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Chi sono e cosa fanno i cinesi di Anta Sports che puntano su Puma

Anta Sports, colosso dell'abbigliamento sportivo di Hong Kong, nel cui portafoglio ci sono anche Salomon e i diritti per la Cina di Fila, ha acquisito una quota del 29,06% in Puma per 1,5 miliardi di euro. L'operazione tuttavia solleva dubbi tra gli analisti... Fatti, numeri e commenti

 

Il gigante cinese Anta Sports ha ufficializzato l’acquisizione di una quota del 29,06% in Puma, rilevandola da Artemis, la holding d’investimento della famiglia francese Pinault.

L’operazione, del valore complessivo di 1,5 miliardi di euro (circa 1,8 miliardi di dollari), prevede il pagamento di 35 euro per azione in contanti, segnando un premio del 62% rispetto alla chiusura di borsa precedente all’annuncio.

Con questo movimento, Anta diventa il maggiore azionista del marchio tedesco, pur mantenendosi strategicamente sotto la soglia del 30% che farebbe scattare l’obbligo di un’offerta pubblica di acquisto (Opa) totalitaria secondo le normative tedesche.

IL PARERE DEGLI ANALISTI

L’accoglienza dell’operazione da parte degli esperti di mercato è stata contrastante. Gli analisti di Citigroup hanno espresso fiducia nella capacità di Anta di rivitalizzare il business di Puma, citando la “forte capacità di esecuzione post-acquisizione” e il potenziale rialzo nel mercato cinese attraverso sinergie nella distribuzione e nella catena di fornitura.

Di parere opposto gli analisti di Jefferies, che si sono dichiarati “fortemente contrari” all’accordo, temendo che l’integrazione di Puma possa assorbire eccessive risorse manageriali e distogliere l’attenzione dalle criticità del marchio principale Anta in Cina. Inoltre, Bank of America ha evidenziato come il settore delle sneakers stia affrontando un rallentamento globale, con una flessione delle stime sugli utili del 20% dall’inizio del 2025.

CHI C’È DIETRO ANTA SPORTS

La strategia di espansione globale di Anta Sports è guidata da un consiglio di amministrazione guidato dal co-fondatore Ding Shizhong, presidente del cda e direttore esecutivo, premiato nel 2023 tra i leader aziendali più influenti da Fortune China.

Al suo fianco siedono il fratello Ding Shijia (vicepresidente), i Co-Ceo Lai Shixian e Wu Yonghua, e il direttore esecutivo Zheng Jie, quest’ultimo responsabile per le attività legate ad Amer Sports.

UN IMPERO MULTI-BRAND DA 10 MILIARDI DI DOLLARI

Fondata nel 1991 e quotata a Hong Kong dal 2007, Anta Sports ha chiuso il 2024 con ricavi per 70,8 miliardi di renminbi (circa 10,1 miliardi di dollari).

La società persegue una strategia di “focalizzazione unica, multi-brand e globalizzazione”, gestendo un portafoglio che include, oltre al marchio Anta, i diritti per la Cina di Fila, e i brand Descente, Kolon Sport, Maia Active e Jack Wolfskin, acquistato lo scorso anno per 290 milioni di dollari.

Anta, ricorda il Financial Times, è inoltre il principale azionista (39%) di Amer Sports, il gruppo quotato alla Borsa di New York che controlla marchi tecnici di alto profilo come Arc’teryx, Salomon, Wilson, Peak Performance e Atomic.

GLI OBIETTIVI E IL RILANCIO DI PUMA

Come spiega Reuters, l’ingresso in Puma mira a rafforzare la competitività internazionale di Anta, sfruttando l’archivio storico del marchio tedesco e la sua forza in segmenti come il calcio e il running. Per Puma, che sta attraversando una fase di ristrutturazione (in cui prevede anche il taglio di 900 posti di lavoro entro il 2026) sotto la guida del nuovo Ceo Arthur Hoeld, l’alleanza rappresenta un’opportunità per accelerare la crescita nel mercato cinese dopo un periodo di vendite deboli.

Nonostante l’elevato esborso, Anta ha chiarito che non intende procedere a un’acquisizione completa, limitandosi a richiedere una rappresentanza adeguata nel consiglio di amministrazione della società tedesca. L’operazione è ora soggetta alle approvazioni delle autorità antitrust e degli azionisti, con una chiusura prevista entro la fine dell’anno.

I NUMERI DI PUMA

L’operazione valuta l’intero gruppo Puma circa 7,3 miliardi di euro, sebbene il prezzo di 35 euro per azione resti lontano dai massimi storici di 115 euro raggiunti nel 2021, osserva un commento di Reuters. Nell’ultimo anno, il titolo Puma ha perso oltre il 30% del proprio valore, penalizzato da ripetuti profit warning e dall’indebolimento della domanda. Nel trimestre conclusosi a settembre, il marchio ha registrato un calo del 9% delle vendite nell’area Asia-Pacifico.

Secondo le stime di Visible Alpha, se Puma dovesse registrare un risultato operativo di 200 milioni di euro nel 2027, il rendimento per Anta sarebbe di un debole 2%, ben al di sotto del costo medio ponderato del capitale di Puma, pari al 10,5%.

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