Economia

Piazza Affari farà molti affari con Draghi a Palazzo Chigi, ecco perché

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Borsa Italiana

Il supporto politico a Draghi sarà carburante per gli asset italiani in Borsa. Ecco perché. Il commento di Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners Sgr

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La settimana si è aperta con un tono costruttivo sin dalla seduta asiatica.

Lo stimolo fiscale continua ad essere un argomento molto importante a supporto del sentiment. Nel week end, il Segretario di Stato USA Yellen ha perorato la causa del pacchetto di stimolo voluto dall’amministrazione, sostenendo che la situazione del mercato del lavoro è pesante, e che però se questo round venisse approvato gli USA potrebbero tornare alla piena occupazione l’anno prossimo. La Casa bianca sembra quanto mai determinata a ottenere questa cifra, ed eventualmente fare altro più avanti.

Attorno alla questione dello stimolo il dibattito si sta infiammando. Krugman ha postato un blog in cui sostiene che il rischio di surriscaldare l’economia con troppo stimolo è ridotto. Secondo il Nobel i fenomeni di stagflazione degli anni ’70 sono stati un po’ fraintesi. Dall’altro lato Summers ha invece risposto ad un po’ di obiezioni alla sua teoria che si sta eccedendo con lo stimolo fiscale, in un pezzo sul WAPO. A suo parere, aggiungere allo stimolo varato nel 2020, di cui gli ultimi 900 bln a Dicembre, altri 1.9 trilioni e dopo altro ancora, in un contesto di condizioni finanziarie eccessivamente espansive, può portare a fenomeni di surriscaldamento e inflazione, in seguito difficili da controllare. Summers contesta anche la forma della spesa, sostenendo che dovrebbe essere più orientata al medio periodo.

Personalmente, concordo con lui, come scritto più volte di recente. Coprire gli Americani di assegni in maniera pressochè indiscriminata ed erogare sussidi ultragenerosi giova al consenso, ma poi è inutile che ci lamentiamo dell’aumento della durata della disoccupazione, e del formarsi di bolle. Al momento, però, la responsabilità fiscale è in soffitta, e questo è il menù, e quindi leggere che Summers è preoccupato rafforza la mia convinzione che l’azionario andrà in bolla.

L’altro tema rilevante è quello dei vaccini e della normalizzazione, e non è che nel week end le notizie siano state uniformemente belle. Il FT ha riportato anticipazioni su un paper che dovrebbe uscire oggi, nel quale si dimostra che il vaccino Astra Zeneca non protegge contro manifestazioni moderate della sindrome causata dalla variante sudafricana. L’aspetto confortante è che non si sono avute ospedalizzazioni e morti, ma il campione è piccolo e giovane, e queste considerazioni non hanno impedito alle Autorità Sudafricane di sospenderne la somministrazione. Questo potenziale problema va a impattare soprattutto gli emergenti, dei quali  Astra Zeneca costituisce una delle forniture più rilevanti in virtù del suo costo. Anche Europa e UK ci fanno parecchio affidamento, mentre gli USA molto meno. Resta però il fatto che le varianti costituiscono una complicazione i cui contorni non sono stati ancora ben delineati, e sicuramente impatteranno sul livello di apertura delle frontiere.

Non si può però certo dire che le news abbiano terrorizzato i mercati. Dei principali indici asiatici solo Seul ha ceduto significativamente terreno, e lo ha fatto perchè le case automobilistiche Hyundai e Kia hanno smentito le trattative con Apple sull’auto a guida autonoma, cosa che le ha buttate giù rispettivamente del 6.2% e del 15%. Tokyo, per contro, ha festeggiato con un +2.1% ( e i nuovi massimi dal 1990 ) la possibile sospensione dello stato di emergenza in 10 prefetture, prima del termine del 7 Marzo. Direi una bella dimostrazione della sensibilità asimmetrica dei mercati alle notizie sul virus (si tollerano quelle brutte e si festeggiano quelle belle). Tra gli altri indici, spicca l’indolenza di Hong Kong e delle “H” shares, apparentemente in anticipazione della chiusura per una settimana dei link con le borse cinesi (per il Capodanno) dalle quali arrivano solitamente copiosi flussi.

Il sentiment costruttivo si è facilmente trasferito alla seduta europea. In una mattinata completamente priva di dati in Eurozone, a campeggiare sono stati i progressi politici del nascente Governo Draghi in Italia.

L’ampio consenso ottenuto dall’ex Presidente ECB è andato oltre le più rosee previsioni: Il Movimento ha sostanzialmente cambiato idea (anche se all’interno non mancano i dissensi) e la Lega non ha posto condizioni particolari. A livello nazionale il Governo gode del favore del 70% e oltre dei cittadini, secondo alcuni sondaggi. Oggi è partito il secondo giro di consultazioni, dal quale dovrebbero uscire i ministri, i programmi etc.

Si tratta chiaramente di sviluppi notevoli per l’Italia, per quanto non del tutto inattesi, dopo la candidatura di Draghi e di fronte all’opportunità, per i partiti, di sedere in un Governo che, invece di dover tirare la cinghia come da tradizione decennale, può definire un piano extra di investimenti. Naturale che sia stata un’altra seduta molto positiva per gli asset italiani.

Personalmente, sono convinto che non si tratti di un fuoco di paglia. E’ probabile che vedremo buone performance relative ed assolute dall’azionario italiano quest’anno.
Questi i motivi.

1) Draghi al Governo, dotato di un supporto ampio e incondizionato, fa calare di parecchio il rischio politico percepito, offre garanzia di programmi efficaci e credibili e di un execution efficiente, e rinsalda il legame con Bruxelles (e con l’ECB).

2) La sospensione del patto di stabilità, il pensionamento temporaneo della responsabilità fiscale e l’arrivo (a maggior ragione con Draghi) dei fondi del budget EU fa si che per la prima volta da decenni l’esecutivo disponga di parecchio denaro da spendere in investimenti. Se nel 2020 la spesa pubblica è andata a tappare il buco di crescita causato dal Covid, da quest’anno in poi si dovrebbe affiancare ad una ripresa di investimenti e consumi privati, accentuando il suo impatto sul ciclo.

3) La situazione macroeonomica, politica ed epidemiologica italiana ha probabilmente tenuto gli investitori esteri lontani da Piazza Affari. Se le aspettative di normalizzazione nate in seguito all’avvento del vaccini avranno forse prodotto un riequilibrio, la svolta politica e sopracitate ricadute economiche dovrebbero attirare interesse su un mercato che sinora è rimasto ai margini dell’universo investibile

4) La borsa italiana ha una capitalizzazione ridotta (550 bln €) e valutazioni contenute rispetto ad altre borse. Molte Mid e Small Caps sono poco seguite dagli analisti delle grandi case e semisconosciute agli investitori internazionali (anche se questo fenomeno è un po’ calato in seguito alla nascita dei PIR). Per questo hanno valutazioni eccessivamente basse. A fronte di questo quadro, un rinnovato interesse internazionale può avere un impatto più forte che altrove.

Per questo motivo, nonostante la buona performance recente, mi aspetto altre soddisfazioni da Piazza Affari, maggiori di quelle che può dare un BTP che sicuramente vedrà il premio al rischio ridursi ulteriormente, ma tratta già molto oltre i suoi meriti a causa del supporto del QE ECB, e potrebbe vedere il calo dello spread bilanciato da un aumento dei rendimenti del bund.

Il sentiment positivo ha interessato anche le altre borse EU, le banche, le commodities in generale, mentre i tassi hanno mostrato tendenza a salire.

A fornire altro pepe, ad una giornata altrimenti priva di news anche negli USA, ha pensato Elon Musk. A coronazione delle sue recenti esternazioni a favore di Bitcoin, Tesla ha comunicato di aver modificato le proprio politiche di impiego della liquidità, accumulando Bitcoin per 1.5 bln $, e che accetterà in pagamento la Criptovaluta. La notizia ha impresso un’accelerazione violenta al Bitcoin, azioni collegate e anche ai preziosi, che hanno beneficiato della medesima apertura.

Scarse le novità nel pomeriggio. Wall Street ha mostrato una tendenza positiva, ma in generale, il movimento ha perso un po’ di verve rispetto al mattino. D’altronde l’Eurostoxx 50 e l’S&P 500 la scorsa settimana hanno messo a segno progressi rispettivamente del 5% e del 4.65% salendo ognuna delle 5 sedute (oggi è la sesta positiva di seguito per l’indice europeo), per cui la comparsa di prese di beneficio è fisiologica e che non riescano a mandare in negativo le piazze è già in se un segnale di forza.

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