Le dimissioni di Emanuele Caniggia aprono una fase nuova e delicata per Dea Capital Real Estate, la sgr immobiliare del gruppo De Agostini. Il consiglio di amministrazione riunitosi ieri ha segnato uno spartiacque: il manager ha rimesso le deleghe da ad, restando però nel board, mentre le funzioni operative sono state affidate ad Andrea Casarotti per garantire la continuità. Una soluzione ponte, destinata a traghettare la società verso il rinnovo completo dei vertici imposto dalla Banca d’Italia dopo gli esiti dell’ispezione sul rischio riciclaggio.
IL PASSO INDIETRO DI CANIGGIA E LA SOLUZIONE CASAROTTI
Caniggia “ha rimesso al consiglio di amministrazione le proprie deleghe quale amministratore delegato”, si legge nella nota ufficiale, mantenendo la carica di consigliere, mentre il board ha attribuito a Casarotti “le deleghe necessarie ad assicurare il coordinamento delle attività delle diverse funzioni aziendali e la continuità operativa della società”.
Un passaggio che segna l’avvio di una gestione transitoria, in attesa dell’assemblea dei soci chiamata a rinnovare gli organi, che dovrà essere convocata a breve su richiesta della Banca d’Italia.
LE RICHIESTE DI BANKITALIA A DEA CAPITAL SGR
Alla base del ribaltone c’è l’ispezione di Bankitalia conclusa a dicembre 2025. Gli accertamenti hanno evidenziato un’esposizione al rischio di riciclaggio che ha imposto misure drastiche.
Palazzo Koch ha chiesto un piano di rimedio, il rafforzamento delle funzioni di controllo, un nuovo piano industriale e soprattutto l’azzeramento della governance. Il ricambio dovrà riguardare la maggioranza del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, inclusi presidente e amministratore delegato.
I nuovi vertici dovranno essere composti da profili completamente esterni alla precedente gestione e con competenze specifiche in ambito antiriciclaggio. Tra le richieste anche lo stop all’avvio di nuovi fondi rivolti a clientela non istituzionale e l’elaborazione di un piano d’azione dettagliato.
La sgr ha già fatto sapere che “compirà ogni atto necessario ad adempiere senza indugio a quanto richiesto dall’Autorità”, segnalando la volontà di allinearsi rapidamente alle prescrizioni.
APPROVATI I CONTI DEL FONDO ALPHA E L’ACCENNO NELLA RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE
Tra i dossier più sensibili c’è il fondo immobiliare Alpha, quotato sul segmento Miv di Borsa Italiana, il mercato dei fondi e dei veicoli di investimento, e tra i più esposti sul mercato. Il tema non è tanto l’andamento recente quanto il contesto in cui si inserisce.
Nel consiglio è stato approvato il resoconto al 31 marzo 2026 del fondo. E qui arriva la linea della società: secondo quanto comunicato, “non risultano intervenute modificazioni rilevanti nella composizione” del portafoglio del fondo “che abbiano inciso sul risultato economico del periodo”.
Non solo. La sgr ha anche precisato che le misure richieste dalla vigilanza non hanno effetti sulla gestione corrente dei fondi. Una puntualizzazione che punta a rassicurare il mercato, soprattutto su Alpha, che resta uno degli strumenti più visibili della piattaforma.
Resta però anche un altro elemento sullo sfondo. Nella relazione del collegio sindacale del bilancio 2024 – come ha sottolineato oggi il Sole 24 ore – si fa riferimento a un audit straordinario richiesto dalla Banca d’Italia su operazioni e soggetti riconducibili al fondo Third Eye, ulteriore segnale di attenzione rafforzata da parte della vigilanza.
IL PROFILO DEL NUOVO CAPO AZIENDA CASAROTTI
Andrea Casarotti è una figura interna al gruppo De Agostini con un profilo trasversale. È Head of Strategy and Business Development della holding e membro del board di Dea Capital Alternative Funds.
Il suo ruolo lo colloca al centro delle strategie del gruppo, non solo nel real estate ma anche nelle altre aree dell’asset management. Una scelta che indica la volontà della capogruppo di mantenere un presidio diretto in questa fase.
Il suo incarico appare comunque come una reggenza temporanea, destinata a garantire continuità fino alla nomina del nuovo consiglio.
LA CARRIERA DI CANIGGIA
Emanuele Caniggia, classe 1965, è stato per oltre un decennio il volto operativo della sgr. Dopo aver fondato Abaco Servizi negli anni Novanta e contribuito alla crescita di Abaco Team, ceduta a Gabetti, ha proseguito la carriera tra imprenditoria e incarichi nei consigli di amministrazione del gruppo Gabetti.
Nel 2012 ha avviato Innovation Real Estate insieme a DeA Capital e dal 2014 è amministratore delegato di Dea Capital Real Estate Sgr. Sotto la sua guida la società ha raggiunto circa 12 miliardi di masse in gestione, consolidando la propria posizione nel mercato.
I NUMERI DELLA SGR: MASSE, IMMOBILI, ASSET
Dea Capital Real Estate Sgr è oggi il principale operatore indipendente del risparmio gestito immobiliare in Italia. Gestisce circa 12 miliardi di euro di patrimonio attraverso oltre 50 fondi immobiliari e veicoli dedicati.
Il portafoglio comprende circa 700 immobili per oltre 5 milioni di metri quadrati complessivi. Più del 60% degli asset è concentrato tra Roma e Milano, a conferma della centralità dei due principali mercati urbani italiani.
La composizione del patrimonio vede una netta prevalenza degli uffici (circa 60%), seguiti da retail e filiali bancarie (circa 13%) e da logistica e industriale (circa 7%). Negli ultimi anni la sgr ha progressivamente ampliato l’esposizione verso nuovi segmenti: hotel, residenziale in affitto, student housing, sanità e Rsa.
Sono inoltre in corso o completati oltre 400mila metri quadrati tra sviluppi e progetti di riconversione, segnale di una strategia orientata non solo alla gestione ma anche alla trasformazione degli asset.
La base degli investitori conta circa 100 soggetti istituzionali. Tra questi grandi banche italiane, casse previdenziali e assicurazioni, ma anche investitori internazionali come Oaktree, Apollo, Tpg Real Estate e York Capital Management.
PARTNER, JOINT VENTURE E OPERAZIONI
La rete dei partner riflette la dimensione della piattaforma. Tra i finanziatori figurano gruppi come UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Bnp Paribas, Credit Suisse e Bank of America.
Sul fronte delle operazioni, la sgr ha sviluppato negli ultimi anni iniziative sempre più articolate. Dalle piattaforme logistiche alle joint venture internazionali, fino ai progetti di student housing e hospitality.
Tra le operazioni più recenti, iniziative con investitori istituzionali globali e partnership con operatori internazionali per progetti immobiliari in Europa.
DEA CAPITAL: ASSET, ATTIVITÀ E NUMERI
La sgr immobiliare è controllata da DeA Capital, polo finanziario del gruppo De Agostini specializzato nell’asset management alternativo. Le attività si articolano tra real estate, credit e multi-manager solutions.
Nel 2024 DeA Capital ha consuntivato un esercizio caratterizzato da “importanti risultati”, come si legge nel bilancio consolidato del gruppo De Agostini, sia nel real estate sia nei fondi alternativi, con una crescita significativa del segmento credit e l’aggiudicazione della gara per la gestione degli asset logistici di Poste Italiane.
All’interno del gruppo, DeA Capital rappresenta quindi il fulcro delle attività finanziarie, accanto a editoria, media, giochi e farmaceutica.
I numeri consolidati del gruppo evidenziano ricavi per circa 2,7 miliardi di euro, un risultato operativo di 690 milioni e un utile netto di 441 milioni. La posizione finanziaria netta è negativa per circa 4,7 miliardi. In questo quadro, l’asset management si conferma uno dei pilastri strategici.







