Economia

Covid-19, ecco quando ci sarà il picco in Italia (regione per regione)

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Il picco? La fine della pandemia da Covid-19, con zero decessi, è prevedibile in Italia il 19 maggio e il totale dei decessi registrati sarà di 20.300 al 4 agosto. Le previsioni dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme)

Quando ci sarà il picco della Covid-19 in Italia, nelle regioni italiane e negli Stati europei?

La fine della pandemia da Covid-19, con zero decessi, è «prevedibile in Italia il 19 maggio, salvo un allentamento delle misure di distanziamento sociale o un rimbalzo dei contagiati», e il totale dei decessi registrati sarà di 20.300 al 4 agosto.

Sono le previsioni sull’evoluzione della Covid-19 in Europa e in Italia elaborate dall’Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme), organizzazione indipendente dell’Università di Washington, che fornisce i dati alla Casa Bianca.

Secondo questa analisi la fine della pandemia da Covid-19, con zero decessi, è «prevedibile in Italia il 19 maggio, salvo un allentamento delle misure di distanziamento sociale o un rimbalzo dei contagiati», e il totale dei decessi registrati sarà di 20.300 al 4 agosto.

IL CASO CALABRIA E PUGLIA

In particolare l’Italia avrebbe già superato la propria fase di picco, eccezion fatta per Calabria (picco previsto per ieri, 7 aprile) e Puglia (16 aprile). In Europa si conteranno, sulla base delle stime dell’Ihme, oltre 150mila decessi alla fine della prima ondata della pandemia.

IL COMMENTO DEL SOLE 24 ORE

“Dalla Cina arriva infine la notizia che il lockdown della regione dell’Hubei e del suo capoluogo Wuhan (60 milioni di abitanti) si è concluso ieri dopo un isolamento, deciso il 23 gennaio, durato quasi 3 mesi. Se l’Italia replicasse lo stesso percorso oggi saremmo solo a metà dell’opera”, sottolinea oggi Marzio Bartoloni, giornalista esperto di sanità, sul quotidiano il Sole 24 Ore.

IL DETTAGLIO DELLO STUDIO

Ma vediamo nel dettaglio le previsioni dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme). L’Italia ha superato la fase di picco di Covid-19 e il 19 maggio raggiungerà il traguardo ‘zero decessi’, salvo un allentamento delle misure di distanziamento sociale o un rimbalzo dei contagi. E il totale dei decessi registrati nel nostro Paese sarà di 20.300 al 4 agosto 2020.

LE REGIONI E IL PICCO

Dai numerosi grafici contenuti nel rapporto si evince inoltre che il superamento della fase di picco non riguarda tutte le regioni: la Calabria infatti lo raggiunge il 7 aprile e la Puglia il 16 aprile.

OLTRE 151MILA MORTI E PICCO TERZA SETTIMANA DI APRILE

Il picco della pandemia, già superato in Italia e Spagna, si verificherà in Europa durante la terza settimana di aprile, e alla fine di quella che i ricercatori chiamano la ‘prima ondata’ della pandemia – e che si spera resti l’unica – saranno 151.680 i decessi.

IL COMMENTO DI MURRAY

“Settimane preoccupanti attendono molti Stati europei”, afferma Christopher Murray, direttore dell’Ihme. Questo, nonostante la diminuzione dei decessi attualmente registrata in Italia e Spagna. Il numero di morti in molti Paesi – osserva l’Istituto – è aggravato dalla domanda di accoglienza ospedaliera, che va ben oltre la disponibilità. Per esempio, si prevede che il picco di domanda nel Regno Unito raggiunga un totale di 102.794 posti letto a fronte dei 17.765 disponibili, 24.544 posti in terapia intensiva a fronte di 799 disponibili, e 20.862 respiratori (il dato riguardante la disponibilità dei respiratori non è disponibile).

GLI ALTRI PAESI

I Paesi che stanno per raggiungere il picco da Covid-19 o che vi si stanno avvicinando rapidamente in questa ondata dell’epidemia sono: Olanda, Irlanda, Austria e Lussemburgo, mentre Repubblica Ceca e Romania sono a metà strada della traiettoria prevista per questi Paesi. Altre nazioni, inclusi il Regno Unito, la Germania, la Norvegia e la Grecia sono ancora all’inizio del contagio e vedranno il numero dei decessi aumentare rapidamente per raggiungere il picco nella seconda e terza settimana di aprile.

LE MISURE

“E’ evidente senza ombra di dubbio che le misure di distanziamento sociale attuate e mantenute correttamente possono controllare l’epidemia e contribuire a ridurre il numero dei decessi”, sostiene Murray, avvertendo però che “la tendenza cambierà, e drammaticamente in peggio, se si sceglierà di allentare le misure”. Murray ricorda infatti che allentare tali precauzioni troppo presto durante la prima ondata della pandemia potrebbe causare nuove ondate di infezione, ricoveri e decessi.

LA SECONDA ONDATA?

“Per diminuire il rischio di una seconda ondata, dove la prima è controllata da misure importanti di distanziamento sociale – sostiene – i governi dovranno prendere in considerazione test di massa, tracciatura dei contatti e quarantena per gli infetti fino a che un vaccino non sia disponibile, con produzione e distribuzione di massa”.

 

ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO 

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