Economia

Ecco come i mercati hanno interpretato le mosse Bce e le parole di Draghi

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Il commento ai mercati finanziari di Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners

 

L’Eurozone sta attendendo questo meeting Bce dal 18 giugno, data in cui Draghi, a Sintra, ha modificato il messaggio in direzione di una maggiore proattività, aprendo all’attuale fase. I rendimenti dei bonds europei hanno cominciato a crollare da allora, giungendo all’appuntamento ai livelli record di negatività odierni.

Alle 13.45, la pubblicazione dello statement ha incendiato il sentiment.

Nel testo hanno trovato posto:

** la modifica della forward guidance, con l’aggiunta di “or lower” a indicare che i tassi possono nuovamente scendere

** l’indicazione che sono allo studio un sistema di “tiering” per limitare l’impatto sulle banche, e un potenziale nuovo round di Quantitative Easing

** un riferimento alla simmetria del target di inflazione, a lasciare intendere che eventuali temporanei scostamenti al rialzo potranno essere tollerati

** una frase rafforzativa in cui si certifica la necessità di una prolungata fase di politica monetaria “molto espansiva”.

In sostanza, tutte le ipotesi contemplate dagli investitori sono state esplicitamente menzionate, ed è stato chiarito che vi è necessità di agire con vigore.

L’accenno allo studio di un nuovo QE ha mandato in orbita i bonds, con il Bund a segnare nuovi minimi e il BTP che ha mostrato cali di rendimenti a 2 cifre, cambiando ben sotto 1.4% di rendimento. Più compassata, ma percettibile la reazione dell’€, giunto a segnare i nuovi minimi dell’anno. E l’azionario ha strappato al rialzo, trainato dal settore bancario, in festa per le concessioni in arrivo sui tassi negativi.

In questo clima euforico abbiamo approcciato la conferenza stampa di Draghi. L’idea era che, come spesso in passato, il Presidente ECB esaltasse gli aspetti più espansivi dello statement.

In questa occasione però Draghi è stato al gioco fino ad un certo punto. Ha sicuramente concesso che lo scenario si è deteriorato ed è particolarmente incerto, e ammesso che il profilo dell’inflazione non risponde alle attese del Governing Council e se non si riprende è necessario agire per riportarlo in traiettoria. Al momento la situazione non fa che peggiorare.

Ciò detto, vi sono anche aspetti positivi nel quadro macro Eurozone (occupazione e domanda interna ad esempio) e in generale “è difficile essere catastrofici”. Il Committee ha deciso che è meglio aspettare la prossima serie di projections prima di agire. La decisioni hanno goduto di larga maggioranza, ma non dell’unanimità . In ogni caso non si è ancora discusso di cosa comprare e in che quantità, serve comunque un lavoro preparatorio.

Personalmente, vedo principalmente 2 fattori dietro il cambio di sentiment:

1) Draghi non è sembrato determinato come in altre occasioni (Es. Sintra). L’accenno alla non unanimità, l’indicazione che vogliono vedere le prossime projections, l’ammissione che i dettagli non sono stati discussi, l’accento sugli aspetti macro positivi, tutti questi aspetti sono forse andati a mitigare, nella mente degli investitori, la determinazione ad erogare che traspariva dallo statement. Il mercato sembra chiedersi: che succede se le projections migliorano?

2) Il mercato già scontava un ammontare significativo di azione: la curva monetaria prezza 20 bp di tagli nei prossimi 6 mesi e i rendimenti eurozone sono collassati nell’ultimo mese e mezzo, in particolare sui bonds periferici (BTP -110 bps) a scontare un riavvio del QE. Il positioning è radicalmente cambiato sul mercato. Come poteva Draghi superare quanto implicito in questi livelli, senza suonare catastrofico su ciclo e inflazione?

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