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Dr. Martens stringe i lacci

Nate in Germania come calzature ortopediche per poi diventare sinonimo di ribellione negli anni '60, le celebri Dr. Martens vivono ora un momento di crisi. Con i ricavi in calo del 3,1% e il titolo in picchiata del 9%, l'azienda britannica scommette sulla crescita degli utili e sulla resilienza del mercato americano per bilanciare la debolezza in Europa e l'impatto dei dazi statunitensi. Fatti, numeri e previsioni

 

Le iconiche stringate dal Dna ribelle stanno provando a curare i propri bilanci con la stessa pragmatica urgenza con cui il dottor Klaus Maertens, nel 1945, cercò di curare il suo piede rotto inventando una suola ammortizzata fatta di vecchi pneumatici.

Oggi però, il dolore non è fisico bensì finanziario: tra ricavi in calo del 3,1% e l’ombra dei dazi americani, il marchio britannico Dr. Martens affronta un “anno di svolta” in cui spera di tornare a essere un simbolo dello street style globale.

RISULTATI TRIMESTRALI E REAZIONE DEI MERCATI

Nel terzo trimestre chiuso il 28 dicembre, Dr. Martens ha registrato ricavi pari a 251 milioni di sterline, segnando una flessione del 3,1% rispetto all’anno precedente. Questa contrazione, osserva Reuters, riflette le difficoltà del Ceo Ije Nwokorie nel navigare un contesto di domanda debole nei mercati chiave, costringendo la società a sacrificare le vendite a breve termine per proteggere i margini di profitto.

La reazione della Borsa, intanto, è stata immediata: il titolo è crollato di quasi il 9% subito dopo l’annuncio, portando la perdita complessiva di valore dall’Ipo del 2021 a circa l’82%. Nonostante la flessione dei ricavi, l’azienda ha confermato la previsione di una crescita significativa degli utili per l’esercizio che si concluderà a marzo.

LE VENDITE TRA AMERICHE E AREA EMEA

Le performance regionali poi mostrano un quadro contrastante. Mentre le Americhe hanno registrato una crescita dei ricavi del 2% a cambi costanti, l’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) ha subito un calo del 6%. In Corea del Sud, invece, il marchio continua a registrare una crescita forte e costante.

Negli Stati Uniti, i consumatori si sono dimostrati più ricettivi alla strategia di vendita a prezzo pieno, mentre in Germania e nel Regno Unito – che rappresentano oltre la metà delle vendite europee – i clienti hanno evitato i prodotti non scontati.

Per compensare la debolezza dei mercati maturi, il gruppo sta accelerando l’espansione in nuovi mercati dell’America Latina, tra cui Colombia, Costa Rica, Perù e Uruguay.

CANALI DI VENDITA E STRATEGIE DI PREZZO

Dr. Martens inoltre sta attuando una profonda trasformazione nei canali distributivi, riducendo drasticamente il ricorso a promozioni e sconti. Se le vendite dirette ai consumatori (Dtc) sono diminuite del 7%, il canale wholesale (ingrosso) ha mostrato una tendenza contraria, crescendo del 9,5% a cambi costanti, scrive Fashion Network. Questa strategia “disciplinata”, afferma la testata, mira a migliorare la qualità dei ricavi, riducendo lo smaltimento delle scorte specialmente nell’e-commerce, che è rimasto stabile grazie a un ritorno a un calendario promozionale più normale.

PERICOLO DAZI E PROSPETTIVE FUTURE

Il futuro a breve termine, tuttavia, rimane condizionato da fattori geopolitici, in particolare i dazi degli Stati Uniti sui prodotti importati. Per mitigare l’impatto di costi aggiuntivi previsti per milioni di sterline, la società ha già iniziato ad aumentare i prezzi e a spostare la produzione dal Laos al Vietnam.

Per l’intero esercizio 2026, Dr. Martens prevede ricavi “sostanzialmente stabili”, puntando tutto sulla redditività per tornare a una crescita sostenibile negli anni successivi. Secondo il Ceo Nwokorie, tale rigore è necessario per preparare l’azienda a una nuova fase di sviluppo, mantenendo fede agli obiettivi strategici fissati per il prossimo anno.

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