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Espresso Iervolino

Danilo Iervolino, chi è (e cosa fa) il nuovo proprietario del settimanale L’Espresso che fa sbroccare Repubblica

Tutto (o quasi) su Danilo Iervolino, che ha comprato il settimanale L'Espresso dal gruppo Gedi

 

L’editoria, un football club in serie A. Come già Berlusconi e ancora Cairo. E invece è il golden boy dell’imprenditoria italiana, Danilo Iervolino. Quarantaquattro anni, parte da Palma Campania, cittadina di 16mila abitanti ai piedi del Vesuvio. Abita ancora da quelle parti, anche se secondo Dagospia avrebbe messo gli occhi su Villa Bismarck a Capri. Vista mozzafiato sul Golfo, 1600 metri quadri per 18 milioni.

(In coda i passaggi di Iervolino e del socio di Bfc, Masetti,  che hanno portato all’Espresso)

Si compra L’Espresso da Gedi e manda in subbuglio l’intellighenzia progressista italiana. Protesta il direttore Marco Damilano, che scrive a John Elkann e si dimette. Ma continua ad essere ospite fisso a La7. Anche se le ospitate tv in generale non sembrano far crescere la platea dei lettori paganti.

Protestano i giornalisti del settimanale fondato nel 1955 da Arrigo Benedetti ed Eugenio Scalfari. L’assemblea dei redattori in un comunicato proclama “lo sciopero a oltranza delle firme, sia sul settimanale cartaceo che online, e l’astensione dal prossimo lavoro per impedire l’uscita del numero”.

A ruota i colleghi di Repubblica, che infilano la penna nel taschino. Oggi il quotidiano non è in edicola e il sito web non sarà aggiornato fino alle 19. Denunciano: “Cedere la testata capostipite di Repubblica e patrimonio del giornalismo italiano segnala una grave mancanza di fiducia sullo sviluppo a lungo termine”.

Il ministro del Lavoro, il piddino Andrea Orlando, ha trovato urgente rilasciare un pensoso tweet: “Marco Damilano lascia. Non è una buona notizia. Le ragioni di questa scelta devono far riflettere sull’assetto dell’editoria italiana e sul futuro dell’informazione. La democrazia si nutre anche di questo. Grazie a Damilano per il suo lavoro e impegno civile”. “Giù il cappello e buon vento per il futuro”, il tweet del segretario del Pd, Enrico Letta. “Non possiamo vedere il giornalismo spegnersi”, avverte un allarmato Carlo Calenda. In lutto il leader di Sinistra italiana Nicola Fratoianni: “Continua l’opera di dissoluzione del gruppo Repubblica/L’Espresso che ha segnato decenni di battaglie civili e politiche del nostro Paese. Una nuova brutta pagina per il pluralismo e la qualità dell’informazione”.

L’acquisto si è perfezionato ieri da parte della neonata L’Espresso Media Srl. Al 51% di Bfc Media – editore tra l’altro di Forbes Italia di cui Iervolino detiene la quota di controllo – e al 49% di Idi Srl, totalmente di proprietà dell’imprenditore campano.

Il padre ha fondato le scuole paritarie Iervolino, molto diffuse in Campania. Danilo aggiorna il core business di famiglia. Dopo la laurea in Economia fonda l’Università telematica Pegaso – una delle più diffuse in Italia. L’idea gli viene a 26 anni, dopo un viaggio negli Stati Uniti. E’ quasi subito travolgente successo. A settembre 2021 vende la metà delle azioni della holding Multiversity – a cui fanno capo le università telematiche Pegaso e Mercatorum – al fondo d’investimento Cvc. L’altro 50% lo aveva ceduto due anni prima, sempre a Cvc. Il Corriere della Sera scrive di un’operazione stimata un miliardo di euro. A fine dicembre acquista la Salernitana, giusto in tempo per salvare il club in serie A e brindare al 2022. L’anno nuovo si apre con la scalata a Bfc Media – sempre il Corriere riporta di una maggioranza per circa 6 milioni – , mentre prepara il colpo grosso al settimanale.

All’Espresso guardava già nel 2018, quando ha querelato direttore e due giornalisti per una inchiesta sul fenomeno delle università telematiche e dunque anche della sua Pegaso. Articolo21.org scrive di una richiesta danni di 38 milioni. Il tribunale non accoglie la richiesta, ma dispone il ritiro dal web di uno degli articoli “incriminati”. Quattro anni dopo Iervolino si compra da Gedi L’Espresso. Non è dato sapere con esattezza a che cifra; né se detterà una linea editoriale indicando un nuovo timoniere. Alcune firme di punta avevano già da tempo traslocato al Domani. Al momento il settimanale è diretto dal già vice di Damilano, Lirio Abbate.

Il nuovo editore. I passaggi di Iervolino e del socio di Bfc, Denis Masetti,  che hanno portato all’Espresso

L’Espresso Media srl si è costituita l’8 febbraio 2022 con un capitale sociale di 10mila euro. Presidente del cda è il bolognese Denis Masetti, editore e presidente di Bfc Media, digital e media company quotata al mercato Euronext Growth Milan di Borsa Italiana. Laurea in economia, Masetti è attivo nel settore finanziario ed editoriale dal 1988. Tra l’altro ha diretto Arte & Investimento edito da Finarte Edizioni di Milano prima di divenire amministratore delegato di Campus e direttore commerciale di Class Editori. Nel 1995 ha fondato Blue Financial Communication di cui è divenuto presidente. Con Bfc ha lanciato nel 1997 il sito www.bluerating.com, e in seguito varie pubblicazioni: Hedge, Advisor, Soldi e Bluerating. Ha inoltre contribuito alla nascita e alla gestione del settimanale Bloomberg Investimenti di cui è stato socio e membro del consiglio di amministrazione. Inoltre è stato amministratore delegato e socio di Fida (Finanza Dati e Analisi), società leader in Italia nella gestione e analisi di prodotti finanziari.
Bfc attualmente pubblica i mensili ForbesBlueratingPrivate, Asset Class e  COSMO, ed è editore delle  trasmissioni televisive di Bfc Video in onda 24 ore su 24 sulla piattaforma OTT di  bfcvideo.

Dichiara Masetti: “L’Espresso rappresenta una parte importante della storia d’Italia. Partendo dalla sua storia, vogliamo anche che si sviluppi attraverso un progetto editoriale indipendente e condiviso, supportato da strumenti e strategie moderne e investimenti adeguati che facciano crescere la qualità del prodotto, la diffusione e la sua penetrazione”.

L’accordo prevede varie forme di collaborazione, tra cui la prosecuzione dell’abbinamento del settimanale L’Espresso all’edizione domenicale del quotidiano La Repubblica, la promozione congiunta delle iniziative editoriali, comprese le storiche guide, dei servizi di distribuzione nelle edicole e di gestione degli abbonamenti.

Bfc Media continua a crescere. All’approvazione del calendario finanziario 2022 e al preconsuntivo di bilancio consolidato 2021, i ricavi hanno superato i 16 milioni di euro, contro gli 11 milioni di euro del 2020, con un incremento del 46%; la redditività è in forte crescita, con un ebitda oltre i 2,1 milioni, rispetto a 1,2 milioni del 2020, in aumento del 75%. Anche la situazione finanziaria è positiva, con una liquidità di oltre 1,6 milioni di euro a fine 2021. I risultati raggiunti da Bfc Media superano quelli indicati nel piano triennale presentato al mercato a settembre 2021. Per Bfc “i risultati sono il frutto dello sviluppo delle iniziative multimediali che sono state avviate negli anni e che abbracciano varie aree con brand sempre più affermati e leader nelle diverse aree: Forbes per il mondo delle imprese; Bluerating per il mondo della finanza; Bike per il ciclismo e la smart mobility; Cosmo per la space economy; Equos per il mondo ippico e il betting; e Robb Report per il settore del lusso”.

Consiglieri della nuova società editrice dell’Espresso sono Mirko Bertucci (consigliere delegato), Cfo e consigliere di amministrazione di Equos edito da Bfc. Consigliere è Maurizio Milan, background nel management e nel learning. È stato tra l’altro direttore generale dell’area Education presso il Sole24Ore dove, oltre alla gestione della Business School, ha sviluppato l’area di digital consulting; quindi education manager presso Vodafone ltalia e Ceo presso Digital Accademia. Esperienza in Ernst&Young come director nella funzione People Advisory Service. È amministratore delegato della Salernitana, il club di Iervolino.

Iervolino tra il 2010 e il 2018 è amministratore unico di J Invest (capitale sociale: 12mila euro), società di servizi del settore turistico-alberghiero, di Ermes Service (capitale sociale: 10mila euro), società per la gestione di attività di intermediazione rivolta al turismo; così come all’alberghiero è dedicata Federan (capitale sociale: 15mila euro). Detiene anche Asnor (capitale sociale: 10mila euro), società per la promozione di attività legate al settore dell’orientamento professionale. Investe sul mattone anche con Alfa immobiliare (capitale sociale: 25mila euro).

Si avvicina a L’Espresso con la sua Idi srl (capitale sociale: 50 mila euro). Prima acquisterà da Jd Farrods Luxembourg sa – holding riconducibile al fondatore e presidente di Bfc Media, Masetti – circa 1,62 milioni di azioni di Bfc, rappresentative del 51%, per un corrispettivo complessivo di circa 6 milioni di euro. È sempre attraverso Idi che nel febbraio 2022 fonda con Bfc – di cui è ormai socio di maggioranza – L’Espresso Media srl: 49% per Idi, 51% per Bfc.

Tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, ha messo a segno una serie di scelte importanti. A settembre vende al fondo Cvc Capital Partners l’intero gruppo Wversity, la holding con la quale Iervolino possiede il 100% di Multiversity spa, cui fanno capo il 50% di Multiversity srl (Università Telematica Pegaso e Università Mercatorum) e il 100% (per metà in capo alla srl e per metà in capo alla spa) dell’erogatore dei programmi internazionali di certificazione delle competenze digitali Certipass. CVC Capital Partners aveva rilevato una prima metà del capitale di Multiversity, nell’agosto 2019. Ricorda BeBeez che sul mercato si parlava di una valutazione di un miliardo di euro  per l’intero gruppo. Iervolino resta presidente dell’università telematica e fa il suo ingresso nel mondo del calcio con l’acquisto della Salernitana da Claudio Lotito, ora consolida il prestigio editoriale con L’Espresso.

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