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Dopo Meta e Google, anche Apple frena le assunzioni

Apple

Apple ridurrà le assunzioni e i costi. I cambiamenti, che riguarderanno solo alcune divisioni, giungono in previsione di una possibile recessione economica il prossimo anno, secondo Bloomberg. Ecco tutti i dettagli

Apple rallenterà le assunzioni nel 2023.

Le modifiche non riguarderanno tutte le divisioni, ha riferito per primo Bloomberg, ma alcuni team vedranno un aumento del personale l’anno prossimo e alcune posizioni non saranno coperte.

Se confermata la notizia dal colosso di Cupertino, si tratterebbe dell’ultima grande azienda tecnologica a cambiare i suoi piani di assunzione.

Molte big tech hanno modificato i programmi di assunzioni nelle ultime settimane. L’ultima è stata Google. La scorsa settimana il numero uno Sundar Pichai ha informato il personale di un rallentamento delle assunzioni. Prima ancora Meta. Il 29 giugno Mark Zuckerberg, proprietario e ceo di Meta (Facebook) ha annunciato ai dipendenti la decisione di ridurre del 30% il target delle assunzioni degli ingegneri. Nell’occasione Zuckerberg li ha avvisato di prepararsi a una profonda recessione economica.

 Il banco di prova saranno le trimestrali attese per fine mese.

Tutti i dettagli.

IL FRENO DI APPLE A NUOVE ASSUNZIONI SECONDO BLOOMBERG

Secondo il rapporto di Bloomberg, i piani della società guidata da Tim Cook non influiranno su tutte le divisioni e Apple sta ancora pianificando un programma di lancio di un nuovo prodotto per il 2023, un visore per realtà mista, la sua prima nuova grande categoria dal 2015.

In genere, Apple lancia una nuova versione del suo iPhone e altri prodotti indossabili a settembre in vista delle intense festività natalizie.

Secondo il suo ultimo rapporto annuale, la società con sede a Cupertino aveva circa 154.000 dipendenti a tempo pieno.

IL COMMENTO DEGLI ANALISTI

“La mossa di Apple riflette un più ampio rallentamento negli investimenti in nuove cose, nuove società e nuovi prodotti”, ha affermato Kim Forrest, chief investment officer di Bokeh Capital Partners ripreso da Reuters. “Significa che l’inflazione è un problema per queste aziende”.

SPAURACCHIO RECESSIONE

Negli ultimi mesi sono aumentati i timori che gli aggressivi rialzi dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve per domare un’impennata dell’inflazione possano far precipitare l’economia in una recessione. Le pressioni sui prezzi hanno anche sollevato preoccupazioni sul fatto che i clienti possano frenare la spesa per articoli discrezionali come gli smartphone.

Numerose aziende tecnologiche hanno quindi ridimensionato le loro aspettative in previsione di una possibile recessione negli Stati Uniti.

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