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Ecco come Generali supera Unipol nel ramo Danni

Assicurazioni Generali

I conti di Assicurazioni Generali e di Unipol. E il confronto nel settore danni dopo l’acquisizione di Cattolica da parte del gruppo di Trieste.

 

Generali ha superato il gruppo Unipol ne settore danni. Il sorpasso si ferma a qualche decimale, Unipol detiene il 20,52% del mercato, mentre Generali, dopo l’acquisizione di Cattolica, il 20,9% . Si tratta di circa 150 milioni di euro di premi.

IL SORPASSO DI GENERALI SU UNIPOL VISTO DA CIMBRI

Carlo Cimbri, amministratore delegato del gruppo bolognese, sembra non essere preoccupato dall’avanzamento del gruppo Generali nel settore danni. “Le classifiche di settore non mi hanno mai appassionato particolarmente, soprattutto quando si parla di qualche centesimo di punto di quota di mercato – ha detto nei giorni scorsi il capo azienda di Unipol a margine dell’Insurance Summit organizzato da 24 Ore Eventi e dal Sole 24 Ore -. Generali era già un nostro competitor così come lo era Allianz, credo che sul mercato non cambierà nulla”.

EFFETTO CATTOLICA PER GENERALI NEL RAMO DANNI

L’operazione che ha portato Generali un passo avanti a Unipol, e a tutte le altre, è stata l’acquisizione di Cattolica. Generali ha portato a casa 138.842.677 azioni di Cattolica Assicurazioni, pari al 60,803% del capitale sociale della compagnia assicurativa (e a circa il 79,660% delle azioni oggetto dell’offerta).

LE PAROLE INFASTIDITE DI CIMBRI DI UNIPOL SU GENERALI E DANNI

L’ad dell’assicurazione bolognese è soddisfatto dei risultati ottenuti dal gruppo che guida, a prescindere dai risultati dei concorrenti. “Il nostro obiettivo non sono le classifiche ma è sempre stato avere una capacità e una massa di clienti abbastanza ampia da servire con prodotti di qualità e margini adeguati per remunerare il capitale che i nostri soci hanno investito – ha sottolineato il manager -. Siamo contenti delle dimensioni che abbiamo in Italia: ci permettono di fare investimenti per restare al passo con l’evoluzione tecnologica, vediamo ampi spazi di crescita e miglioramento dei nostri risultati già con le nostre dimensioni e non perseguiremo logiche di classifica perché nel nostro mestiere di assicuratori la classifica dei volumi e della raccolta premi non sempre va di pari passo con la qualità dei risultati e la redditività di quello che si produce”.

I NUMERI DEL SORPASSO SECONDO IL SOLE 24 ORE

Non per le cifre, che non sono da capogiro. Come ha scritto il Sole 24 ore “non è tanto l’ammontare delle polizze che i due gruppi hanno in portafoglio a sancire una nuova dinamica a livello di settore, quanto le quote che queste esprimono”. Su circa 38 miliardi di euro di premi danni complessivi, 7,95 miliardi fanno capo al duo Generali-Cattolica e 7,8 miliardi a Unipol. Questo significa “che nelle mani del Leone di fatto c’è ora il 20,9% del mercato e in quelle di Unipol il 20,52%. Assieme dunque i due gruppi hanno una fetta del 41,42% del settore. Allianz con 4,46 miliardi di polizze è al terzo posto e vale l’11,74% – ha aggiunto il quotidiano di Confindustria -. Poi a scalare Reale Group (6,05%), Axa (5,04%), Vittoria Assicurazioni (3,22%), Zurich Insurance (3,2%) e il Gruppo Intesa Sanpaolo Vita (3,15%). Insomma per ottenere la quota in mano alla sola Generali non basta sommare quanto oggi è nel portafoglio delle cinque società che stanno alle spalle di Allianz”. Tirando le somme questo significa che i primi due operatori hanno eretto un muro altissimo, e per poter immaginare un’ascesa il settore dovrà essere oggetto di un’ondata di consolidamento.

I NUMERI DI GENERALI

Il consiglio di amministrazione di Generali negli scorsi giorni ha approvato i conti dei nove mesi del 2021 che vedono “un’ottima redditività, con premi, risultato operativo e utile in forte crescita e una posizione di capitale estremamente solida”, riporta il Sole 24 Ore. Il risultato operativo è salito a 4,4 miliardi (+10%), “grazie allo sviluppo positivo dei segmenti Vita, Asset Management e Holding e altre attività e al resiliente contributo del segmento Danni, nonostante la maggiore incidenza dei sinistri catastrofali”. I premi lordi ammontano a 54,9 miliardi (+6,4%), in aumento sia nel Vita (+6,5%) sia nel Danni (+6,2%) mentre il Combined Ratio si attesta al 91,3% (+1,6 punti percentuale) scontando la ripresa della mobilità. Con questi numeri, conclude la nota, il gruppo triestino “conferma di essere in linea per completare con successo il piano strategico Generali 2021”.

LE PAROLE DEL MANAGEMENT DI GENERALI

Soddisfatto Cristiano Borean, cfo di Generali, che ha commentato i conti del gruppo assicurativo ai 9 mesi con l’utile netto che fa un balzo del 74% a 2,25 miliardi, il solvency ratio, cioè l’indice di solidità patrimoniale, che registra un incremento di 10 punti al 233%, gli asset gestiti che crescono del 4,2% a 682,1 miliardi. “I risultati dei nove mesi confermano l’ottima redditività del gruppo – ha detto il Chief Financial Officer -, sono pienamente in linea per completare con successo il piano strategico che si conclude a fine 2021 e rappresentano una solida base per il nuovo piano triennale che presenteremo al mercato il 15 dicembre”.

GLI OBIETTIVI DI GENERALI

Generali vuole rafforzare la sua leadership in Europa. “Crescere in mercati di alto valore come l’Asia e individuare opportunità nell’asset management – aggiunge il manager Borean -. Le acquisizioni sono un mezzo per diversificare ulteriormente le fonti di utile e accelerare l’esecuzione delle strategie, non un obbligo”. Inoltre il gruppo guidato da Philippe Donnet si aspetta che il settore assicurativo possa beneficiare del quadro macroeconomico globale, nonostante le incertezze relative a ulteriori varianti della pandemia.

I NUMERI DEL GRUPPO UNIPOL

Il Gruppo Unipol, come si legge sul comunicato del gruppo assicurativo, ha chiuso i primi nove mesi del 2021 con un utile netto consolidato pari a 813 milioni di euro, in crescita rispetto al risultato del corrispondente periodo del precedente esercizio (759 milioni di euro). La raccolta diretta assicurativa è a 9,5 miliardi di euro (+9,5%), così ripartita: Settore Danni 5,5 miliardi di euro (+0,3%) e settore Vita 3,9 miliardi di euro (+25,7%). “La raccolta diretta Danni al 30 settembre 2021, pari a 5.539 milioni di euro, è in leggero aumento rispetto ai 5.521 milioni di euro dei primi nove mesi del 2020 (+0,3%), grazie ai buoni risultati ottenuti dal comparto Non Auto che ha permesso di assorbire il contenimento registrato nel ramo Auto”, si legge ancora nella nota. Il settore Auto ha registrato una flessione del 4,4% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente, raggiungendo premi pari a 2.797 milioni di euro mentre il comparto Non Auto, con premi pari a 2.742 milioni di euro, è risultato in crescita del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2020.

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