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Come sta cambiando la ricchezza finanziaria di famiglie e imprese. Report Bankitalia

L'andamento della ricchezza finanziaria nel 2022 di famiglie e imprese italiane. Ecco cosa emerge dalla relazione annuale della Banca d'Italia

 

(Estratto dalla relazione annuale 2022 della Banca d’Italia)

Nel 2022 l’elevata inflazione ha inciso significativamente sul valore reale delle attività e delle passività finanziarie di famiglie e imprese. Le prime, che detengono una ricchezza netta positiva, ne sono state penalizzate; le seconde, per le quali i debiti sono tipicamente superiori alle attività finanziarie, hanno invece beneficiato di una diminuzione delle passività nette in termini reali.

Il tasso di risparmio delle famiglie italiane si è ancora ridotto, al 10 per cento del reddito disponibile lordo, dopo il picco raggiunto nel 2020 (17,5 per cento) per effetto dell’eccezionale compressione dei consumi durante la fase più acuta della pandemia. Insieme con gli ingenti trasferimenti in conto capitale (4,2 per cento del reddito disponibile), riconducibili soprattutto ai bonus edilizi, il risparmio ha consentito alle famiglie di effettuare investimenti in attività reali pari al 10,5 per cento e in attività finanziarie nette pari al 3,7 per cento del reddito disponibile. Quest’ultimo avanzo finanziario non ha però compensato il calo (pari al 7,2 per cento del reddito disponibile) del valore reale di quelle componenti della ricchezza (depositi, titoli obbligazionari, prestiti e crediti commerciali) il cui valore nominale è più esposto all’aumento dei prezzi al consumo.

La crescita dei depositi bancari e postali è sensibilmente diminuita (0,6 per cento, dal 5,3 nella media del periodo 2020-21), mentre hanno ripreso vigore gli acquisti di titoli obbligazionari privati e pubblici (aumentati rispettivamente del 9,2 e 44,7 per cento). Dal lato delle passività, i debiti delle famiglie hanno continuato a espandersi, con un rallentamento dei mutui per l’acquisto di abitazioni. Nel complesso l’alta inflazione e il forte calo dei prezzi delle attività hanno determinato una riduzione della ricchezza finanziaria netta delle famiglie, a prezzi costanti, del 14,4 per cento (693 miliardi; figura). Con riferimento alle imprese, nel 2022 il deciso incremento degli investimenti fissi lordi, più sostenuto di quello dei profitti, ha diminuito l’avanzo finanziario al 3,5 per cento del valore aggiunto, in linea con i livelli precedenti la pandemia e nettamente al di sotto di quelli, particolarmente elevati, osservati nel biennio 2020-21.

Sono tornati positivi gli acquisti netti di titoli obbligazionari (11,3 miliardi, di cui il 42 per cento titoli pubblici) e sono proseguiti gli investimenti in azioni e partecipazioni emesse da società residenti (41 miliardi). I depositi si sono invece ridotti di 8 miliardi, per effetto della ripresa degli investimenti e del venire meno del movente precauzionale che aveva caratterizzato il periodo della pandemia. Ne ha risentito l’indebitamento complessivo, che ha rallentato rispetto ai due anni precedenti, in particolare nella componente dei prestiti bancari (corretti per le cartolarizzazioni), anche a causa dell’incremento dei costi di finanziamento.

Il forte rialzo dei prezzi al consumo si è riflesso in una contrazione del valore reale delle passività maggiore di quella delle attività finanziarie più esposte all’inflazione, per un ammontare pari al 6,3 per cento del valore aggiunto. Ciò ha determinato, insieme con l’avanzo finanziario, un aumento della ricchezza finanziaria netta delle imprese, a prezzi costanti, del 13,3 per cento (332 miliardi).

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