Caro direttore,
annuso un’aria frizzantina ed entusiasta per il nuovo editore che si sta facendo largo in Italia: Leonardo Maria Del Vecchio. Per capire meglio il personaggio, un tuo collega mi ha consigliato un recente libro di Mario Giordano su rampolli ed eredi dei capitalisti italiani. Nel frattempo, scorgo prime parole e primi passi di Del Vecchio jr. e resto basito.
Il nuovissimo editore – che puntava a Repubblica e nel frattempo ha comprato una fetta del Giornale e tutto il gruppo Monrif dai Riffeser, ovvero Giorno, Resto del Carlino, Nazione e QN – professa l’autonomia delle redazioni, come ha rimarcato tra il sorpreso e il gaio l’analista Francis Walsingham su Start Magazine. Molto bene, ottimo, bravissimo, il giovin Del Vecchio.
Vedremo quanta autonomia avranno redazioni e direzioni dei giornali nel trattare aziende, affari, conti e questioni economiche legate a Essilux, Meta (che ha una partnership commerciale con Essilor-Luxottica), la filiera Mps-Mediobanca-Generali in cui è magna pars la famiglia Del Vecchio tramite la holding lussemburghese che in Italia fa la patriota con il portafoglio all’estero.
Vedremo pure come le pagine di economia e finanza dei quotidiani controllati o partecipati dal rampollo milanese daranno conto di conti e altro delle maggiori banche con cui ha rapporti il medesimo Del Vecchio, visto che – leggo in queste ore su Mf – “il quartogenito del fondatore di Luxottica sta per siglare un accordo con la banca guidata da Andrea Orcel per far salire da 350 a circa 650 milioni di euro la liquidità presa in prestito inizialmente per ottimizzare la struttura del debito personale. L’imprenditore milanese – che investe in Italia attraverso la holding interamente controllata Lmdv Capital – aveva aperto i cantieri per una maxi-linea di credito da 350 milioni, soldi che servono a chiudere le precedenti linee di credito personali di ammontare inferiore, razionalizzando il costo del debito. Circa 160 milioni verranno impiegati per rimborsare il debito con Intesa-Sanpaolo e altre linee con la stessa Unicredit, Banco Bpm e Montepaschi”.
Mio padre diceva in questi casi, quando sentiva parlare di milioni e milioni, “mi fanno male le orecchie a sentire questi numeri”. Io invece mi chiedo: ma se questi capitalisti hanno montagne di soldi che gli escono anche dal naso e dalle orecchie, che necessità hanno di ricorrere a mega finanziamenti delle banche? Hanno talmente tanti soldi che vogliono fare del bene anche alle banche pagando lauti interessi? Eh sì, perché ho letto sul primo quotidiano italiano che Del Vecchio jr è dedito ad attività non speculative. Sì, infatti lorsignori hanno l’holding in Lussemburgo. Mica a Cinisello Balsamo.
Sono curioso di vedere se il Delvecchino intorterà anche la regina dei salotti di Cairo, ovvero Lilli Gruber, che stasera lo ospiterà: potenza dei lobbisti.
Alla prossima puntata (sperando che Del Vecchio non compri pure Start Magazine).
Buon lavoro e salutoni, direttore.
Gianluca Zappa




