Economia

Così Borghi (Lega) strapazza pure l’Abi per le piroette sul bail-in (oltre quelle di Bankitalia)

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Come si discute delle tesi di Bankitalia e Abi sul bail-in e come sono cambiate nel tempo

 

“Il bail-in non è stato mai applicato in Italia, è in desuetudine, e a mio avviso una norma non applicata va superata con una nuova normativa, e va abrogata per creare un nuovo clima di fiducia”. Lo ha detto Antonio Patuelli, presidente Abi, intervenendo a un convegno a Firenze sul tema dell’educazione finanziaria il 27 febbraio.

Qualche giorno dopo, il primo marzo, è stato il capo della Vigilanza di Bankitalia, Carmelo Barbagallo, a esprimersi nei medesimi termini in sostanza di Patuelli.

“L’entrata in vigore, nel 2016, del bail-in è stata affrettata, in quanto ha preceduto di molto un suo essenziale presupposto”: la costituzione da parte delle banche”, “di passività idonee” a subire “riduzione o conversione in nuovo capitale” in caso di crisi (MREL), detenute da investitori professionali”, ha affermato il responsabile della vigilanza di Banca d’Italia Carmelo Barbagallo.

“In assenza di questa condizione, il bail-in è pressoché inapplicabile”, ha aggiunto l’alto esponente della Banca centrale governata da Ignazio Visco: “La situazione è destinata a durare” perchè la “piena entrata a regime del Mrel è stato fissata al 2024”.

Barbagallo ha ribadito come “la Banca d’Italia abbia più volte rimarcato che l’introduzione del bail-in avrebbe dovuto essere preceduta da una fase preparatoria più lunga rispetto a quella prevista dalla Brrd per consentire alle banche di costituire un’adeguata dotazione di passività idonee”.

Dichiarazioni che appaiono contraddittorie con quelle del passato della Banca d’Italia, come ha analizzato su Start Magazine Giuseppe Liturri, in un approfondimento che è stato twittato anche dall’economista Claudio Borghi (Lega), presidente della commissione Bilancio della Camera.

Non solo: Borghi ha evidenziato anche la piroetta dell’associazione bancaria italiana. L’economista ha infatti twittato l’ultima pagina delle risposte dell’Abi nel 2012 – quando l’associazione era presieduta da Giuseppe Mussari – con alcune chiose a penna dello stesso Borghi al documento frutto della consultazione della Commissione Ue. (qui il documento completo dell’Abi). Una risposta, quella dell’Abi, “suicida” secondo Borghi.

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