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Cosa succederà ai mercati emergenti dopo il caso Venezuela

Fatti e scenari sui mercati emergenti dopo l'intervento americano in Venezuela. L'analisi di Mali Chivakul, Emerging Markets Economist di J. Safra Sarasin.

La notizia più rilevante durante le festività natalizie è stata la rapida operazione degli Stati Uniti per catturare e incriminare Nicolás Maduro, presidente del Venezuela.

L’EFFETTO DELLA CATTURA DI MADURO SUI MERCATI

La cattura non è stata una sorpresa ed era stata anticipata dal mercato obbligazionario. La presenza militare statunitense nei Caraibi si è rafforzata da agosto, dopo che il presidente Trump ha autorizzato il dispiegamento di navi da guerra per contrastare i cosiddetti “narcoterroristi”. Le azioni militari si sono intensificate a settembre e a metà dicembre con l’attacco e l’affondamento di una nave e l’intercettazione di petroliere. Negli ultimi mesi anche la retorica degli Stati Uniti nei confronti del governo venezuelano è diventata più ostile. Il valore di recupero delle obbligazioni venezuelane in default è salito da circa 20 centesimi di dollaro a metà del 2025 a circa 30 centesimi alla fine del 2025, per poi superare i 40 centesimi dopo la cattura.

LA STRATEGIA AMERICANA

La cattura è in linea con la più recente National Security Strategy che sottolinea l’importanza di “rafforzare ed espandere” la sfera di influenza degli Stati Uniti nella regione. La strategia mira a respingere le cosiddette incursioni dei “competitori non emisferici”. La cattura di Maduro ha inviato un chiaro messaggio: gli Stati Uniti sono tornati a sostenere e a esercitare la propria influenza nell’emisfero occidentale, la loro regione di riferimento, come in passato. È noto che gli Stati Uniti hanno sostenuto molti regimi diversi in America Latina sin dai tempi della Guerra Fredda. Le loro azioni hanno comportato il sostegno a numerosi colpi di Stato. Nel 1989 hanno invaso Panama per catturare il suo leader, Manuel Noriega, portando ad un cambio di regime.

LE MOTIVAZIONI DELL’INTERVENTO USA IN AMERICA LATINA

Mentre in passato l’intervento degli Stati Uniti in America Latina, guidato dalla Dottrina Monroe, era più ideologico, oggi, a nostro avviso, è guidato in modo significativo da interessi legati alla sicurezza economica. La Cina ha rapidamente ampliato i propri interessi commerciali, in particolare nel settore delle materie prime nella regione, e questo è ora il principale motivo di preoccupazione per gli Stati Uniti. Il suo obiettivo principale è quello di contrastare la Cina ed esercitare il proprio controllo sulle risorse nazionali nell’emisfero occidentale, che si tratti di metalli strategici o di energia. Nel suo primo intervento davanti alla Commissione Affari Esteri del Senato nel gennaio 2025, Marco Rubio ha affermato che ogni politica estera perseguita dall’amministrazione deve essere giustificata da tre domande: rende l’America più sicura? Rende l’America più forte? O rende l’America più prospera? Nonostante il calo della produzione, il Venezuela possiede ancora le più grandi riserve petrolifere accertate al mondo. Dispone inoltre di ricchi giacimenti minerari, tra cui oro e terre rare. L’aumento della produzione petrolifera richiederà tempo e nuovi investimenti, ma dovrebbe esercitare una pressione al ribasso sul prezzo del petrolio nel medio termine.

LE IMPLICAZIONI PER I MERCATI EMERGENTI

Quali sono le implicazioni per i mercati emergenti? La popolazione dei paesi confinanti probabilmente vedrà di buon occhio un cambio di regime in Venezuela, anche se permangono molte incertezze. L’aumento dei tassi di criminalità è stata la principale preoccupazione tra gli elettori dell’America Latina. La violenza delle gang è stata fortemente associata all’emigrazione dal Venezuela. La cattura ha inviato un chiaro segnale di sostegno alle fazioni politiche di destra della regione, che hanno espresso apertamente la volontà di tenere sotto controllo la criminalità e la violenza. Gli Stati Uniti probabilmente sosterranno apertamente questi candidati nelle prossime elezioni in Colombia, Perù e Brasile. Se dovessero guadagnare consensi nei sondaggi, anche i mercati di questi paesi dovrebbero trarne vantaggio.

LE RIPERCUSSIONI PER PECHINO

Le perdite degli investimenti cinesi in Venezuela non sono la preoccupazione principale. Anche se le banche politiche cinesi e altri creditori statali rischiano di subire maggiori perdite se gli Stati Uniti prendono il controllo dei proventi petroliferi e li indirizzano verso i creditori statunitensi, la Cina ha ridotto la sua esposizione nei confronti del Venezuela, che aveva raggiunto il picco all’inizio degli anni 2010. Ciò che è più importante è l’investimento della Cina in infrastrutture e risorse in altri paesi dell’America Latina. Prevediamo una maggiore pressione da parte degli Stati Uniti per allontanare gli investimenti cinesi in infrastrutture strategiche (come il porto di Chancay in Perù) e risorse critiche (miniere). Un buon esempio è il recente avvicinamento della Bolivia agli Stati Uniti dopo le elezioni presidenziali di ottobre, che ha portato il Paese a riconsiderare i contratti per l’estrazione del litio firmati con la Cina.

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