Dopo l’annuncio del taglio di 16.000 posti di lavoro e il più grande richiamo di latte artificiale per l’infanzia nella storia dell’azienda, Nestlé tenta la riorganizzazione del business, puntando sulle quattro divisioni principali e portando avanti le trattative per la cessione del business dei gelati.
Intanto, i conti annuali mostrano vendite sopra le stime, ma un calo della redditività operativa.
CRESCITA ORGANICA SOPRA LE ATTESE
Nel 2025 Nestlé ha registrato una crescita organica delle vendite del 3,5%, con ricavi pari a 89,5 miliardi di franchi svizzeri (115 miliardi di dollari), superando le aspettative. Nel solo quarto trimestre le vendite organiche sono aumentate del 4%, oltre il 3,4% atteso dal mercato. Per il 2026 la società prevede un incremento organico compreso tra il 3% e il 4%, a fronte di una stima degli analisti del 3,2%, e indica un’accelerazione della crescita interna reale, indicatore chiave dei volumi monitorato dagli investitori.
Tuttavia, il Financial Times osserva che la marginalità resta sotto pressione: l’utile operativo è sceso dell’8,4% a 14,4 miliardi di franchi, con un margine operativo sottostante al 16,1% nel 2025. L’azienda prevede però un miglioramento della redditività nel 2026. Sui risultati hanno inciso l’inflazione dei costi delle materie prime, l’aumento delle spese di marketing, l’impatto dei dazi statunitensi e le oscillazioni valutarie.
LA RIORGANIZZAZIONE IN QUATTRO DIVISIONI
Il piano del nuovo management prevede la concentrazione del portafoglio su quattro aree: caffè, petcare, nutrizione e food & snacks, con una riallocazione prioritaria delle risorse e una struttura organizzativa semplificata. “Stiamo concentrando il nostro portafoglio su quattro aree di business, guidate dai nostri marchi più forti, con risorse prioritarie e un’organizzazione semplificata”, ha affermato l’amministratore delegato Philipp Navratil.
La società ha inoltre deciso di integrare la divisione Nestlé Health Science in un’unica area Nutrition per “generare sinergie e semplificazione”, mentre ha concluso la revisione strategica dei marchi di vitamine e integratori di fascia mainstream ed economica ed è pronta ad avviare interlocuzioni con potenziali acquirenti. È attesa dal 2027 anche la deconsolidazione del business delle acque, per il quale è già stato avviato un processo formale con possibili partner.
GELATI ADDIO
Tra le operazioni straordinarie in corso figura la vendita della restante attività nel settore dei gelati, che comprende marchi come D’Onofrio, Real Dairy, Parlour e Lafrutta. Nestlé è in trattative avanzate per cedere il business a Froneri, proprietaria del marchio Häagen-Dazs e joint venture tra la società europea di private equity PAI Partners e Nestlé.
L’operazione si inserisce in un percorso pluriennale di uscita da attività a minore crescita e ad alta intensità di capitale, con un rafforzamento dell’attenzione su caffè e pet care.
LICENZIAMENTI E RIORGANIZZAZIONE INTERNA
Navratil, nominato a settembre dopo l’uscita del precedente amministratore delegato, sta guidando un piano di ristrutturazione che prevede il taglio di 16.000 posti di lavoro, pari a circa il 6% della forza lavoro globale, nell’arco di 18 mesi. Dall’inizio del nuovo corso sono stati aggiornati incentivi manageriali, obiettivi e strutture retributive per “promuovere una cultura orientata alla performance”, ha dichiarato il Ceo.
Parallelamente, la società sta gestendo il più grande richiamo di latte artificiale per l’infanzia della sua storia, che ha comportato il ritiro dei prodotti in oltre 60 Paesi e che avrà ripercussioni sui volumi del 2026 a causa di carenze di scorte e resi.
LA REAZIONE DELLA BORSA
Il titolo Nestlé è salito fino al 4,5% nelle prime contrattazioni, con un progresso di circa il 3,5% dall’inizio dell’anno. Come sottolinea Bloomberg, Navratil e il presidente Pablo Isla, entrambi in carica da meno di sei mesi, sono impegnati anche in un riassetto della governance dopo la crisi dello scorso anno. Il consiglio di amministrazione, per esempio, è stato rafforzato con l’ingresso di nuove figure per consolidare la supervisione e rendere più incisivo il processo decisionale.







