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Come funzionerà la Rc assicurativa sulle piste di sci alpino

Rc Assicurativa Sci

Cosa va e cosa non va nel decreto che impone l’obbligo di Rc assicurativa sulle piste di sci alpino secondo appassionati e addetti ai lavori. Tutti i dettagli

 

Le montagne italiane sono già innevate da settimane e, nonostante l’aumento di casi dovuti alla variante Omicron, sono molti gli appassionati di sci alpino che quest’anno non rinunceranno a una vacanza sulla neve, ma tra pochi giorni entreranno in vigore alcune nuove regole introdotte dal decreto n. 40 del 28 febbraio 2021. Ecco quali sono le novità.

LE NOVITÀ

La principale novità prevista dal decreto riguarda l’obbligo di polizza assicurativa. Ogni sciatore deve, infatti, essere in possesso di un’assicurazione in corso di validità che copra la propria responsabilità civile per danni o infortuni causati a terzi.

Già da diversi anni i gestori delle aree sciabili attrezzate offrono agli sciatori l’opportunità di sottoscrivere assieme allo skipass anche l’assicurazione (prima facoltativa) per gli infortuni contro terzi, adesso dovranno obbligatoriamente metterla a disposizione degli utenti. Sono escluse dalla norma le aree riservate esclusivamente allo sci di fondo.

Gli sciatori che trasgrediranno la norma dovranno versare da 100 a 150 euro e vedranno ritirarsi lo skipass.

Tra le altre novità, sempre per tutelare la sicurezza di tutti sulle piste, arriva l’obbligo di casco protettivo conforme alle caratteristiche di sicurezza per tutti i minori fino a 18 anni. La norma si applica a chi pratica non solo sci alpino, ma anche snowboard, telemark, slitta o slittino. In caso di mancato adempimento è prevista una multa tra i 100 e i 150 euro.

L’ANALISI DELL’ESPERTO

“La riforma – scrive su HuffPost l’avvocato di Of Counsel di Tonucci & Partners, Stefano Gianfaldoni – evidentemente, presenta molteplici sviluppi positivi. Restano, tuttavia, alcune (ingombranti) zone d’ombra da affrontare”.

In particolare, sottolinea l’esperto che “note dolenti” risultano soprattutto per “l’assenza di definizione della figura del gestore, la mancata generalizzazione dell’obbligo d’uso del casco, la non esaustiva e chiara identificazione dei luoghi e dei modi di informazione nonché l’esclusione da tale normazione degli sport praticati nel contesto montano in assenza di neve (percorsi di mountain bike, escursioni, torrentismo)”.

In definitiva, però, l’intervento è considerato meritevole poiché “si tende a favorire e incentivare, più di altro, una maggiore consapevolezza, responsabilizzazione e sensibilizzazione di tutti gli utenti, per un ritorno, possibilmente quanto più sicuro, sugli impianti sciistici”.

PROTESTE ASSOCIAZIONI CONSUMATORI

Protesta, invece, Assoutenti che afferma: “La settimana bianca diventa un salasso per le famiglie”. L’associazione teme, infatti, che “tra polizza obbligatoria, aumento tariffe skipass, caro-benzina e rincari hotel, andare sulla neve sarà lusso per ricchi”. E, come conseguenza, questo potrebbe avere effetti negativi sul turismo.

Secondo il presidente Furio Truzzi si tratta di “un provvedimento passato in sordina a causa del Covid e che apre la strada a una vera e proprie giungla sul fronte dei costi delle polizze proposte agli sciatori. Se, infatti, da un lato scatta l’obbligo di stipulare un’assicurazione per sciare, obbligo corretto se si vogliono limitare i danni che ogni anno si registrano sulle piste da sci, dall’altro non vi è alcun limite alle tariffe che possono essere praticate dalle imprese assicuratrici, con evidente danno per le tasche dei consumatori che potrebbero andare incontro a una nuova stangata”.

COSA DICONO GLI SCIATORI

Controcorrente rispetto a quanto affermato dall’associazione vanno proprio gli sciatori. Secondo un’indagine di Prima Assicurazioni, il 73,3% degli intervistati ritiene giusta l’obbligatorietà di una assicurazione Rc per danni o infortuni causati a terzi sulle piste da sci alpino.

In particolare, la percentuale dei “responsabili” tra chi si dichiara sciatore esperto (va a sciare più volte durante l’anno) è dell’83,9%, mentre si attesta all’85,8% tra gli sciatori abituali (vanno almeno una volta l’anno) e cala al 75,3% tra gli sciatori occasionali (sanno sciare, ma non vanno ogni anno). Ad abbassare la media sono soltanto gli italiani che non sanno sciare o a cui non interessa farlo, che sono favorevoli all’assicurazione obbligatoria per il 67,1%.

Il 27,5% degli intervistati, tuttavia, ritiene che l’onere aggiuntivo dovrebbe ricadere in capo al gestore dell’impianto e non allo sciatore.

Fonte: Prima Assicurazioni

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