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Chi vuole Arca da Bper e Popolare di Sondrio

Popolare Sondrio

Chi sono i fondi che stanno sondando Bper e Popolare Sondrio per acquisire Arca

Se le banche azioniste non fanno mistero dell’intenzione di vendere, il dossier Arca ha cominciato a circolare nelle banche d’affari. La sgr milanese guidata da Ugo Loser è oggi partecipata da Bper (57,06%) e dalla Popolare di Sondrio (36,83%), ma gli assetti di controllo potrebbero cambiare nel corso del 2020.

I FONDI SU ARCA

Da qualche settimana infatti i soci stanno sondando il mercato in cerca di compratori e, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il dossier sarebbe entrato nel radar di due private equity internazionali specializzati nelle financial institutions, Centerbridge e Apax.

LO SCENARIO SU ARCA E NON SOLO

Se ai due investitori non mancherebbero risorse ed expertise per gestire l’intermediario, al momento le intenzioni degli azionisti non sono chiare. Tanto più che Arca sarebbe anche sotto la lente di operatori industriali come Anima, l’asset manager guidato da Marco Carreri e da tempo alla ricerca di un salto dimensionale.

I PROSSIMI PASSI

Non è escluso peraltro che, prima di un’aggregazione, Arca cresca ancora integrando piccole realtà che le consentano di aumentare il proprio peso specifico e, di conseguenza, la propria influenza al tavolo negoziale. Per esempio, la società guidata da Loser potrebbe diventare un polo aggregante attraverso il conferimento di piccole sgr da parte di ex popolari e casse di risparmio.

IL RUOLO DI BPER E SONDRIO

Vero è che nei mesi scorsi Bper e Popolare di Sondrio hanno chiesto a McKinsey una ricognizione complessiva delle opzioni strategiche. In quella sede, oltre all’aggregazione, la società di consulenza ha presentato anche l’ipotesi di una quotazione della sgr, una mossa che per il momento sembrerebbe però assai poco probabile.

IL FUTURO DEL RISPARMIO GESTITO

Quel che è certo è che Arca potrebbe aprire le danze nel mondo del risparmio gestito italiano. Da qualche tempo gli analisti sono tornati a ipotizzare una nuova ondata di consolidamento nel settore, non sono a livello italiano ma anche europeo. L’effetto combinato di Mifid 2 e della rivoluzione tecnologica sta infatti spingendo numerosi gruppi di dimensioni medio-piccole nell’orbita dei grandi.

IL RISIKO IN ATTO

Il risiko peraltro è già partito lo scorso anno con l’acquisto del gruppo svizzero Banque Morval da parte di Intesa Sanpaolo, poi con l’integrazione tra Ersel e Banca Albertini Syz e con l’acquisizione di Banca Leonardo da parte di Crédit Agricole.

(estratto di un articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza)

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