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Dramma Mps: esuberi, aumento di capitale e scenari (Unicredit?)

Fondazione Mps

Tonfo in Borsa per Mps dopo l’approvazione del piano strategico scritto anche da Mediobanca. Tutti i dettagli sul piano tra aumento di capitale, esuberi, bubboni legali e forcing del Tesoro per il salvataggio (Unicredit?).

Mps ruzzola in Borsa a Milano dopo il piano strategico che prevede un fabbisogno patrimoniale tra i 2 e i 2,5 miliardi di euro e 2.670 esuberi al 2025. Il titolo cede il 3,1% a 1,05 euro.

IL DRAMMA MPS

Una situazione drammatica quella del Monte dei Paschi di Siena, che ha necessità di un fabbisogno patrimoniale tra i 2 e i 2,5 miliardi di euro per far fronte alla carenza di capitale e ai costi di ristrutturazione necessari per rimettere in sesto il conto economico, che beneficerà di 2.670 esuberi netti al 2025 e ritornerà in utile nel 2023, dopo aver acciuffato il pareggio di bilancio nel 2022.

CHE COSA DICE IL PIANO DI MPS ELABORATO CON MEDIOBANCA

Gli obiettivi del piano strategico di Mps, approvato oggi dal consiglio di amministrazione e messo a punto dall’ad Guido Bastianini, guardano lontano, al 2025. Ma tanta lungimiranza rischia di infrangersi – sottolinea l’Ansa – con la fretta del Tesoro di uscire dal capitale, in ottemperanza agli impegni presi con la Ue, portando l’istituto senese tra le braccia di Unicredit che, dopo l’ascesa di Pier Carlo Padoan alla presidenza e il passo indietro di Jean Pierre Mustier, continua ad essere indicata come il porto di elezione per Rocca Salimbeni.

I DETTAGLI DEL PIANO DI MPS

Il piano strategico di Mps – si legge – e’ stato predisposto avendo presenti, fra l’altro, gli impegni assunti dal Governo italiano con Bruxelles e alla base del piano di ristrutturazione vigente (2017-2021) nonché il decreto del Governo dello scorso 16 ottobre che avvia il processo di dismissione della quota detenuta dal Mef (64,2%) da realizzare con modalità di mercato e anche al fine di consolidare il sistema bancario. “Il piano e’ stato, quindi, elaborato ipotizzando iniziative strategiche coerenti con un sostanziale mantenimento dell’attuale modello operativo e dell’infrastruttura tecnologica della banca, al fine di non porre vincoli ad ipotesi aggregative”. Il Monte dei Paschi aggiunge che l’intervento sul capitale verra’ deliberato nel corso della prossima assemblea di bilancio, che sara’ convocato dal cda in calendario il prossimo 19 gennaio. La proposta di ricapitalizzazione terra’ conto “adeguatamente” degli effetti definitivi dell’operazione di scissione parziale non proporzionale a favore di Amco (Hydra) che, come noto, ha ridotto il patrimonio della banca di circa 1 miliardo e “delle deliberazioni che saranno adottate in relazione alle necessarie misure di rafforzamento patrimoniale che verranno dettagliate nel contesto del capital plan”.

LA PARTITA FRA MONTE DEI PASCHI DI SIENA E TESORO

Dell’urgenza del Tesoro sono ben coscienti a Siena, dove il piano è stato elaborato “ipotizzando iniziative strategiche coerenti con un sostanziale mantenimento dell’attuale modello operativo e dell’infrastruttura tecnologica della banca, al fine di non porre vincoli ad ipotesi aggregative”.

LE IPOTESI DI BLOOMBERG SU MPS

Secondo Bloomberg una fusione Mps-Unicredit – con il Tesoro alla regia – potrebbe essere definita entro marzo e sottoposta alle assemblee in aprile, agevolata da una ‘dote’ pubblica di (altri) 4-5 miliardi, tra nuovo capitale e agevolazioni fiscali.

L’ANALISI DEL CORRIERE DELLA SERA

In queste settimane il Tesoro punterà ad accelerare la combinazione di Mps con un’altra banca, ha sottolineato il Corriere della Sera: “Solo in un’operazione di fusione che lo vedrà in qualche modo uscire o diluirsi, il socio pubblico (oggi ha il 64%) potrà essere autorizzato a versare altri soldi in Mps. Di questo bisognerà ora negoziare con la Dg Comp, compresa la dote da ulteriori 2 miliardi in credito fiscale («Dta») prevista in manovra”.

CHE COSA SI DICE UFFICIALMENTE AL MES

“Nessuna decisione è stata presa fino ad ora”, replicano dal Mef, dove si conferma solo che sono in corso “le attività necessarie per dare attuazione alla decisione del Governo di vendere”. No comment da Unicredit, il cui cda ha escluso operazioni dannose per la sua posizione di capitale.

GLI OBIETTIVI DEL PIANO DI MPS

Per conseguire i suoi obiettivi, il piano di Mps punta su “iniziative industriali” capaci “di creare rapidamente valore, con contenuti rischi di realizzazione”. Le assunzioni sottostanti sono “ritenute prudenziali”, con un pil sotto i livelli pre-covid e tassi fermi per almeno un triennio. Il piano sarà trasmesso Mef, che dovrà discuterlo con la Dg Comp, per i profili antitrust relativi agli aiuti di Stato.

IL RUOLO DELLA BCE

Nel frattempo Mps sottoporrà entro fine gennaio alla Bce il capital plan che indicherà le modalità con cui soddisfare un fabbisogno di capitale compreso tra i 2 e i 2,5 miliardi. Risorse che serviranno a coprire una carenza stimata in 0,3 miliardi al 31 marzo e in 1,5 miliardi a fine 2021, esercizio che sarà impattato da oneri di ristrutturazione e dagli effetti della pandemia sul portafoglio crediti.

LE PAROLE DI SILEONI

“ll piano industriale di Mps presentato oggi rappresenta, soltanto il primo tempo di una partita molto più complessa – rimarca il leader della Fabi, Lando Sileoni – nella quale incideranno la voglia, l’intenzione e la determinazione delle ‘parti interessate’ rispetto alle decisioni già prese della Banca centrale europea e della Commissione europea”, entrambe schierate per una fusione con Unicredit.

IL BUBBONE LEGALE DI MPS

Una complicazione in una fusione con Mps sono i rischi legali per circa 10 miliardi, per oltre la metà legati alle richieste danni degli ex soci per le operazioni Alexandria e Santorini, ha ricordato il Corriere della Sera: “La condanna degli ex vertici Alessandro Profumo e Fabrizio Viola ha aggravato il quadro dei rischi per Mps, che ha accantonato ulteriori 400 milioni. Per questo motivo al Tesoro si cercano dei modi per segregare i rischi legali, con una sorta di assicurazione (con Fintecna o Amco) o un conferimento”.

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