Economia

Def: le stime, le baruffe (italiane) e le buffonate (europee)

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Martedì 9 aprile il consiglio dei ministri approverà il Documento di economia e finanza (Def). Nel frattempo M5S e Lega si strattonano e l’economista Gustavo Piga dispensa consigli e bacchettate.

 

La flat tax deve essere nel Def. Matteo Salvini avverte gli alleati: “Abbiamo votato il reddito di cittadinanza, che non è nel dna della Lega, ora pretendiamo rispetto”. M5s ribatte che a non rispettare il contratto, con proposte che vanno dalla castrazione chimica alle armi, semmai è lui. “A quelle proposte noi siamo un argine. La flat tax va fatta ma senza aiutare i ricchi”, dichiara Luigi Di Maio che, facendo sponda in questo caso al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, vorrebbe che la misura restasse fuori dal Def, anche per arginare l’idea leghista di fare “facile campagna elettorale” con soldi che non ci sono. Ma la Lega insiste: “O il governo attua il contratto o non ha senso”, dice il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti.

LA TEMPISTICA

“Serenamente”, il premier Giuseppe Conte si fa carico di risolvere anche questa grana, in vista del varo del Def in consiglio dei ministri martedì 9 aprile, dopo una riunione della maggioranza lunedì 8 aprile.

QUESTIONE DI PIL

Tria resta fermo sull’idea che la flat tax vada messa a settembre in manovra, nell’ambito di un intervento fiscale complessivo. C’è infatti un tema di risorse. Con il Pil vicino allo zero e 23 mld di clausole Iva da disinnescare il presidente del Consiglio fronteggia le accuse delle opposizioni – M5s alzerà le tasse, è sicuro Silvio Berlusconi – dichiarando che il governo “farà di tutto per impedire” l’aumento dell’Iva.

LE PAROLE DEL PREMIER

E’ prudente, il premier. Anche se è convinto che nei prossimi mesi l’economia migliorerà, il quadro è fosco. Perciò tutto, anche la flat tax che è “un pilastro” del contratto di governo, va modulato in manovra tenendo “conto del quadro di finanza pubblica”.

IL PENDOLO DELLE STIME DEL DEF

Martedì 9 aprile, dunque, il Documento di economia e finanza arriverà in Consiglio dei ministri. Bisogna decidere dove fissare l’asticella della crescita programmata: si oscilla tra un prudente 0,3% (0,1% in più dello 0,2% tendenziale) e un più ardito – ma meglio spendibile alle europee – 0,5%. Salvini dice che sulle stime la “prudenza” di Tria va bene e precisa che quello sulla flat tax non è un suo capriccio. Ma lo scontro tra i vicepremier è totale

LA BUFFONATA SECONDO IL PROF. PIGA

“Consiglierei vivamente a tutti, anche alle istituzioni europee, di abolire la scadenza del Def prima di una consultazione elettorale, è una buffonata, si veda anche quello che sta accadendo in altri Paesi”. Rinviando la presentazione del documento a dopo il voto “è possibile concentrarsi su questioni serie qual è la programmazione economica di un Paese”, ha suggerito l’economista Gustavo Piga, in un’intervista a Policy Maker.

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