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Cosa sta succedendo al prezzo del cacao. Report Le Monde

Il prezzo di acquisto del cacao aveva raggiunto un picco storico, e altrettanto storico è il suo crollo. In Costa d’Avorio il prezzo pagato ai produttori è sceso da 2.800 a 1.200 franchi CFA al chilo, mentre il cacao ha perso il 70% del valore mondiale dall’inizio del 2024. L'articolo di Le Monde

 

Mercoledì 4 marzo, in costa d’Avorio, il prezzo del cacao pagato al produttore è stato fissato a 1.200 franchi CFA al chilo, contro i 2.800 franchi CFA precedenti. Un riflesso del crollo mondiale dei prezzi: dall’inizio del 2024 il prezzo del cacao è crollato del 70% – scrive Le Monde.

RIDUZIONE DEL PREZZO AI COLTIVATORI

Il prezzo di acquisto del cacao aveva raggiunto un picco storico, e altrettanto storico è il suo crollo. Nel tentativo di arginare la crisi che colpisce il settore dal dicembre 2025, la Costa d’Avorio, primo produttore mondiale, ha ridotto di oltre la metà il prezzo di acquisto ai coltivatori, portandolo da 2.800 a 1.200 franchi CFA (da 4,30 euro a 1,80 euro) al chilo. L’annuncio è stato dato mercoledì 4 marzo dal nuovo ministro dell’Agricoltura, Bruno Nabagné Koné, in occasione dell’apertura della campagna di commercializzazione intermedia. Uno shock per i produttori ivoriani che già faticano a smaltire le loro scorte e a essere pagati per i loro raccolti, in un contesto di calo globale dei prezzi.

IL CALENDARIO DELLE CAMPAGNE DI VENDITA

I prezzi del cacao nel Paese sono fissati dallo Stato due volte all’anno: in ottobre, per la campagna di vendita principale, e in aprile, per la campagna intermedia. Entrambe sono state anticipate di un mese a causa dei “raccolti precoci” attribuibili agli “effetti del cambiamento climatico” e alla richiesta dei coltivatori, al fine di consentire loro di “disporre di risorse prima dell’inizio dell’anno scolastico per mandare i propri figli a scuola”, ha giustificato il ministro. Il prezzo pagato al produttore è quindi fissato a 1.200 franchi CFA al chilo fino al 31 agosto.

SPECULAZIONI E CROLLO DEI PREZZI GLOBALI

Questo calo era atteso, dato che negli ultimi giorni le speculazioni erano in pieno svolgimento. Il prezzo record di 2.800 franchi CFA al chilo, annunciato il 1° ottobre, a meno di un mese dalle elezioni presidenziali, era nettamente superiore a quello praticato sui mercati internazionali. Dall’inizio del 2024, il prezzo mondiale del cacao è crollato del 70%. […]

VENDITE ILLEGALI E MALCONTENTO DEI PRODUTTORI

Tuttavia, ci vorrà ben altro per placare l’ira dei coltivatori di cacao che, da quattro mesi, sono in molti a vendere sottobanco le loro eccedenze. In modo del tutto illegale, ma a un prezzo al chilo spesso superiore a quello annunciato mercoledì dallo Stato. […]

SCORTE AMMUFFITE

Tanto più che il Consiglio del caffè e del cacao (CCC), l’organismo statale di regolamentazione, ha mantenuto solo in parte la promessa di riacquistare le scorte invendute della campagna principale al vecchio prezzo di 2.800 franchi CFA al chilo. Dopo un inventario effettuato a gennaio, lo Stato ha stimato in 123.000 tonnellate il volume di fave di cacao invendute e ha promesso di riacquistarne 100.000 tonnellate con la società commerciale Transcao, una filiale del CCC, per un costo stimato in 280 miliardi di franchi CFA.

Il consiglio ha poi raggiunto un accordo con l’Organizzazione interprofessionale agricola della filiera caffè-cacao per il ritiro del 40% di questo volume, attualmente bloccato nei camion nei porti di Abidjan e San Pedro e all’interno delle cooperative. Per il momento, solo 12.000 tonnellate di cacao sono state scaricate dalle navi, ha annunciato martedì il presidente dell’organizzazione, Siaka Diakité. Il trasferimento di altre 16.000 tonnellate è ancora in attesa di approvazione da parte del CCC. […]

AZIONI LEGALI CONTRO I LEADER SINDACALI

Le uniche azioni legali già avviate riguardano i presidenti dei due principali sindacati: Kanga Koffi, a capo dell’Associazione nazionale dei produttori di caffè e cacao, e Moussa Koné. Il direttore generale del CCC, Yves Brahima Koné, ha denunciato i due uomini per “diffamazione” e “calunnia”. Li accusa di aver stimato, durante una conferenza stampa tenutasi il 24 dicembre 2025, le scorte di fave invendute a 700.000 tonnellate, una cifra che ritiene troppo alta, e di aver denunciato il blocco di decine di camion nei due porti.

CRITICHE ALLA STRATEGIA DEL GOVERNO

La modifica del calendario di commercializzazione e il calo dei prezzi nascondono una semplice “fuga in avanti”, avverte uno specialista del settore del cacao, che desidera mantenere l’anonimato. “Non c’è alcun cambiamento strutturale: la campagna intermedia è stata anticipata solo per giustificare il calo dei prezzi”, […]

CACAO DETERIORATO E STOP ALLE IMPORTAZIONI DAL BRASILE

Ciliegina sulla torta, parte delle scorte invendute degli ultimi mesi si è deteriorata a causa dell’umidità. La muffa ne rende impossibile la commercializzazione. Dal 23 febbraio, il Brasile ha sospeso gli acquisti di fave e prodotti a base di cacao provenienti dalla Costa d’Avorio, invocando rischi fitosanitari legati alla mancanza di tracciabilità.

IL CONFRONTO CON IL GHANA E IL RISCHIO DI CONTRABBANDO

La situazione non sembra destinata a migliorare, tanto più che il vicino Ghana, dove 50.000 tonnellate di cacao si sono accumulate nei porti per gli stessi motivi, ha fissato il prezzo pagato al produttore a 1.850 franchi CFA. Un differenziale che dovrebbe incoraggiare il traffico transfrontaliero, già intenso.

(Estratto dalla rassegna stampa estera a cura di eprcomunicazione)

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