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Come e perché sindacati e centrodestra picchiano Bnl (Bnp Paribas)

Banche

Che cosa si agita nei sindacati e in politica contro Bnl (gruppo Bnp Paribas)

 

Non si placano le agitazioni dei sindacati contro Bnl (gruppo Bnp Paribas) nelle maggiori città italiane, a partire da Roma.

“Siamo contrari alle esternalizzazioni immotivate e alla richiesta di sacrifici per guadagnare di più – hanno criticato i sindacati in occasione della protesta organizzata il 22 settembre –. Si tratta di un piano che, se confermato, porterebbe all’uscita di 900 lavoratori dal perimetro del gruppo. Con tutte le nostre forze ci opporremo al disegno portato avanti dalla proprietà francese di Bnp Paribas”.

Protesta dei lavoratori Bnl, come detto, in particolare a Roma. Le lavoratrici e i lavoratori hanno chiesto ai vertici aziendali di evitare il depauperamento dell’istituto di credito. La protesta, organizzata dai sindacati in piazza Vidoni, ha riguardato il nuovo piano industriale che, secondo indiscrezioni, porterebbe all’uscita di 900 lavoratori dal perimetro del gruppo e alla chiusura di numerose agenzie.

IL VIDEO DELLA FABI SU BNL

Pesanti le parole degli esponenti della Fabi, il maggior sindacato dei lavoratori bancari guidato da Lando Maria Sileoni, come emerge da questo video.

LE CRITICHE DI UNISIN

“È stata già ceduta Axepta, leader nel comparto dei sistemi di pagamento digitale, e si annunciano centinaia di esuberi, tagli di personale, chiusure di filiali e, dulcis in fundo, cessioni di rami d’azienda nel comparto It e nell’ambito del back office per oltre 900 colleghi – ha spiegato Tommaso Vigliotti, segretario nazionale di Unisin-Confsal – si tratta di una strategia industriale inaccettabile, senza capo né coda, messa in piedi da chi ha già troppe volte negli anni imposto sacrifici enormi ai lavoratori, trascurato la clientela, sacrificato ambiti di business vitali e venduto il patrimonio immobiliare, senza ottenere mai i risultati promessi”.

IL VOLANTINO DELLA FISAC

Critiche anche da parte della Fisac, la federazione dei bancari della Cgil: “Le lavoratrici e i lavoratori della BNL dicono NO! Alla dismissione di altri sportelli con l’abbandono sistematico di interi territori del nostro paese DICONO NO! Alla sostituzione, con numeri sempre crescenti, di dipendenti a Tempo Indeterminato con lavoratori a Tempo Determinato o peggio a Partita IVA”.

L’APPOGGIO DEL CENTRODESTRA A ROMA

Sulla protesta dei sindacati in Bnl – ha rimarcato il quotidiano Il Tempo – è intervenuta anche Simonetta Matone, candidata prosindaco del centrodestra e capolista della Lega alle prossime elezioni comunali a Roma: “La Bnl – ha detto il magistrato – ripensi il piano di esternalizzazione per i lavoratori delle filiali romane. L’importanza della funzione sociale del credito è fondamentale per il rilancio dell’impresa a Roma. È quindi necessario non smantellare la rete degli sportelli bancari e degli uffici relazioni con i clienti per dare un servizio a tutti, non solo a chi è in grado di usare l’online. Va subito ripensato e modificato il progetto dei vertici di BNL che porta alla esternalizzazione e alla precarizzazione delle attività di 900 dipendenti e che mette a repentaglio il futuro di 500 famiglie romane”.

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