Economia

Coronavirus, Draghi darà ragione alle Bcc?

di

Draghi

L’intervento di Draghi sul Financial Times e il ruolo delle Bcc. L’intervento di Marco Bindelli, vice presidente e consigliere delegato  ai rapporti con il Credito Cooperativo e le Capogruppo  del Banco Marchigiano-Credito Cooperativo (Gruppo Ccb)

In alcune località del sud iniziano a manifestarsi i primi disagi sociali legati alla mancanza di liquidità indotta dalle misure restrittive adottate per fronteggiare la pandemia da Coronavirus.

Non è difficile immaginare cosa potrebbe accadere quando, trascorse diverse settimane relegate in casa, le famiglie che già arrancavano per arrivare a fine mese dovessero trovarsi ad aver terminato l’ultimo stipendio ricevuto o i risparmi dei piccoli lavori “in nero” che si sono visti costretti ad interrompere a causa del Covid-19.

Ecco allora la necessità di fornire liquidità immediata anche (e soprattutto) alle famiglie, alle piccole imprese e agli artigiani in difficoltà indotta dall’emergenza sanitaria. Esigenza correttamente evidenziata da Mario Draghi nell’intervento dell’altro ieri all’edizione on line del Financial Times.

In questo contesto chi meglio delle Banche di credito cooperativo (Bcc) potrebbe assolvere a questa funzione per certi aspetti sociale ma che invece rientra appieno nello spirito, nella storia e nello statuto di queste piccole banche cooperative?

La risposta ovvia che qualunque osservatore attento al mondo del credito cooperativo fornirebbe si scontra con la tragica e paradossale realtà normativa, regolamentare e di vigilanza, la quale induce inesorabilmente a concludere che, in un’ipotetica scala gerarchica, privilegiate nel sostegno a famiglie e micro imprese risultano le banche Non Significant società per azioni o popolari (o le Raiffeisenkasse per la sola provincia di Bolzano in cui operano) e, ancor prima delle Bcc, tutte le altre banche Significant, come ad esempio Deutsche Bank, Société Generale, BBVA o Unicredit.

È il risultato della follia di considerare Significant le Bcc per aver obbligatoriamente aderito ai Gruppi bancari cooperativi (Gbc) facenti capo ad Iccrea Banca e a Cassa centrale banca (Ccb) e di averle portate, indirettamente, sotto la mannaia delle società di rating (è recentissimo il peggioramento di giudizio fornito da Moody’s per gran parte delle banche italiane  a seguito dello shock provocato dal Coronavirus).

COSA HA DETTO DRAGHI AL FINANCIAL TIMES

Secondo l’ex presidente della Banca centrale europea (Bce) la “pandemia del Coronavirus è una tragedia umana di proporzioni potenzialmente bibliche” e la risposta alla crisi di liquidità generata per proteggere l’occupazione e la capacità produttiva “deve comportare un aumento significativo del debito pubblico”. Il tutto, sempre secondo Draghi, “deve essere fatto immediatamente, evitando ritardi burocratici” e le banche, in particolare, “possono creare denaro istantaneamente consentendo scoperti di conto corrente o aprendo linee di credito”, senza che “né la regolamentazione né le regole contabili che la affiancano ostacolino la creazione di tutto lo spazio necessario a tale scopo nei bilanci bancari”.

Si era già fatto cenno qui su Start Magazine della necessità di sospendere completamente gli effetti delle regole contabili (Ifrs9) che disciplinano i bilanci bancari con l’auspicio che le Autorità di vigilanza europee si adeguassero alla Banca centrale inglese e, aggiungerei ora, a quanto fatto dalla Gran Bretagna per le imprese in termini di liquidità procurata (meno per come aveva affrontato inizialmente Boris Johnson il controllo del contagio).

Mentre in Europa i governi continuano a litigare sulle modalità con cui affrontare la peggiore crisi del dopoguerra e si accordano solamente su un rinvio di due settimane, appare sin troppo superfluo, dopo l’ineccepibile intervento di Mister Whatever it takes, ribadire la necessità per l’intero sistema bancario italiano di rivedere e sospendere integralmente l’applicazione dell’Ifrs9 da parte dell’Autorità bancaria europea (Eba, European banking authority) e della Bce; aspetto che purtroppo non sembrerebbe condiviso dall’Autorità europea che, pur ribadendo flessibilità e pragmatismo nell’applicazione dell’Ifrs9 e la non applicazione in caso di moratorie, non recepisce l’auspicata completa sospensione della regola contabile enunciata anche da Draghi.

PERCHÉ LE BCC POSSONO FARE MEGLIO DI ALTRI QUELLO CHE HA CHIESTO DRAGHI

Considerato che gli statuti delle Bcc, seppur considerate Significant dal regolatore europeo per le motivazioni dianzi esposte, si ispirano ai principi dell’insegnamento sociale cristiano e ai principi cooperativi della mutualità senza fini di speculazione privata, è di tutta evidenza la capacità potenziale di queste piccole banche di territorio di assolvere alla funzione anticiclica, specie nei confronti dei più bisognosi, delle famiglie e delle piccole imprese in difficoltà (peraltro per cause ad esse non imputabili).

Non a caso ieri, intervenendo su Radio InBlu, stazione radiofonica della Conferenza episcopale italiana, il direttore generale della Bcc dei Castelli e degli Iblei, oltre a garantire la moratoria sui prestiti prevista dal decreto legge n. 18/2020 (c.d Cura Italia), ha assicurato di intervenire con un prodotto specifico sulle imprese in lieve e temporanea difficoltà già prima dell’emersione della crisi pandemica e, attraverso singole istruttorie finalizzate a considerare ogni specificità, sulle famiglie in conseguenza delle restrizioni richieste dal Coronavirus.

Godendo di un Cet1 del 78% e di una copertura dei Npl del 76%, Lino Siciliano, da tempo a capo della piccola Bcc appartenente al gruppo Ccb, può ovviamente permettersi di “peggiorare” i propri dati di bilancio anche in assenza degli auspicati interventi normativi che, in ogni caso, lo stesso direttore non ha mancato di richiamare soprattutto in riferimento alla necessità di riportare allo stato di Less Significant le banche cooperative a mutualità prevalente.

L’esempio della piccola e virtuosa banca siciliana, oltre a testimoniare l’inconsistenza dell’assioma che prevede grande dimensione e necessità di concentrazione per avere una banca solida, dimostra la vocazione e la capacità delle Bcc ad essere vicine a famiglie ed imprese del proprio territorio, in special modo nei momenti di particolare disagio sociale, proprio come quando nacquero le prime Casse Rurali alla fine del diciannovesimo secolo.

Infine, l’intervento della piccola banca siciliana evidenzia chiaramente i benefici, riconosciuti in più occasioni anche dall’Autorità di vigilanza italiana, della vicinanza e della conoscenza che le Bcc hanno nei confronti delle imprese locali.

NECESSITÀ E URGENZA DI INTERVENIRE SULLA RIFORMA DELLE BCC

Considerata la grave situazione che stiamo vivendo a causa del Covid-19, i cui effetti economico-finanziari si stanno già riverberando sulla clientela più debole delle banche cooperative, diviene pertanto inderogabile rimuovere al più presto, oltre agli attuali vincoli delle regole contabili, l’attuale paradossale classificazione delle Bcc alla stregua dei grandi gruppi bancari europei per ricondurle, attraverso un appropriato intervento legislativo, nell’alveo delle banche Less Significant, di modo che possano operare secondo regole e normative proporzionate e consone alla loro dimensione.

Per conseguire questo obiettivo, dato che non si è mai voluto intervenire in ambito europeo richiamando l’art. 70 del Meccanismo unico di vigilanza (Mvu) che prevede la possibilità di considerare inappropriata la classificazione Significant di una banca in presenza di circostanze particolari, basterà intervenire sulla riforma del 2016 eliminando quei vincoli che impongono la redazione del bilancio consolidato dei Gbc (Ifrs10) e che peraltro allenterebbero la morsa delle capogruppo nei confronti delle Bcc virtuose (che dunque avrebbero maggiore autonomia), ovvero consentendo alle Bcc di affrancarsi dai gruppi bancari di appartenenza e contestualmente aderire ad un sistema di garanzie incrociate (i c.d. Ips, Institution protection scheme) finalizzato a mantenerle solide e prospetticamente rispondenti alle proprie originarie finalità statutarie.

Solamente in questo modo le Bcc potranno continuare a svolgere con efficacia e spirito mutualistico la propria mission a beneficio di famiglie e micro e piccole imprese dei propri territori di riferimento, ossia concedendo denaro istantaneamente e consentendo scoperti di conto corrente o aprendo linee di credito, conformemente a quanto proposto da Mario Draghi.

Serve la volontà politica ed il beneplacito dell’Autorità di vigilanza, latente sul punto esattamente come le due capogruppo (Iccrea e Ccb).

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