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Come si muoverà Cdp su Tim e Open Fiber

Cassa Depositi E Prestiti

Tutte le novità sulle mosse di Cdp in Tim e Open Fiber

La rosa dei candidati del cda di Tim per il prossimo triennio, già sostenuta da Vivendi, vedrà anche la partecipazione di Cdp.

Cassa Depositi e Prestiti fa così un passo in avanti sia su Open Fiber, dove sta per salire fino al 60% partendo dal 50%, sia su Telecom Italia (dove ha circa il 10% ma è finora assente nel cda).

Su proposta del presidente di Tim Salvatore Rossi, oggi il consiglio di Telecom candiderà il presidente della Cassa Giovanni Gorno Tempini nella lista del management per il rinnovo del cda, che scadrà con l’assemblea del prossimo 31 marzo.

La lista sarà sottoposta al board per l’approvazione in vista della presentazione all’assemblea di fine marzo e oltre alla riconferma di Salvatore Rossi, Luigi Gubitosi, Arnaud de Puyfontaine e Franck Cadoret vedrà schierato anche il presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini.

Gorno Tempini è uno dei nomi indicati per la lista che il consiglio del gruppo telefonico sta preparando in vista del rinnovo. “Sono 25 i candidati per 15 posti, di cui 10 sicuri, e considerando il peso “politico” della Cassa, al presidente verrà data una casella blindata”, ha scritto il Corriere della Sera: “Vista la posizione di Cdp come azionista di Tim e socio di Open Fiber, sarebbe stata già verificata con i legali l’assenza per Gorno Tempini di profili di conflitto o possibili rischi regolatori”. Questo per schivare il potenziale concerto fra Vivendi e Cdp foriero dell’obbligo di Opa visto che i due maggiori azionisti superano il 30% del capitale sociale (il gruppo francese Vivendi ha quasi il 24% di Tim).

“Si tratta di fatto di una sorta di compromesso storico tra il primo e il secondo azionista della compagnia telefonica, passando attraverso il consiglio uscente che formalmente, per la prima volta, presenterà la sua lista, pur non essendo una public company”, ha commentato il Sole 24 Ore.

La quota del gruppo che fa capo al finanziere bretone Vincent Bollorè consentirebbe ai francesi di disporre almeno dei cinque posti riservati alla minoranza se si presentassero da soli.

Per questo è dato “per scontato – ha aggiunto il Sole 24 Ore – che saranno riconfermati i cinque consiglieri uscenti in quota Vivendi: il ceo Arnaud de Puyfontaine, il direttore di Canal plus Frank Cadoret e gli indipendenti Giuseppina Capaldo, Marella Moretti e Michele Valensise”.

Al cda di Tim all’ordine del giorno di oggi ci saranno anche i conti 2020 e il piano strategico 2021-2023. Gli analisti si aspettano di vedere un calo nei ricavi del 5% a 4,026 miliardi di euro (-6,3% in Italia) con ricavi da servizi in calo del 3,9% a 2,93 miliardi. L’ebitda dovrebbe attestarsi nel quarto trimestre a 1,74 miliardi (-2,8%). Per l’intero anno le attese sono di ricavi in calo del 7,2% a 15,72 miliardi e un ebitda di 7,03 miliardi (-6,2%) con un debito fermo a 23,69 miliardi.

L’aggiornamento del piano triennale invece dovrebbe puntare su cloud e intelligenza artificiale e a declinarle sarà Noovle, la società in cui confluiranno i 17 data center del gruppo, rafforzando l’alleanza già avviata con Google Cloud.

Fibercop dovrebbe diventare a breve operativa ma resta da chiudere il dossier rete unica. Ora che la crisi di Governo è superata il tema torna caldo sul tavolo dei tre ministeri, Mef, Mise e Innovazione Tecnologica.

Passiamo ora a Cassa depositi e prestiti, controllata con circa l’80% dal ministero dell’Economia.

Nel corso di un cda straordinario, seguito da un cda di Cdp equity, la Cassa ha infatti deciso anche di non esercitare la prelazione sul 40% di Open Fiber che Enel ha deciso di vendere a Macquarie e di non far valere il suo diritto di gradimento sul fondo australiano che sta per diventare un socio di minoranza del gruppo.

In questo modo Cdp potrà da una parte trattare direttamente con Enel l’acquisto fino a un 10% della società della rete in fibra e dall’altra negoziare con il fondo australiano le nuove condizioni di governance su Open Fiber.

!Una volta trovato l’accordo con Enel, Cdp metterà anche mano alla governance: al momento la Cassa indica il presidente e il direttore finanziario, mentre a Enel spetta la scelta dell’ad – ha scritto Repubblica – A questo punto è probabile che la Cdp chieda e ottenga anche la nomina dell’ad di Open Fiber”.

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