Economia

Come si dividono Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bnl e Banco Bpm sul Progetto Italia di Salini Impregilo e Cdp

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Le ultime sul maxi polo delle costruzioni che vogliono costruire Salini Impregilo e Cdp. L’aumento di capitale, la posizione delle banche (con differenze tra Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bnl-Bnp Paribas e Banco Bpm), le parole di Salini e di Ferrari. Il punto di Manola Piras

 

Si addensano nuvole su Progetto Italia, il futuro maxi-polo delle costruzioni voluto da Salini Impregilo col supporto di Cassa depositi e prestiti?

Due dei quattro gruppi bancari coinvolti nell’operazione, ovvero Unicredit e Bnp-Bnl, starebbero spingendo il freno dopo un primo sì.

Motivo? I 150 milioni che le banche – oltre a Unicredit e Bnp-Bnl anche Intesa Sanpaolo e Banco Bpm – sono chiamate a mettere nell’aumento di capitale, che in totale è pari a 600 milioni.

A gettare acqua sul fuoco ci pensano però oggi lo stesso gruppo con ben due interviste, una dell’amministratore delegato, Pietro Salini, sul Corriere della Sera, e una del direttore generale dello stesso gruppo, Massimo Ferrari, sul Sole 24 Ore.

(ECCO LA FRASE-SILURO DI PALERMO DI CDP INDIRIZZATA AI VERTICI DI SALINI-IMPREGILO)

COS’E’ PROGETTO ITALIA

Solo qualche giorno fa Il Sole 24 Ore forniva dettagli sull’operazione che passa dal salvataggio di Astaldi promosso da Salini Impregilo. Il quotidiano confindustriale riferiva che a quest’ultimo sarebbe spettata la nomina dell’ad mentre a Cdp quella del presidente con un “candidato che dovrà però emergere da una lista alternativa rispetto a quella dell’azionista di maggioranza e che la Cassa dovrà presentare in assemblea per sottoporla al voto del mercato”.

In particolare si facevano i nomi dell’ad Salini per la carica di ceo e si parlava di una figura vicina a Fabrizio Palermo, ad di Cdp, per quella di presidente. Comunque sui “capisaldi dell’operazione ormai l’intesa è stata trovata” – evidenziava Il Sole – con i 600 milioni dell’aumento di capitale e la due diligence delle attività coinvolte.

(ECCO LA FRASE-SILURO DI PALERMO DI CDP INDIRIZZATA AI VERTICI DI SALINI-IMPREGILO)

IL RUOLO DI CDP E DELLE BANCHE

In seguito il Corriere della Sera si dilungava sul ruolo delle banche e di Cdp, che “si convertirebbe nel secondo socio di Salini-Impregilo con una partecipazione vicina al 25%”. Il rafforzamento patrimoniale doveva però passare dal supporto del mondo bancario “esposto con la stessa Salini e con Astaldi finita in concordato e oggetto di un programma di ricapitalizzazione per 225 milioni di cui è stata annunciata la sottoscrizione da parte del gruppo guidato da Pietro Salini”.

In particolare Unicredit, come Intesa Sanpaolo, avrebbe dovuto mettere sul piatto 50 milioni e Bnp-Bnl avrebbe invece dovuto sborsare 25 milioni come Banco Bpm ma nessuna di loro aveva ancora deliberato l’operazione. La parte del leone l’avrebbe fatta Cdp, con 300 milioni, mentre 100 milioni sarebbero stati garantiti come linea di credito da Morgan Stanley e gli ultimi 50 sarebbero arrivati da Salini.

(ECCO LA FRASE-SILURO DI PALERMO DI CDP INDIRIZZATA AI VERTICI DI SALINI-IMPREGILO)

I DUBBI DI UNICREDIT E BNP-BNL

Ad aggravare la situazione, secondo la ricostruzione del Messaggero di ieri, il vertice che si è tenuto a Milano fra gli advisor, Vitale e Bofa Merrill Lynch per Salini, Lazard per Cdp, Houlihan Loke per le banche. Unicredit e Bnp-Bnl si sarebbero mostrate contrarie a proseguire. In particolare sarebbe stato il gruppo guidato da Jean Pierre Mustier a frenare, il più esposto con 390 milioni per cassa.

“Sulla sua scia ci sarebbe Bnp” scriveva il quotidiano romano che riportava le parole del ceo di Banco Bpm, Giuseppe Castagna: “Siamo favorevoli al piano di Cdp e Salini di creare un progetto per rafforzare il settore importantissimo. Ci sono mille dettagli da guardare, le esposizioni delle banche – rilevava – sono molto diverse e tutti gli interessi vanno tutelati in maniera equanime”.

Un altro nodo, questa volta fra Cdp e Salini, riguarderebbe il futuro consiglio d’amministrazione che verrebbe ridotto da 19 a 15 membri e in cui la Cassa vorrebbe 11 indipendenti. Salini, però, non sarebbe d’accordo.

(ECCO LA FRASE-SILURO DI PALERMO DI CDP INDIRIZZATA AI VERTICI DI SALINI-IMPREGILO)

COSA DICE L’AD SALINI

“Stiamo costruendo un sogno proprio in un momento in cui il Paese sembra appiattito sul presente. Si tratta di un progetto industriale che mira a garantire un futuro ad oltre 30 mila persone che ora rischiano di perdere il lavoro. Il comparto delle costruzioni è in grossa difficoltà”, chiarisce Salini nella sua intervista odierna sul Corriere della Sera evidenziando che “abbiamo bisogno del supporto di tutti i soggetti finanziari e istituzionali. Vogliamo costruire un gruppo affidabile”. L’ad non intende sbilanciarsi sulle aziende che faranno parte di Progetto Italia e sulle banche sottolinea che “c’è tutto il loro supporto”. Sulla guida del nuovo veicolo, invece, dice qualcosa di più: “Mi piacerebbe essere il traghettatore di questo progetto, ho 60 anni e le forze di farlo ma non è una questione di poltrone”.

(ECCO LA FRASE-SILURO DI PALERMO DI CDP INDIRIZZATA AI VERTICI DI SALINI-IMPREGILO)

COSA DICE IL DG FERRARI

Sulla stessa lunghezza d’onda il dg di Salini Impregilo che sul maxi polo dice al Sole: “E’ un grande segnale di speranza per il Paese, l’ultima chiamata per il settore”. Ferrari snocciola numeri: “Entro il 2021 il gruppo avrà ordini per 71 miliardi, un fatturato di 12 miliardi e distribuirà dividendi nel 2020” chiarendo che “lo stato di avanzamento del progetto” lo rende “fiducioso per il futuro del Paese”. Sulle aziende che dovrebbero entrare nel perimetro del gruppo il manager cita ovviamente Astaldi e ricorda le offerte fatte ai commissari di Condotte e l’integrazione di Glf. Al momento si sta valutando di fare un’offerta pure per Cmc. Ferrari invece non commenta l’ipotesi di far rientrare nella partita anche Vianini e Pizzarotti. Per quanto riguarda le banche che dovrebbero avere un ruolo nell’operazione il dg non conferma la presenza di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bnp-Bnl e Banco Bpm e si limita a dire che “hanno espresso forte interesse le maggiori istituzioni finanziarie del Paese” e che “non è escluso che entrino in partita anche banche che non hanno esposizione verso il settore”.

(ECCO LA FRASE-SILURO DI PALERMO DI CDP INDIRIZZATA AI VERTICI DI SALINI-IMPREGILO)

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