Economia

Come vanno La7, Mediaset, Rai e Sky. Ecco le pagelle di Mediobanca

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Mediobanca ha passato al setaccio numeri e bilanci di La7, Mediaset, Rai e Sky. Ecco le conclusioni

La7 ha registrato nel 2018 un ascolto medio del 4,2%, in crescita dal 3,4% del 2017, ed è stato l’unico operatore tv ad aumentare i propri ascolti nel 2018, rispetto all’anno precedente. Le altre quattro principali emittenti hanno registrato un calo: la Rai è passata dal 36,5% al 36,2%, Mediaset dal 31,3% al 31,2%, Sky e Fox dall’8,4% all’8% e Discovery dal 6,9% al 6,7%. Sono queste alcune delle conclusioni tratte dall’indagine dell’Area Studi di Mediobanca sui cinque principali operatori televisivi italiani, calcolando le quote d’ascolto 2018 tramite una media ponderata dei dati mensili già pubblicati da Auditel, di cui però non è ancora disponibile la sintesi annuale.

CHI SALE E CHI SCENDE NEI CANALI

Per quanto riguarda il dettaglio dei diversi canali nel 2018, gli unici a registrare un progresso in termini di share medio quotidiano nella top 10 sono Rai3 (al terzo posto della classifica a dieci) che dal 6,3% è passata al 6,7%, La7 (settima) che ha registrato un progresso dal 2,9% al 3,7% e Tv8 (ottava in classifica) che dall’1,8% è passata a un 2%. Per il resto Rai1, che guida la top ten, è rimasta stabile al 16,7%, seguita da Canale5, che è scesa dal 15,6% al 15,5%. In coda ci sono Rai2 (5,8% dal precedente 6,1%), Italia1 (stabile al 5%), Rete4 (3,8% dal 3,9% del 2017), Nove (stabile all’1,4%) e Rai4 (1,3% dall’1,5%).

FOCUS RICAVI

Considerando invece i soli ricavi nazionali, per il 2017, il primo operatore televisivo in Italia è Sky Italia con fatturato di 2,827 miliardi di euro, seguita dalla Rai (2,598 mld) e Mediaset al terzo posto (con 2,49 mld che diventano 3,586 miliardi incorporando i dati di Mediaset España). Seguono Discovery Italia (244 mln, +9,9%) e La7 (99 mln, -3,9%). Secondo Mediobanca, però, Mediaset è l’unico gruppo dal respiro internazionale e nel 2017 ha realizzato quasi un terzo dei propri ricavi all’estero (pari a 1,1 mld). Essenzialmente in Spagna dove Mediaset España Comunicacion si colloca al primo posto per quota di ascolto nel 2017 (share sul target commerciale nelle 24 ore al 30,4%). A livello aggregato, i cinque principali gruppi tv hanno registrato un fatturato di 9,4 miliardi di euro, in calo dell’1,4% rispetto al 2016, ma in aumento rispetto al 2013 (+3,5%). La contrazione è causata da due fattori: la diminuzione del canone unitario Rai, passato da 100 a 90 euro nel 2017, e il calo della raccolta pubblicitaria (-0,5% sul 2016). Bene invece i servizi a pagamento (abbonamenti e pay per view) che segnano un +2%.

IL QUINQUENNIO

Nel quinquennio 2013-2017, i cinque grandi gruppi hanno accumulato perdite nette per 321 milioni di euro chiudendo in utile solo il 2017. Gli unici operatori ad aver chiuso in positivo l’intero periodo considerato sono Sky (118 mln) e Discovery (31 mln). La Rai ha totalizzato tra il 2013 e il 2017 perdite nette per 214 milioni di euro, chiudendo in utile solo il 2013 e il 2016.

LA REDDITIVITÀ

Per quanto riguarda la redditività industriale il quadro d’insieme segnala una ripresa, con tutti gli operatori in miglioramento nel 2013-2017. Si distingue Discovery Italia che ha registrato nel 2017 l’ebit margin più elevato (14,2%, in aumento di +1,9 punti percentuali sul 2013). Seguono Mediaset (9%, +1,5 punti percentuali), Sky Italia (6%, +4,8) e Rai (3,4%, +0,3). La7 presenta ancora un’incidenza negativa, ma in forte miglioramento nel 2013-2017 (+42,9 punti percentuali).

IL PATRIMONIO

Sul fronte patrimoniale, nel quinquennio, emerge un progressivo miglioramento nella solidità finanziaria aggregata. Il rapporto debiti finanziari-capitale netto scende, infatti, dal 74,1% del 2013 al 70,9% del 2017. Tra i tre maggiori operatori televisivi italiani Mediaset registra la migliore solidità finanziaria (67,1% nel 2017). Seguono Sky Italia (89,9%) e Rai (92,5%). Meglio di tutti La7 e Discovery Italia che non hanno debiti finanziari nel 2017.

Sky brilla poi per tasso d’investimento (+1,9 punti percentuali sul 2013), un indicatore che si conferma generalmente positivo anche per gli altri operatori. Nel 2013-2017 sono stati investiti 1,3 miliardi di euro. Gli investimenti nel 2017 sono cresciuti di 54 mln rispetto a quelli del 2013.

 

(estratto di un articolo pubblicato su ItaliaOggi)

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