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Chi e perché preme per spostare la Sace da Cdp al Mef

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Dossier Sace: fatti, rumors e interrogativi

Draghi e Giavazzi congelano il passaggio di Sace da Cdp al Mef?

E’ quanto si stanno chiedendo gli addetti ai lavori visto che da tempo, già alla fine del governo Conte 2, l’indirizzo del ministero dell’Economia era stato rintuzzato, ai fini di uno stallo.

Uno stallo – che per alcuni è di fatto un ripensamento di ispirazione giavazziana – che si protrae (e secondo alcuni osservatori si rafforza) con il governo Draghi.

C’è chi dubita che la struttura del Tesoro – ovvero la direzione generale del Mef retta da Alessandro Rivera – cambierà impostazione rispetto a quanto previsto già da decreti del Mef, anche se manca proprio quello del trasferimento azionario effettivo di Sace da Cassa depositi e prestiti al ministero dell’Economia. 

Comunque tutto è nelle mani del premier Draghi (e del suo consigliere speciale su codeste faccende, Francesco Giavazzi) e del ministro dell’Economia, Daniele Franco. 

Non mancano argomenti a favore del passaggio della società di assicurazione e riassicurazione all’export da Cdp al ministero dell’Economi, notano alcuni professionisti che da advisor hanno seguito il dossier.

In primo luogo se Sace restasse sotto Cdp si riproporrebbe, ma in maniera accentuata, il problema di governance che il nuovo assetto avrebbe dovuto risolvere.

La crescita esponenziale dei rischi coperti dal Mef, pari al 90% del totale nuovo e pregresso, determinerebbe la presenza di uno shareholder al 100% (Cdp) – titolare delle responsabilità tipiche dello shareholder alle quali non è possibile  abdicare – ma al tempo stesso beneficiario diretto e indiretto dei servizi di Sace come finanziatore delle operazioni di export credit e azionista di grandi esportatori – e uno stakeholder garante del 90% dei rischi di assunti da Sace ma privo di governance effettiva sull’agenzia.

Sotto Cdp – bisbigliano sempre  advisor del dossier – la governance di Sace è andata in cortocircuito per la scissione tra un azionista unico di riferimento e di controllo (Cdp) – che è anche beneficiario dei servizi – e un garante sostanziale (Mef, visto che si è spostato sul bilancio dello Stato il 90% degli impegni di Sace sull’estero vecchi e nuovi), privo però del governo della società.

Dunque il Tesoro spinge per evitare una retromarcia di Palazzo Chigi sul passaggio di Sace da Cdp al Mef?

Appuntamento alle prossime puntate.

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