L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha concluso un’ampia indagine conoscitiva dedicata al settore dell’editoria scolastica in Italia. Il procedimento ha analizzato le dinamiche di mercato tra l’anno scolastico 2019/20 e il 2024/25, evidenziando le interazioni tra un’offerta fortemente concentrata e una domanda caratterizzata da un progressivo calo demografico, con una diminuzione di quasi 600.000 studenti registrata nell’ultimo quinquennio.
Sulla base dei risultati emersi, l’Autorità ha inviato una segnalazione formale a diverse istituzioni, tra cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), per sollecitare interventi di supervisione e riforma.
STRUTTURA DEL MERCATO E SPESA PER LE FAMIGLIE
L’Agcm rileva un mercato dell’editoria scolastica italiana fortemente concentrato, con i primi quattro gruppi editoriali (Mondadori, Zanichelli, Sanoma e La Scuola) che coprono circa l’80% delle vendite totali, le quali nel 2024 hanno sfiorato gli 800 milioni di euro.
Le dinamiche di acquisto presentano una particolarità economica definita “peculiare” dall’Autorità, in quanto “chi sceglie il prodotto (i collegi-docenti) non lo paga, mentre chi lo paga (fiscalità generale, famiglie) o lo utilizza (studenti) non lo sceglie”. Mentre nella scuola primaria i testi sono gratuiti, i costi per la scuola secondaria gravano sulle famiglie con una spesa teorica media di circa 580 euro per il primo grado e 1.250 euro per il secondo grado.
L’indagine evidenzia inoltre che i prezzi, pur crescendo in linea con l’inflazione, risultano più gravosi a causa del calo del potere d’acquisto dei nuclei familiari.
LA TRANSIZIONE DIGITALE INCOMPIUTA
Nonostante la riforma avviata nei primi anni Dieci mirasse a sostituire progressivamente i libri cartacei con risorse digitali per generare risparmi, l’obiettivo non è stato raggiunto. Oltre il 95% delle classi – osserva l’indagine – continua infatti ad adottare i libri di “tipo B” (cartaceo con contenuti digitali), ma l’uso effettivo dell’e-book rimane marginale: i dati indicano che solo il 16% delle licenze digitali viene attivato, con una media di appena 11 accessi all’anno nelle scuole secondarie.
Le cause di questo fenomeno sono riconducibili a carenze infrastrutturali, come la scarsa disponibilità di dispositivi per gli studenti, e a barriere tecnologiche imposte dagli editori.
LIMITI DELLE LICENZE E IMPATTO SULL’USATO
Una delle principali criticità emerse riguarda poi le condizioni contrattuali imposte per l’accesso ai contenuti digitali. L’Agcm spiega che “da anni ormai è divenuta pratica comune degli editori consentire all’utenza di acquistare non la proprietà delle edizioni digitali, ma solo licenze d’uso temporaneo”. Questo modello, basato sul principio “one-copy one-user”, impedisce la circolazione delle risorse digitali, ostacolando sia il mercato dell’usato (stimato in 150 milioni di euro annui) sia la diffusione del comodato d’uso gratuito presso le scuole. Una volta utilizzato lo scratch code abbinato al libro, la componente digitale non è più trasferibile, riducendo significativamente il valore del bene nel mercato secondario.
EDIZIONI AGGIORNATE O OBSOLESCENZA PROGRAMMATA?
L’indagine dell’Agcm ha infine sollevato dubbi anche sulla frequenza delle nuove edizioni, che rinnovano circa il 10% dei titoli ogni anno. L’Autorità ha evidenziato la necessità di una maggiore trasparenza e di una revisione del codice di autodisciplina di categoria, affinché l’immissione di nuove versioni sia ragionevole e non configurabile come obsolescenza programmata. In tal senso, si auspica lo sviluppo di soluzioni modulari e l’uso di tecnologie aperte come i QR code, che permettano di aggiornare solo le componenti digitali senza dover sostituire l’intero volume cartaceo, il quale in Italia risulta pesare mediamente il doppio rispetto agli standard europei.
LA RISPOSTA DEGLI EDITORI
In risposta ai rilievi dell’Autorità, i principali editori hanno manifestato la disponibilità a modificare le condizioni delle licenze digitali. Tra le proposte figurano la “possibilità di stampare i contenuti nei limiti già previsti per la riproduzione delle opere a stampa” e la “riattivazione delle licenze a prezzi molto scontati” per favorire chi acquista libri usati. Parallelamente, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha avviato un tavolo tecnico per semplificare l’accessibilità tramite sistemi di Single-Sign-On integrati nei registri elettronici.
Infine, l’arrivo dell’intelligenza artificiale è visto come un fattore di trasformazione profonda, capace di favorire una maggiore personalizzazione delle risorse educative.




