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Ecco come la Difesa trainerà Fincantieri

In occasione del Capital Markets Day a Milano, Fincantieri ha presentato il Piano 2026-2030: attesi oltre 50 miliardi di nuovi ordini, con la difesa motore della crescita e ritorno al dividendo nel 2028. Tutti i dettagli

Il business militare metterà il turbo a Fincantieri.

Oggi il colosso navale di Trieste ha presentato il piano industriale al 2030 durante il Capital Markets Day a Milano, delineando obiettivi di crescita dei ricavi, miglioramento della redditività e accelerazione del deleveraging. Il gruppo guidato da Pierroberto Folgiero ha altresì indicato la possibilità di tornare al dividendo a partire dal 2028 (con l’ultima cedola staccata nel 2019), politica subordinata ai risultati del 2027 e all’approvazione del cda.

“In aggiunta al carico di lavoro complessivo record pari a circa 60 miliardi di euro già acquisito che fornisce elevata visibilità nel tempo, prevediamo oltre 50 miliardi di euro di nuovi ordini nel periodo, una crescita media annua dei ricavi dell’8% e un utile netto di circa 500 milioni di euro nel 2030 guidato da un aumento dei ricavi del 40% e dell’Ebitda del 90% rispetto al 2025” ha affermato Folgiero precisando che “tutto ciò” sarà “sostenuto da una struttura finanziaria sempre più solida e da una significativa generazione di cassa idonea sia ad autofinanziare gli investimenti per l’aumento della capacità produttiva sia a perseguire gli obiettivi di disciplina finanziaria e deleveraging”.

Inoltre, il gruppo ha rivisto anche la guidance 2025: se il fatturato è sostanzialmente in linea con la sua previsione iniziale compresa tra 9,2 e 9,3 miliardi di euro, prevede invece un margine Ebitda del 7,4% rispetto alla precedente stima del 7%.

Immediata la reazione del mercato: nel corso della giornata, a Piazza Affari il titolo Fincantieri è balzato con un incremento vicino al 6%, raggiungendo 16,98 euro e toccando anche quota 17 euro.

Tutti i dettagli.

I PILASTRI DEL PIANO AL 2030

Il Piano F4 – Fast Forward Further Future, approvato lo scorso dicembre dal cda di Fincantieri, si articola su quattro pilastri: incremento della capacità produttiva (capacity boost), aumento della produttività, rafforzamento dei progetti strategici e crescita nelle adiacenze.

PREVISIONI 2026 E CRESCITA ATTESA FINO AL 2030

Per il 2026 il gruppo prevede un utile migliore rispetto al 2025 e ricavi stimati tra 9,2 e 9,3 miliardi di euro. In prospettiva 2030, Fincantieri prevede un incremento dei ricavi del 40% rispetto al 2025, raggiungendo circa 12,5 miliardi di euro.

AZZERAMENTO DEBITO E POSIZIONE FINANZIARIA A CREDITO

Nel piano industriale, Fincantieri procede con il percorso di riduzione dell’indebitamento con l’obiettivo di azzerarlo e di portare la posizione finanziaria netta a credito nel 2032. L’indebitamento è atteso intorno a 1,8 miliardi di euro nel 2025 e, secondo il piano, dovrebbe ridursi a 1,25 miliardi entro il 2030.

STIME FINO AL 2035: RICAVI E REDDITIVITÀ

Oltre agli obiettivi al 2030, Fincantieri ha fornito anche stime di più lungo periodo fino al 2035. I ricavi sono attesi a un livello doppio rispetto al 2025, raggiungendo circa 18 miliardi di euro, con una crescita media annua del 7% nel periodo 2030-35. L’Ebitda margin è stimato intorno al 13%, pari a circa 2,3 miliardi, mentre il margine di utile netto è stimato al 7,5%, circa 1,35 miliardi.

FOCUS DIFESA

Dopodiché, come ha evidenziato l’ad Pierroberto Folgiero, “ol comparto Difesa riveste un ruolo centrale nella nostra strategia: l’aumento atteso della domanda e il raddoppio della capacità produttiva dei nostri cantieri italiani ci permetteranno di rafforzare la nostra posizione nei programmi nazionali e internazionali più rilevanti.”

Fincantieri ha indicato che il 2026 potrebbe aprirsi con un’importante dinamica di acquisizione ordini nel comparto difesa. Già nei prossimi sei messi dell’anno il gruppo prevede infatti commesse per circa 5 miliardi di euro, includendo programmi  per la Marina militare italiana (cacciatorpediniere, European patrol corvette, le navi di supporto logistico LSS), contratti di servizio in Medio Oriente, ordini negli Stati Uniti e altre commesse. Il gruppo segnala inoltre che per il 2026 ci saranno “altre opportunità commerciali con una probabilità medio-alta” di diventare commesse in Italia, Nord Africa, Medio Oriente, Sud Est Asia.

CRESCITA DEL SEGMENTO UNDERWATER

Inoltre, il colosso navale di Trieste punta a un’ulteriore espansione del business inderwater, con lo sviluppo di soluzioni non convenzionali, il rafforzamento delle sinergie con la difesa e la valutazione di opportunità di crescita inorganica in un mercato strategico, ad alto valore tecnologico.

INVESTIMENTI INDUSTRIALI: 1,9 MILIARDI NEL PIANO 2026-2030

Per sostenere questa crescita, nel piano 2026-30, Fincantieri prevede investimenti industriali complessivi per circa 1,9 miliardi di euro. La ripartizione degli investimenti prevede circa 250 milioni di euro per l’aumento di capacità dei cantieri attuali, 250 milioni per l’eventuale potenziamento dell’offshore in Vietnam, 600 milioni per attività di produzione, incluse nuove gru a cavalletto per le mega navi a Monfalcone, e 650 milioni destinati alle attività di manutenzione. Il gruppo ha precisato che gli investimenti saranno interamente finanziati dalla generazione di cassa operativa, mantenendo comunque l’obiettivo di accelerare il deleveraging.

LA REVISIONE DELLA GUIDANCE 2025

Infine, per il 2025 Fincantieri ha comunicato un margine ebitda rivisto al rialzo al 7,4%, confermando la guidance sui ricavi a circa 9 miliardi di euro. Il rapporto debito netto/ebitda per il 2025 è atteso a 2,8 volte, o 2 volte includendo i crediti finanziari non correnti nel debito netto, in linea con l’intervallo di guidance compreso tra 2,7 e 3,0 volte. La guidance sull’utile netto 2025 è stata aggiornata a 110 milioni di euro, mentre il Total backlog è indicato a circa 60 miliardi di euro.

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