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Corte dei Conti su Reithera: papocchio di Invitalia di Arcuri?

Reithera

L’investimento di Invitalia (Mef) in Reithera non è limitato allo sviluppo del vaccino anti Covid e la Corte dei Conti lo bocca. Tutti i dettagli sulla delibera della magistratura contabile che riguarda ‘operazione architettata dalla società guidata Arcuri

 

La Corte dei Conti boccia l’investimento di Invitalia in Reithera perché non è limitato allo sviluppo del vaccino. “L’assenza di un valido e sufficiente investimento produttivo, ai sensi degli artt. 5, 14 e 15 del D.M. 9 dicembre 2014, non ha, pertanto, consentito di ammettere al visto di legittimità l’atto in esame”, sentenzia la Corte dei Conti.

INVESTIMENTO INCONCILIABILE

In pratica, la magistratura contabile ha ritenuto il progetto di investimento proposto inconciliabile con le condizioni di legge, secondo le quali il progetto non può riguardare l’intero complesso aziendale ma solo determinate “unità produttive” nell’ambito dello sviluppo del vaccino Covid.

“La Sezione – spiega la Corte dei Conti – ha ritenuto il progetto di investimento proposto inconciliabile con la condizione posta dall’art. 15, comma 1, del DM 9 dicembre 2014, secondo cui le spese sono ammissibili “nella misura necessaria alle finalità del progetto oggetto della richiesta di agevolazioni” e non, come invece risulta dal progetto presentato, per le finalità generali – produttive o di ricerca, anche per conto terzi – perseguite da ReiThera, né per le ancor più generali finalità di rafforzare la consistenza patrimoniale dell’impresa. Il progetto di investimento produttivo, infatti, ai sensi dell’art. 14, comma 2, del citato D.M. non può riguardare l’intero complesso aziendale ma solo determinate “unità produttive””, si legge nel comunicato della Corte dei Conti.

L’ACQUISTO DELLO STABILIMENTO DI INFIALAMENTO

Nel mirino della Corte finisce l’acquisto della proprietà della sede operativa della Società, sita in Castel Romano (RM), per un previsto importo di 4.000.000 euro.

Tale mossa, spiega la Corte dei Conti, “non attiene alla singola “unità produttiva” , rappresentata dal realizzando impianto di infialamento e confezionamento, come sostenuto dall’Amministrazione, ma riguarda l’intera sede dove la Società svolge il complesso delle sue attività che “nel 2019 ha riguardato essenzialmente attività di ricerca e sviluppo per conto della società controllante Keires A.G.”, come riportato nella stessa Relazione di Invitalia”.

E aggiunge: “L’inammissibilità del progetto di investimento costituito dall’acquisto della proprietà della sede operativa della Società non consente, pertanto, ad avviso della Sezione, al solo investimento rappresentato dalla realizzazione dell’impianto di infialamento e confezionamento, per un importo di euro 7.734.126,68, di raggiungere la soglia minima di 10 milioni di euro prescritta all’art. 5, comma 3, del D.M. 9 dicembre 2014, per la validità dell’investimento produttivo”.

L’ACCORDO DI REITHERA-INVITALIA

Serve fare un passo indietro. Secondo il programma di sviluppo presentato da Reithera, infatti, l’investimento era “finalizzato all’ampliamento dello stabilimento produttivo di Castel Romano e un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale destinato a completare la sperimentazione clinica (studi clinici di fase 2 e 3) del vaccino anti Covid-19”.

L’INVESTIMENTO DI INVITALIA

Tale programma era passato al vaglio di Invitalia, che a fine gennaio 2021 aveva approvato il contratto di Sviluppo presentato dalla società biotech, con un investimento industriale e di ricerca da 81 milioni di euro. Di questi, 69,3 milioni di euro erano destinati alle attività di Ricerca&Sviluppo per la validazione e produzione del vaccino anti-Covid, mentre 11,7 milioni dovevano essere utilizzati per ampliare lo stabilimento di Castel Romano dove dovrebbe essere prodotto l’antidoto. “Le agevolazioni concesse, in conformità alle norme sugli aiuti di Stato, ammontano a circa 49 milioni di euro: 41,2 milioni a fondo perduto e 7,8 milioni di finanziamento agevolato”, spiegava la stessa Invitalia, precisando che “in attuazione delle previsioni dell’articolo 34 del decreto-legge 14 agosto 2020, Invitalia acquisirà una partecipazione del 27% del capitale della società, a seguito di un aumento del capitale di Reithera”.

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