Economia

Ecco perché stanno rientrando gli allarmi su spread e Btp

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spread

Il commento di Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte sim, sui mercati internazionali con un focus anche su spread e aste di Btp

EMERGENTI: si allarga la crisi all’interno dell’area coinvolgendo diversi paesi ciascuno per ragioni specifiche che stanno portando ad una diffusa svalutazione delle rispettive valute

TURCHIA: attriti con gli Usa ed atteggiamento di Erdogan tale da minare indipendenza della banca centrale

ARGENTINA: crisi di bilancio con richiesta di aiuti per 50Mld$ al Fmi che dovrebbero arrivare nella seconda parte di settembre

SUD AFRICA: ieri i dati sul Pil del secondo trimestre hanno sancito l’entrata in recessione per la prima volta dal 2009

BRASILE: tensioni in vista delle presidenziali/politiche del 7 ottobre, con la candidatura di Lula (al top nei sondaggi) ancora in discussione, dopo il ricorso presentato dal partito dei lavoratori contro la sua incandidabilità, essendo al momento in carcere

USA: l’indice Ism manifatturiero di agosto (sintesi delle aspettative degli imprenditori) ha di fatto uguagliato il record storico del 2004, portando la Fed di Atlanta ad innalzare le stime sul Pil del trimestre in corso al 4,7%

COMMENTI&SPUNTI OPERATIVI

SPREAD: continuano le ricoperture dopo le parole più concilianti arrivate dal fronte Lega. Negli ultimi giorni il mercato è arrivato a quotare l’Italia di fatto già alla stregua di non investment grade, alla luce del livello raggiunto sia dal Btp a 2 anni sia dal Cds a 5 anni, che al momento quota ad esempio molto vicino a quello del Sud Africa, paese con rating già junk bond

L’effetto rientro esagerazione sui Btp potrebbe continuare nei prossimi giorni fino almeno alla data della prossima riunione Bce del 13 giugno. In tale direzione spingono anche altre considerazioni
Il forte rialzo dei tassi a breve non è stato accompagnato da un movimento di appiattimento altrettanto forte della curva dei Btp, segnale quest’ultimo di potenziale eccesso
Il recupero dello spread sta avvenendo non solo verso Germania ma anche verso Spagna e Portogallo

BORSE: l’impatto della crisi dell’area emergente è evidente soprattutto con riferimento ai listini europei, con aumento della correlazione tra MSCI Emerging markets ed Eurostoxx.

 

L’impatto è meno evidente in Italia, dato il maggior peso dei finanziari che stanno beneficiando dell’effetto compressione dello spread. Pesa inoltre l’incertezza sul fronte dazi, visto l’avvicinarsi del momento (da domani possibile in qualsiasi giorno) in cui gli Usa potrebbero annunciare l’estensione dei dazi su altri 200 Mld$ di beni importati dalla Cina. Su questo fronte è possibile che Trump possa decidere l’implementazione a tranche anziché in una sola tornata subito su tutti i 200Mld$, il che farebbe rimanere aperta la questione con la Cina fino alle prossime elezioni del 6 novembre

In sintesi operativamente:

Il recupero ipotizzato dello spread potrebbe emulare quanto accaduto a luglio ritornando temporaneamente nel breve vicino ai 200pb.

L’impatto sui finanziari italiani potrebbe comportare una performance relativa dell’Italia migliore degli altri indici europei, in un contesto in cui però l’andamento direzione dei listini potrebbe essere maggiormente influenzato in senso negativo ancora dal combinato disposto di crisi dell’area emergente e timore di ampliamento del tema dazi sulla Cina

TIMING:

la prima parte di settembre potrebbe essere più favorevole ai bond governativi mentre invece potrebbero essere ancora penalizzati i listini, soprattutto europei, meno quelli italiani grazie al maggior peso dei finanziari

Da fine settembre e soprattutto in vista di ottobre, potrebbe esserci la rivincita delle borse, una volta digerito soprattutto il tema dazi e l’enfasi sulla crisi emergente, che in parte potrebbe rientrare dopo il piano di aiuti Fmi all’Argentina (fine settembre) e le elezioni brasiliane (7 ottobre)

L’ipotesi di un ottobre più positivo per le borse è anche supportata dalla favorevole stagionalità per il mese di ottobre. Il tutto ovviamente con un occhio di riguardo per gli ultimi giorni di ottobre, quando si pronunceranno sia Moody’s sia S&P (26 ottobre)

 

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