Economia

Come vanno i rapporti d’affari tra Cina e Grecia? L’approfondimento di Gagliano

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Che cosa succede agli investimenti della Cina nei porti della Grecia dopo gli ultimi incontri fra governo di Atene e amministrazione americana

Il nuovo governo della Grecia ha respinto quasi un terzo del previsto potenziamento della cinese Cosco per il porto del Pireo, un progetto questo che Pechino vede come uno dei suoi maggiori successi infrastrutturali in Europa.

Tuttavia l’amministrazione greca — che è salita al potere a luglio — ha dichiarato di aver approvato il resto dei piani infrastrutturali di Cosco.

La decisione è la inevitabile conseguenza sia dell’opposizione degli Stati Uniti ai partenariati con Pechino sia della richiesta dell’Unione europea di porre in essere meccanismi di controllo più rigorosi sugli investimenti .Non a caso ,questo parziale cambio di rotta , arriva dopo che il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha visitato Atene e ha ripetutamente messo in guardia il governo greco sulla perniciosa influenza cinese .Al di là del fatto che Pompeo abbia siglato un accordo di cooperazione di difesa reciproca, il governo greco ha comunque approvato i 670 milioni di dollari Usa del piano generale di investimento di Cosco, decisione questa che consentirà a Cosco di costruire un nuovo porto , quattro hotel, un terminal automobilistico e migliorare le infrastrutture e la manutenzione del porto.

Ma altri due progetti previsti, per un valore di circa 300 milioni di dollari, sono stati bloccati: l’estensione del terminal delle auto alla vicina Drapetsona e l’espansione di un terminal container.

Ad ogni modo il Ministro della navigazione greco Ioannis Plakiotakis ha dichiarato di essere soddisfatto della decisione poiché l’approvazione del piano generale dimostra che la Grecia è favorevole agli investimenti e il responsabile dell’autorità portuale del Pireo Yu Zenggang ha espresso parere favorevole alla decisione del governo greco.

Ma da dove nasce la partnership tra Grecia e Cina?

La Grecia spera di trasformare il suo antico porto del Pireo nel punto di ingresso di una vasta rete di infrastrutture ferroviarie e stradali che consentirà alla Cina di penetrare nel cuore dell’Europa facendo diventare il Pireo la “testa del drago” della Nuova Via della Seta.

Per quanto riguarda gli investimenti posti in essere dalla cinese COSCO Shipping questa ha acquistato una quota del 51% nel porto del Pireo che ha rappresentato una spinta importante per la sua ripresa economica a seguito della crisi del debito iniziata nel 2009.

Infatti il porto del Pireo ha assorbito un numero rilevante di investimenti cinesi per un totale di 1,6 miliardi di dollari statunitensi da parte di aziende tra cui Huawei, ZTE, China Machinery Engineering Corporation, nonché State Grid, Shenhua Group e Sinovel nel settore energetico. Per la Cina, l’accordo rappresenta un pezzo importante del puzzle nella sua Belt and Road Initiative poiché circa il 50% del PIL cinese e circa il 90% del commercio estero dell’UE dipende dalle spedizioni marittime.

Sempre in questa ottica di proiezione di potenza economica la Cina aveva firmato un accordo con la Bulgaria per la costruzione di una rete ferroviaria ad alta velocità con lo scopo di collegare tre porti in Grecia — Salonicco, Kavala, Alexandroupolis — con tre porti bulgari — Burgas e Varna sul Mar Nero e Ruse sul Danubio, il secondo fiume più lungo d’Europa.

La Cina prevede inoltre di investire in uno dei più grandi progetti immobiliari in Europa per trasformare un complesso aeroportuale abbandonato in una delle più grandi località costiere della regione.Infatti il piano da 8 miliardi di euro (US $ 9,5 miliardi) per trasformare il sito dell’aeroporto di Hellenikon è stato un elemento chiave del salvataggio internazionale della Grecia perché ha consentito di ridurre il tasso di disoccupazione del paese il più alto della zona euro.

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