADDIZIONI TEDESCHE

Dalla Germania però si continua a dare lezioni agli altri Paesi sul bail-in e poi a salvare le banche nazionali con denaro pubblico: così non si potrà cancellare il sospetto che le regole dell’Unione bancaria siano spesso disegnate non per creare un campo di gioco uniforme in Europa, ma per tenere sotto controllo i Paesi più deboli. Tra questi in particolare l’Italia, che per proprie colpe ha un alto debito e la crescita più bassa in Europa.

IL CASO NORD LB

Peraltro solleva perplessità anche l’altra gamba del salvataggio di Nord Lb, ovvero le iniezioni di capitale da parte dei Länder. In questo ambito la scappatoia è già stata trovata in passato con la portoghese Caixa Geral de Depositos: le ricapitalizzazioni di azionisti pubblici possono essere considerate come operazioni «a condizioni di mercato» e quindi non aiuti di Stato.

DOSSIER COMMERZBANK

Questo orientamento Ue è un beneficio soprattutto per la Germania, il Paese che ha la maggior presenza del settore pubblico nelle banche (lo Stato ha anche il 15% di Commerzbank). Nel caso di NordLb, però, è stata respinta un’offerta di privati, cioè i fondi Cerberus e Centerbridge: l’operazione dei Länder è stata «la migliore opzione possibile» secondo il premier della Bassa Sassonia, Stephan Weil. Perciò è difficile giudicare l’intervento pubblico «a condizioni di mercato».

I NUMERI DI NORD LB

Il salvataggio di Nord Lb in ogni caso è sempre più vicino. Ieri la landesbank annuncerà una perdita attorno ai 2,5 miliardi nel 2018 e la discesa temporanea dei requisiti di capitale in zona di pericolo (al 6-6,5%).

(articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza; qui l’articolo integrale)

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