Economia

Chi sono i nuovi azionisti di Borsa Italiana e cosa faranno

di

Borsa Italiana

Disco verde dall’assemblea Lse per la cessione di Borsa Italiana a Euronext. Il punto della situazione, i cambiamenti dell’azionariato e il giudizio degli analisti.

ASSEMBLEA LSE APPROVA LA VENDITA DI BORSA ITALIANA

L’assemblea dei soci del London Stock Exchange ha approvato ieri la vendita di Borsa Italiana a Euronext per 4,325 miliardi di euro.

LA TEMPISTICA DELL’OPERAZIONE

L’operazione, che secondo le previsioni sarà chiusa nel primo semestre del 2021, è soggetta al via libera degli azionisti di Euronext (l’assemblea straordinaria si terrà il 20 novembre) e all’ok delle Autorità antitrust competenti.

COME CAMBIA L’AZIONARIATO

L’acquisto sarà finanziato con 300 milioni di liquidità che Euronext ha già in cassa, 1,8 miliardi di nuovo debito e 2,4 miliardi di aumento di capitale che sarà sottoscritto per circa 700 milioni da Cdp equity e Intesa Sanpaolo. A seguito della ricapitalizzazione Cdp avrà il 7,3% di Euronext, alla pari con la Caisse des depots et consignations francese, mentre Intesa avrà l’1,3%, una quota analoga a quella di Bnp Paribas (pre-aumento al 2,2%). I nuovi soci italiani faranno parte dell’azionariato di riferimento di Euronext, che continuerà a riunire circa il 23% del capitale comprendendo anche Euroclear (che oggi ha l’8%), la Sfp (la “Cdp” belga, che attualmente detiene il 4,5%) e Abn Amro (oggi allo 0,6%): il patto parasociale impegnerà l’azionariato stabile per un periodo di tre anni.

VANTAGGI SIGNIFICATIVI PER GLI AZIONISTI

L’aggregazione offrirà vantaggi significativi agli azionisti. Si stima che l’operazione comporti un aumento dell’Eps adjusted (pre-sinergie) immediatamente, e che realizzi una crescita a doppia cifra nel terzo anno post-sinergie.

IL GRUPPO CHE NASCERA’

L’aggregazione tra Euronext e Borsa Italiana creerà un’infrastruttura di mercato leader nell’Unione Europea con un ruolo chiave nella connessione delle economie locali ai mercati globali. L’operazione darà infatti vita alla prima piazza di quotazione azionaria in Europa, con oltre 1.800 società quotate e 4,4 trilioni di euro in termini di capitalizzazione aggregata di società quotate. Si crea inoltre la prima piazza europea per il mercato secondario, con circa 11,7 miliardi di euro di valore azionario negoziati quotidianamente e la prima piazza europea per l’equity financing, con oltre 42 miliardi di euro raccolti nel 2019 dagli investitori per finanziare società in Europa.

Euronext e Borsa Italiana uniranno le proprie capacità in materia di quotazione per facilitare l’accesso ai capitali da parte delle imprese, con uno specifico focus sulle Pmi, aziende a conduzione familiare e società del comparto tecnologico, e per sviluppare Elite, la piattaforma dedicata al supporto del business internazionale e alla raccolta di capitale per le aziende ambiziose e a forte crescita, in un contesto paneuropeo.

IL GIUDIZIO DI JEFFERIES

Jefferies, come emerge da un recente report, pensa che l’operazione sia razionale dal punto di vista strategico. Inoltre, la casa d’affari definisce credibili i target del nuovo gruppo, tra cui l’obiettivo di crescita dell’Eps. Gli analisti evidenziano poi che l’operazione valuta Borsa Italiana 16,7 volte l’Ebitda rettificato 2019 pre-sinergie, un livello ritenuto ragionevole.

IL PARERE DI BANK OF AMERICA MERRILL LYNCH

BofA, come riporta MF-Milano finanza, ha aggiunto quella che definisce Euronext 2.0 alle migliori idee per le Small e Mid Cap europee spiegando che la nuova realtà lavorerà su una scala più grande, sarà caratterizzata da maggiore qualità negli utili e nelle diverse attività.

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