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Cosa farà Banca del Fucino con la start up Redd

Banca Del Fucino Redd

Banca del Fucino acquista una partecipazione pari al 30% nella start up immobiliare Redd

 

Il più antico istituto di credito romano fa incursione nel settore delle start up.

Il consiglio di amministrazione di Banca del Fucino ha deliberato l’acquisto di una partecipazione al capitale sociale della start up innovativa Redd pari al 30%. Si tratta di una start up che applica l’intelligenza artificiale ai documenti immobiliari, permettendo di riclassificarli ed estrarne le informazioni più importanti.

Grazie all’istituto di credito romano, Redd spera “di avere i capitali necessari per implementare la tecnologia blockchain e rafforzare la nostra presenza sul mercato”.

Fondata a Roma nel 1923, Banca del Fucino è presieduta da Mauro Masi ed è oggi la capogruppo del Gruppo Bancario Igea Banca.

Tutti i dettagli.

COSA FA REDD

Redd è stata fondata nel novembre 2018 dall’avvocato Riccardo Delli Santi, specializzato in diritto immobiliare ed urbanistico.

La start up applica l’intelligenza artificiale all’analisi dei documenti immobiliari. Al termine dell’analisi, le informazioni confluiscono su un report che evidenzia automaticamente eventuali carenze documentali o contraddizioni che possano generare delle aree di rischio.

I documenti, riclassificati dal sistema di intelligenza artificiale di Redd per categoria e data, sono consultabili direttamente in una data room virtuale su cloud.

Ad oggi il sistema di Intelligenza artificiale di Redd ha analizzato oltre 40.000 documenti.

La società è attiva, tra l’altro, nella digitalizzazione e riclassificazione degli archivi edilizi comunali.

NON SOLO NEL SETTORE REAL ESTATE

A inizio anno, Redd si è inserita anche nel settore dei crediti in sofferenza. Considerata l’enorme mole documentale che caratterizza i crediti di provenienza bancaria, la Start up ha addestrato i propri sistemi di intelligenza artificiale a riconoscere e ad analizzare in modo automatico la documentazione a corredo delle esposizioni debitorie (Npl e Utp), si legge sul sito.

Infatti, che si tratti di un Npl (Non Perfoming Loans) o di un Utp (Unlikely To Pay), ciascuna posizione è accompagnata da un insieme di documenti necessariamente rimessi all’esame degli Asset Managerdell’Istituto di Credito o del Servicer (nel caso di cessione dei crediti), per la valutazione circa la recuperabilità del credito. Avvisi di Vendita, Consulenze Tecniche d’Ufficio, Relazioni Notarili, Contratti di Mutuo, Note di iscrizioni ipotecarie e Visure Ipocatastali sono soltanto alcuni dei documenti a corredo di un credito in sofferenza, il cui esame richiede sempre molto tempo e non poca attenzione.

Al termine di un lungo periodo di addestramento del software di Ia, però, Redd ha implementato il servizio di analisi e riorganizzazione automatica dei documenti immobiliari, semplificando e abbreviando il processo di analisi documentale per i crediti in sofferenza.

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