Economia

Creval, come sarà la bad bank alla Valtellinese

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Tutti i dettagli sul nuovo piano del Creval (Credito Valtellinese) annunciato dal capo azienda Luigi Lovaglio

 

Acquisti sul titolo Credito Valtellinese a Piazza Affari dopo la presentazione del nuovo piano industriale che punta con decisione sul derisking del bilancio attraverso lo smaltimento dell’80% dello stock di crediti deteriorati.

IL PIANO AL 2023

Prima dell’apertura del mercato il Creval ha annunciato il nuovo piano “Crescita sostenibile” al 2023, che stima un utile netto di 93 milioni nel 2021 e di 138 milioni nel 2023, con un payout superiore al 50% nel 2021 e al 75% nel 2023.

FATTORE DERISKING

Sul fronte del derisking, è prevista la creazione di una “bad bank” interna con 50 dipendenti in cui confluirà lo stock da 1,9 miliardi di crediti deteriorati, atteso in riduzione dell’80% nell’arco di piano.

CAPITOLO NPL

L’incidenza degli Npl lordi è così vista scendere sotto al 7% nel 2021 e sotto al 6,5% nel 2023 (rispettivamente al 3,5% e sotto al 3% al netto delle rettifiche).

DOSSIER TITOLO

Il piano prevede infine una decisa contrazione del portafoglio titoli, che si dimezzerà a 4 miliardi dagli attuali 8.

I DETTAGLI SUL PIANO INDUSTRIALE

Il nuovo piano industriale del Credito Valtellinese prevede ricavi aggiuntivi da iniziative commerciali per 105 milioni nel 2023 rispetto al 2019. E’ quanto emerge dalle slide di presentazione agli analisti. Nel dettaglio, un incremento di 20 milioni è atteso dal recupero e dall’acquisizione di clienti e 35 milioni dal finanziamento alle famiglie. Altri 25 milioni arriveranno dalla crescita nell’advisory e nella gestione del risparmio e altrettanti dall’offerta commerciale rinnovata per le piccole imprese. Sul fronte dei costi, e’ attesa un riduzione delle spese (al netto dei costi una tantum) di 55 milioni. Di conseguenza, nel 2023 e’ previsto un incremento dell’utile operativo lordo di 160 milioni rispetto al 2019.

LE PAROLE DEL CAPO AZIENDA

“Possiamo crescere e abbiamo l’opportunità di chiudere velocemente il gap” in settori come le masse gestite, il credito al consumo e i mutui, ha sottolineato l’amministratore delegato del Creval, Luigi Lovaglio. “Abbiamo una strategia chiara – ha aggiunto – vogliamo diventare redditizi in modo sostenibile e risolvere una volta per tutte i problemi del nostro bilancio'” Lovaglio si è poi detto cosciente che “ci sarà un consolidamento del mercato”.

I GIUDIZI DEGLI ANALISTI

Gli analisti di Equita, pur lamentando la scarsa visibilita’ nel breve termine dovuta all’assenza di guidance per gli esercizi 2019 e 2020, notano che ‘il piano va nella giusta direzione nel garantire una redditivita’ sostenibile e con un profilo di rischio inferiore’. ‘Data l’attuale ampia dotazione di capitale – proseguono gli esperti – riteniamo che il derisking e la razionalizzazione della base costi godano di visibilita’, mentre resta piu’ incerta l’evoluzione dei ricavi in un contesto di derisking di portafoglio’.

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