Economia

Cosa faranno Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm per salvare Salini Impregilo in vista di Progetto Italia

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Progetto Italia

Tutti i dettagli del salvataggio di Salini Impregilo con il ruolo di Cdp, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm per costruire il campione nazionale Progetto Italia. Fatti, numeri, scenari

 

Intesa Sanpaolo, Unicredit e Bpm in campo per salvare e rilanciare, con un ruolo decisivo della Cassa depositi e prestiti, Salini Impregilo, perno di Progetto Italia, il campione nazionale delle costruzioni in cantiere.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI DI SALINI IMPREGILO

Si terrà il 4 ottobre l’assemblea straordinaria di Salini Impregilo per dare al cda la delega sull’aumento di capitale da 600 milioni e per le modifiche dello statuto con la nuova governance legata a Progetto Italia.

CHE COSA SUCCEDERA’ A SALINI IMPREGILO

L’appuntamento dei soci, convocato dal board della società, rimette in moto il meccanismo che porterà alla creazione del nuovo polo delle costruzioni italiano, che ha visto la sua nascita il 2 agosto con il via libera di Cassa depositi e prestiti (controllata dal Tesoro e partecipata dalle fondazioni bancarie), che interviene attraverso Cdp Equity (Cdpe) insieme ai creditori, oltre a quello di Salini Impregilo stessa, partendo dalla proposta per il salvataggio di Astaldi.

GLI ACCORDI DI SALINI IN VISTA DI PROGETTO ITALIA

Salini un mese fa aveva sottoscritto per Progetto Italia due accordi di investimento, uno con l’azionista di controllo Salini Costruttori e con Cdp, l’altro con le tre principali banche finanziatrici.

L’INTRECCIO FRA SALINI E ASTALDI

L’intesa prevede un aumento di capitale da 225 milioni di Astaldi, riservato a Salini stessa, ma anche un aumento da 600 milioni di quest’ultima e un finanziamento da quasi un miliardo.

INTESA SANPAOLO, UNICREDIT E BANCO BPM SOSTENGONO L’AUMENTO DI SALINI IMPREGILO

L’aumento di Salini, con esclusione del diritto di opzione, è da ripartire tra Salini Costruttori (50 milioni), Cdpe (250), le banche Intesa Sanpaolo, Unicredit e Bpm (150) e il mercato (150). Gli istituti di credito coinvolti sono creditori del gruppo privato e quindi hanno interesse a risanare e rilanciarlo.

IL CAMBIO DELLA GOVERNANCE

Tra gli accordi per la nascita di Progetto Italia era stato sottoscritto anche quello di un cambio di governance, “assicurando un sistema che garantisca i più alti livelli di indipendenza e trasparenza”, come aveva evidenziato Cdp.

LA NOTA DEL GRUPPO

Per questo era stata prevista un’assemblea, quella ora convocata tra un mese, per la ricapitalizzazione e per le modifiche statutarie “volte a riflettere le intese fra Salini Costruttori, Salini Impregilo e Cdp Equity in merito al governo societario di Salini Impregilo”, ricorda la nota emessa al termine del board del gruppo.

CHE COSA SUCCEDERA’

L’assise del gruppo di costruzioni è chiamata a esaminare anche alcune modifiche relative all’assetto di vertice: il cda di Salini Impregilo sarà di 15 componenti, di cui un terzo designato da Cdp Equity (5 membri), tra cui il presidente indipendente (previo gradimento di Salini Costruttori), 9 di fatto della lista Salini e uno legato agli istituti di credito. Il ceo resterà Pietro Salini mentre Massimo Ferrari verrà confermato nel ruolo di general manager. Le parti hanno anche convenuto di costituire un nuovo comitato strategico con il compito di supportare il board nell’implementazione di Progetto Italia fino al suo completamento.

IL CASO ASTALDI

Il salvataggio di Astaldi aveva visto intanto accogliere il 5 agosto la proposta di concordato da parte della sezione fallimentare del Tribunale di Roma, che aveva fissato l’udienza per la convocazione dei creditori e il relativo voto per il 6 febbraio 2020, indicando il termine di 90 giorni per la comunicazione ai creditori del decreto di ammissione della procedura di concordato preventivo in continuità aziendale diretta, dunque per i primi di novembre.

LO SCENARIO

Ad attendere i nuovi passi di Progetto Italia non c’è però solo Astaldi. Le prospettive annunciate da Salini Impregilo un mese fa sono infatti di un nuovo grande gruppo con Astaldi, ma anche – oltre a Pizzarotti e Rizzani – con Cossi, Glf e Seli Oversea.

Come ha scritto qualche tempo fa in una missiva ai dipendenti Pietro Salini, il gruppo Salini Impregilo punta a «creare un gruppo internazionale ancora più grande, in grado di competere con i principali player del settore, capace di presentarsi sul mercato entro il 2021 con un fatturato di 14 miliardi, un portafoglio di 62 miliardi. Dieci anni fa questo era solo un sogno, oggi si sta lavorando per realizzarlo».

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