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Confindustria, ecco come Montanino (ex Fmi) critica il rapporto Fmi sull’Italia

Ecco il tweet a sorpresa di Andrea Montanino, economista, capo dell’ufficio studi di Confindustria, già direttore esecutivo del Fondo monetario internazionale, con cui critica il rapporto di ieri del Fmi sull’Italia

 

Rischio di recessione, crescita in calo e pericolo nel medio-periodo da uno spread troppo alto che potrebbe portare a un impatto negativo sulla crescita. È l’allarme lanciato dal Fondo monetario internazionale (Fmi) nella relazione che anticipa l’articolo IV. Critiche anche alla misura quota 100 sulle pensioni.

Ecco tutti i dettagli.

COME ANDRA’ LA CRESCITA DELL’ITALIA SECONDO IL FMI

Il Fondo Monetario Internazionale prevede che la crescita dell’Italia sarà “di circa l’1% nel 2018-2020 e diminuirà da allora in poi”. Lo si legge in un rapporto preparatorio. “Il deficit complessivo del 2019 è previsto al 2,75% del Pil. Per il 2020-2021 è stimato al 2,8-2,9% a meno che non ci sia ampio sostegno politico per attivare la clausola di salvaguardia sull’Iva o per trovare misure compensative”. Cosa questa, spiega il Fmi, che “si è però rivelata difficile da attuare in passato”.

LA MANOVRA DEL GOVERNO SECONDO IL FMI

La manovra avrà un “impatto incerto” sulla crescita dei prossimi due anni e “un effetto probabilmente negativo sul medio termine”, afferma il Fondo monetario internazionale, rilevando che la spinta espansiva verrebbe frenata dalle ricadute dello spread sui titoli di Stato, se restasse ai livelli attuali. Fmi spiega che l’atteso impatto di stimolo “rischia di essere controbilanciato dal continuo rialzo degli spread”, con un effetto “ambiguo” nel breve e “probabilmente negativo” nel medio periodo.

I RISCHI RECESSIONE

Il Fondo Monetario Internazionale mette poi in guardia l’Italia dal rischio di recessione che potrebbe derivare da livelli di debito troppo alti. Nel documento, il Fmi stima che il debito pubblico italiano “resterà intorno al 130% nei prossimi 3 anni” e avverte che qualsiasi shock anche modesto “aumenterebbe il debito aumentando il rischio che l’Italia sia costretta ad un consolidamento di bilancio maggiore quando l’economia si indebolisce. Questo potrebbe trasformare un rallentamento in una recessione”.

DOSSIER PENSIONI E QUOTA 100

I cambiamenti delle pensioni previsti dal governo, ovvero la quota 100, “aumenterebbero ulteriormente la spesa pensionistica, imporrebbero pesi ancora maggiori sulle generazioni più giovani, lascerebbero meno spazio per politiche per la crescita e porterebbero a minori tassi di occupazione tra i lavoratori più anziani”, afferma il Fmi. “E’ improbabile che l’ondata di pensionamenti creerebbe altrettanti posti di lavoro per i giovani”. Per il Fmi “è urgente razionalizzare i vari eccessi nel sistema”.

COME COMBATTERE LA POVERTA’

“L’Italia ha bisogno di un moderno e garantito schema di reddito minimo indirizzato ai poveri, uno schema che eviti la dipendenza dal welfare e i disincentivi al lavoro e che non sia a tempo limitato”, scrive il Fondo Monetario Internazionale, nel ricordare che “le autorità italiane stanno disegnando un programma di reddito di cittadinanza”, i tecnici del Fondo ricordano che mentre i dettagli delle misure devono ancora essere finalizzati, “suggeriamo di stabilire benefici a livelli che non distorcano gli incentivi a trovare lavoro regolare”.

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