Economia

Come investire ai tempi del Coronavirus?

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asset allocation

L’investitore, in questi tempi di incertezza causati dal coronavirus, deve ragionare in un’ottica di obiettivi di investimento e di orizzonte temporale. I consigli di Moneyfarm

Già da diverse settimane il mondo e i mercati sono in preda all’incertezza legata al coronavirus. Se dal punto di vista della salute pubblica sono opportune misure cautelative sulle quali tocca agli esperti di epidemiologia e alle autorità competenti esprimersi, su risparmi e investimenti siamo noi operatori di mercato a essere chiamati a un senso di responsabilità verso gli investitori che possono legittimamente manifestare preoccupazione per la salute dei loro investimenti.

Come è ovvio aspettarsi da un servizio di consulenza come Moneyfarm, con una strategia d’investimento ben precisa, diciamo innanzitutto che è fortemente sconsigliabile farsi prendere dal panico e reagire d’impulso. L’investitore deve ragionare in un’ottica di obiettivi di investimento e di orizzonte temporale. Certo, ciascuno ha le sue peculiarità (tolleranza al rischio, situazione patrimoniale, ecc.) e ciascuno, soprattutto in situazioni come quella in cui ci troviamo, manifesta delle distorsioni (i cosiddetti bias) comportamentali e quindi è tanto più necessario evitare di fare da soli e rivolgersi al proprio consulente.

IL COSTO DI UNA SCELTA SBAGLIATA

Abbiamo paragonato l’andamento di due portafogli (identici) di due investitori che hanno adottato due comportamenti diversi. In arancione l’andamento del portafoglio dell’investitore che è uscito in concomitanza delle quattro principali flessioni dei mercati degli ultimi dieci anni per poi rientrare dopo le rispettive riprese; in blu l’andamento del portafoglio di un investitore che non ha mai disinvestito perché ha preferito lasciar passare le tempeste sui mercati.

 

Come si vede dal grafico, l’assenza del rimbalzo che è avvenuto dopo le cadute durante il periodo considerato, ha portato al portafoglio soggetto ai disinvestimenti un rendimento inferiore del 35% rispetto a quello del portafoglio che è rimasto sempre investito. Non è servito a niente evitare le perdite nel breve termine: uscire dai mercati in questo caso ha significato in definitiva perdersi circa il 60% della crescita del portafoglio.

Perdersi le riprese dei mercati può essere molto costoso per chi investe con un orizzonte di lungo termine. A meno che non si sappia esattamente quando rientrare nei mercati, è dimostrato che rimanere investiti durante le flessioni dei mercati premia la fiducia degli investitori. Fare market timing, ossia intercettare il momento giusto per entrare e uscire dai mercati, non riesce neanche ai massimi esperti di finanza: i mercati sono difficilmente prevedibili e la stragrande maggioranza degli investitori non ha tutto il tempo e tutte le competenze che servono per investire autonomamente in modo efficiente.

Una volta che la crisi sociale e sanitaria sarà alle spalle si farà una valutazione più certa del quadro economico e questo già contribuirà a diminuire un primo livello di incertezza. Dopo di che ci sarà una ripresa che potrebbe avvenire in tempi estremamente brevi (qualche mese), come in tempi un po’ più lunghi. La storia ci insegna che i mercati finanziari cominceranno a crescere probabilmente sulle aspettative di un ritorno alla crescita e non sulla crescita economica stessa.

Mancare la ripresa dei mercati può in questo momento creare problemi all’investimento nel lungo termine molto più gravi del calo azionario che abbiamo visto in questi giorni. Questo è un concetto chiave che deve guidare le scelte degli investitori, e che orienta anche le nostre analisi. Arriverà il momento in cui si potranno aprire delle opportunità per aumentare l’esposizione su diverse asset class, anche volatili (come per esempio l’azionario). Cogliere queste opportunità è per noi altrettanto prioritario che gestire il rischio nel breve.

IL NOSTRO POSIZIONAMENTO

Il Comitato Investimenti Moneyfarm monitora giornalmente l’evoluzione della situazione e ha analizzato diversi scenari nell’ultimo periodo. Finché non ci sarà una visione univoca dell’impatto sulla salute pubblica del COVID-19 all’interno della comunità scientifica e finché dal mondo politico non emergerà una strategia di risposta unitaria, riteniamo che ci possa essere spazio per ulteriori ribassi. Finora le valutazioni azionarie sono scese in media del 10%.

Nel 2018 avevamo visto ribassi superiori al 20% e i timori riguardavano la tenuta dell’economia globale nel lungo termine, mentre oggi si parla di tenuta di breve termine; inoltre nel 2018 le banche centrali avevano molto più spazio di manovra per sorprendere gli operatori. Questo per dire che di recente abbiamo assistito a ribassi superiori a quelli attuali, e per giunta a incertezze peggiori.

A nostro avviso al momento il movimento delle asset class, seppur molto ampio, non è abbastanza rilevante da farci rivedere le prospettive di redditività nel lungo termine di azionario e obbligazionario. Il quadro strategico che abbiamo disegnato all’inizio di quest’anno rimane pertanto sempre valido.

Nel breve abbiamo operato alcuni interventi tattici che hanno aumentato la duration media dei portafogli – soprattutto di quelli azionari -, l’esposizione sull’obbligazionario emergente e su materie prime selezionate (strumenti più anticiclici). Questo non preclude naturalmente la possibilità di operare ulteriori interventi, in una direzione o nell’altra, per gestire il rischio o approfittare delle opportunità che potrebbero presentarsi nelle prossime settimane.

Non è mai piacevole vedere la volatilità del portafoglio ma proprio in questi momenti, cercando di inseguire il mercato, si rischiano di commettere errori importanti. Convinti del nostro approccio e della nostra strategia d’investimento nel generare valore, continueremo a produrre analisi e soluzioni anche nelle prossime settimane.

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