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Chi ha aiutato Musk a comprare Twitter

Twitter Musk Dipendenti

Musk ha acquisito Twitter con il supporto finanziario di investitori non statunitensi, tra cui il saudita Prince Alwaleed bin Talal Al Saud, Qatar Holding, che fa parte della Qatar Investment Authority, e Binance, la più grande piattaforma di scambio di criptovalute del mondo, la cui holding è registrata alle Isole Cayman

Chief Twit: Elon Musk ha aggiornato così la sua bio su Twitter poco prima di diventare ufficialmente il nuovo proprietario del social.

Il 28 ottobre, a poche ore dalla scadenza fissata dal giudice, Elon Musk ha finalizzato l’acquisto da 44 miliardi di dollari della piattaforma social, capitolo finale della travagliata procedura di acquisizione di Twitter segnata da una prolungata diatriba legale.

Ieri il cda del social è stato azzerato: Elon Musk è ora amministratore unico. La sua prima mossa da capo azienda, adesso, potrebbe essere nel segno dei licenziamenti. Secondo il Washington Post, che cita fonti vicine all’azienda, sarebbe già pronto un taglio corposo del personale, pari al 25%.

Musk si è impegnato a fornire 46,5 miliardi di dollari in finanziamenti azionari e di debito per l’acquisizione, che coprivano il prezzo di 44 miliardi di dollari e i costi di chiusura.

Per finanziare l’acquisizione di Twitter, l’uomo più ricco del mondo ha venduto 15,3 miliardi di dollari delle sue azioni Tesla: 8,4 miliardi di dollari ad aprile e 6,9 ​​miliardi di dollari (buono) ad agosto, ricorda The Verge. Musk ha ottenuto un pacchetto di finanziamento da 13 miliardi di dollari, uno dei più grandi mai organizzati a Wall Street, messo insieme da un gruppo di banche guidate da Morgan Stanley.

Tuttavia, secondo rapporti stampa, c’è un elemento dell’accordo che potrebbe innescare una revisione del Cfius. Ovvero il Comitato sugli investimenti esteri, un’agenzia federale che ha il compito di esaminare le acquisizioni di attività statunitensi da parte di acquirenti stranieri.

Infatti c’è la presenza di investitori stranieri nel consorzio di Musk. Il gruppo comprende il principe Alwaleed bin Talal dell’Arabia Saudita, Binance Holdings Ltd, la più grande piattaforma di scambio di criptovalute del mondo, la cui holding è registrata alle Isole Cayman e il fondo sovrano del Qatar.

E il Cfius detiene anche il potere di rivedere gli accordi conclusi, precisa Bloomberg.

I PRESTITI DELLE BANCHE GUIDATE DA MORGAN STANLEY

L’imprenditore americano si è assicurato circa 13 miliardi di dollari di prestiti da un pool di banche. Morgan Stanley ha fornito l’impegno maggiore, seguito da Bank of America Corp., Barclays Plc e Mitsubishi UFJ Financial Group Inc.

LA CORDATA DIETRO L’ACQUISTO DI TWITTER DA PARTE DI ELON MUSK

Dopodiché Musk ha raccolto oltre 7 miliardi di dollari in impegni azionari da un insolito mix di investitori, tra cui il miliardario della Silicon Valley Larry Ellison e le società di venture capital Andreessen Horowitz e Sequoia Capital, riporta Reuters.

Ma tra gli investitori figura anche la giò citata Binance Holding fondata a Shanghai dall’uomo d’affari cinese Changpeng Zhao e registrata alle Isole Cayman.

Inoltre, il patron di Tesla si è anche rivolto a sostenitori del Medio Oriente come QIA, il fondo sovrano del Qatar e l’investitore saudita Alwaleed bin Talal bin Abdulaziz al Saud.

PROBLEMI IN VISTA?

Un elemento dell’accordo da 44 miliardi di dollari di Musk su Twitter che potrebbe innescare una revisione del Cfius è proprio la presenza di investitori stranieri nel consorzio di Musk, ha affermato Bloomberg.

“Si tratta di soggetti che rappresentano Paesi in rapporti tiepidi con gli Usa, se non apertamente ostili, e quindi il governo avrebbe motivo per investigare se si tratta solo di legittimi interessi economici, o se dietro ci sono anche altre motivazioni inconfessabili” commenta Affari& finanza il supplemento di Repubblica.

IL COMMENTO DEGLI ESPERTI

Ma potrebbe essere molto rumore per nulla.

La scorsa settimana al Guardian, Howard Fischer, partner dello studio legale di New York Moses & Singer, ha affermato di non aspettarsi che un’indagine Cfius possa ostacolare l’accordo su Twitter.

“Sono scettico sul fatto che la revisione Cfius verrà utilizzata per fermare o mettere in pausa in modo significativo l’accordo”, ha commentato Fischer. “Musk sosterrebbe di essere punito per il suo discorso, non per la presenza di investitori stranieri nell’accordo, soprattutto date le dimensioni relativamente ridotte di quell’investimento estero segnalato”.

LA STRATEGIA DI MR MUSK

E giovedì Musk ha spiegato di aver voluto acquistare Twitter spinto dall’ “amore” e dalla voglia di “aiutare l’umanità”. “Acquisto Twitter perché è importante per il futuro della civilizzazione avere una piazza comune digitale dove un’ampia gamma di idee può essere discussa in modo salutare senza ricorrere alla violenza”, ha detto mettendo in guardia dal pericolo corrente che il social media si divida in “camere di risonanza della destra o della sinistra che generano più odio e dividono il paese. Nel cercare senza sosta click, i media tradizionali hanno alimentato gli estremi. È per questo che compro Twitter. Non perché è facile, non perché fa soldi. Lo faccio per cercare di aiutare l’umanità che amo. E lo faccio con umiltà, riconoscendo che, nonostante i migliori forzi, c’è una reale possibilità di fallire” nel cercare di centrare gli obiettivi, ha aggiunto il miliardario cercando anche di rassicurare sulle sue intenzioni.

AL VIA IL DELISTING

Nel frattempo, confermato il delisting di Twitter da Wall Street (previsto l’8 novembre), dopo l’ufficializzazione dell’acquisto della piattaforma da parte di Elon Musk.

Ora Musk deve capire come far valere Twitter più di 44 miliardi di dollari, un prezzo che tutti concordano è troppo alto nell’ottobre 2022, in modo che alla fine possa trovare un acquirente o renderlo pubblico senza subire più danni finanziari o reputazionali, commenta Axios.

LA SMENTITA AL NEW YORK TIMES

Infine, il magnate fondatore di Tesla e SpaceX ha prontamente licenziato i vertici della società tra cui il ceo Parag Agrawal. Gli altri silurati sono il chief financial officer Ned Segal, il responsabile degli affari legali e della ‘policy’ Vijaya Gadde, e il general counsel Sean Edgett.

Tuttavia, oggi Elon Musk ha smentito un articolo del quotidiano New York Times, secondo cui l’imprenditore intenderebbe licenziare alcuni dei dipendenti prima di domani, 1 novembre, per evitare di versare i loro prossimi stipendi. Musk ha risposto proprio su Twitter, definendo i contenuti dell’articolo “falsi”. Twitter conta in tutto circa 7.500 dipendenti, e nei giorni scorsi la stampa Usa ha anticipato il possibile licenziamento della metà di questi ultimi.

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