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Leonardo Riassetto

Come funzionerà lo smart working in Leonardo

Che cosa prevede l'accordo raggiunto a livello sindacale sullo smart working nel gruppo Leonardo (ex Finmeccanica). L’intervento di Roberto Benaglia, segretario generale Fim Cisl, e di Fabio Bernardini, coordinatore del gruppo Leonardo

 

 

È stato raggiunto nel pomeriggio di martedì 8 marzo, presso l’Unione industriali di Roma, un importante accordo sullo smart-working tra Fim, Fiom, Uil e il più grande gruppo industriale aderente a Federmeccanica, Leonardo.

L’intesa raggiunta va ad aggiungersi ai tanti accordi di secondo livello che si stanno definendo per uscire dalla fase di emergenza legata alla pandemia e per dare normalità organizzativa a questa modalità di lavoro che nella fase pandemia ha permesso a molte attività lavorative di restare operative.

Il Gruppo Leonardo conta oltre 27 mila dipendenti, e questo accordo interesserà sicuramente più della metà dei lavoratori.

L’intesa ribadisce i principi fondamentali di questa modalità di lavoro a partire dalla volontarietà da parte del lavoratore, ovviamente dentro quelle mansioni e professionalità compatibili con il lavoro agile, oltre che alle dotazioni che l’azienda dovrà fornire al lavoratore per svolgere al meglio il proprio lavoro in smart-working.

Sarà inoltre possibile svolgere tale attività in ogni luogo, purché non siano locali pubblici, dentro una flessibilità di prestazione a questa modalità di lavoro, fino a 10 giorni al mese di norma, una ampia fascia di utilizzo di questo strumento per tutti i lavoratori da declinare secondo le singole divisioni e aree del Gruppo.

Importantissima l’introduzione nell’intesa di una norma che regola il diritto alla disconnessione, che viene sancito in maniera certa per una durata di 12 ore e mezzo nella fascia oraria che va dalle 19:30 alle 8.00 del mattino.

Soprattutto in una logica di conciliazione vita-lavoro e di attenzione ai carichi di cura si aggiungono inoltre altre due ore di disconnessione giornaliera per lavoratrici e lavoratori che hanno carichi di cura relativamente a figli, genitori non autosufficienti o familiari con disabilità. Un capitolo importante quello della formazione che l’azienda mette in campo, soprattutto a partire dei responsabili aziendali che sono chiamati sempre più, a saper gestire gli obiettivi e i risultati con lavoratori in remoto.

Per la Fim Cisl l’intesa raggiunta oggi sullo smart-working è innovativa e di qualità, non solo perché riguarda uno dei più grandi e importanti gruppi metalmeccanici del Paese ma perché traccia con chiarezza, l’interesse e la direzione verso questo nuovo strumento di lavoro agile.

Una modalità organizzativa del lavoro futuro sempre più legata al rapporto di fiducia e ad una capacità di misurare i lavoratori, non tanto per l’orario di lavoro ma per risultati.

Il cambiamento che il lavoro sta vivendo passa soprattutto per questi accordi e avrà sempre più bisogno di una contrattazione e di un sindacato capace di saper intercettare le esigenze del lavoro nuovo. L’intesa odierna risponde a queste, con importanti innovazioni che la Fim da tempo porta avanti a partire, dalla conciliazione dei tempi vita-lavoro delle persone, la formazione, la genitorialità. Tutto dentro un nuovo un set di tutele e diritti adeguato al lavoro che cambia.

Valuteremo nel tempo l’applicazione dell’intesa raggiunta oggi ma ribadiamo come il modello di contrattazione partecipativa, sia sempre più improntato a governare i nuovi obiettivi e i nuovi risultati per i lavoratori metalmeccanici.

Sulla scorta di queste esperienze contrattuali sollecitiamo fortemente Federmeccanica a ritornare al confronto con Fim, Fiom e Uilm per dare contenuti, soluzioni e regole contrattuali, alle tante medie piccole aziende che oggi non riescono a raggiungere la contrattazione.

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