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Traversone Fondo Nato

Chi è Andrea Traversone, il manager italiano amministratore del Fondo per l’innovazione della Nato (Nif)

Il Fondo per l’innovazione della Nato (Nif) ha annunciato l'erogazione dei primi investimenti indiretti. A guidare le strategie di investimento del fondo c'è l'italiano Andrea Traversone, già managing partner presso Amadeus Capital Partners, fondo investitore in tecnologie innovative.

C’è un manager italiano alla guida degli investimenti del Fondo per l’Innovazione della Nato.

Al vertice di Madrid della Nato del giugno 2022, i paesi membri hanno lanciato il Nato Innovation Fund (Nif), il primo fondo di capitale di rischio multi-sovrano al mondo. Lo scorso luglio i 23 alleati hanno selezionato il team di investitori per gestire il nuovo fondo di venture capital.

Dopo la nomina di Roberto Cingolani, ad di Leonardo, all’interno del cda del Nif avvenuta lo scorso marzo, un altro italiano è entrato nel team degli investitori in qualità di socio amministratore. Si tratta di Andrea Traversone, manager con esperienza quasi ventennale presso la britannica Amadeus Capital Partners.

Con un budget di 1 miliardo di euro, il Fondo per l’Innovazione della Nato ha l’obiettivo di investire in startup di deep-tech, comprese quelle che sviluppano tecnologie che potrebbero avere applicazioni militari. E a guidare queste operazioni è proprio Traversone.

E a inizio settimana il Nif ha ufficializzato anche alcuni investimenti indiretti in società di venture capital europee.

Tutti i dettagli.

COSA FARÀ ANDREA TRAVERSONE NEL FONDO PER L’INNOVAZIONE NATO (NIF)

Lo scorso luglio la Nato ha reso noto il senior management team del Nif composto da Andrea Traversone in qualità di socio amministratore, insieme a Kelly Chen, Thorsten Claus, Patrick Schneider-Sikorsky e Chris O’Connor.

Tutti e sei “portano oltre 6 decenni di esperienza collettiva nell’innovazione tecnologica, nelle operazioni militari e nel capitale di rischio” si legge nella nota dell’Alleanza Atlantica.

“Nel capitale di rischio, il Senior Management Team è la mente dietro le decisioni di investimento. Sono fiducioso che il gruppo fondatore del Fondo per l’innovazione della Nato abbia l’esperienza, la spinta e le capacità necessarie per portare a termine la missione del Nif”, ha affermato David van Weel, assistente segretario generale della Nato per le sfide emergenti della sicurezza.

OBIETTIVO: SOSTENERE LE STARTUP DEEP TECH

“Gli alleati della Nato hanno istituito questo fondo multi sovrano da 1 miliardo di euro per investire nell’innovazione per garantire la sicurezza dei cittadini degli alleati e promuovere l’innovazione e l’adozione di tecnologie da parte degli alleati” spiegava Traversone nel corso del panel “Tech talk: sfruttare le tecnologie emergenti per ottenere vantaggi strategici”, in occasione del Nato Public Forum, tenutosi in concomitanza del vertice di Vilnius dell’Alleanza atlantica a luglio. In particolare, il Nif “andrà a colmare un gap di investimento in deep tech che esiste da più di 25 anni” ha aggiunto il socio amministratore Traversone.

L’ESPERIENZA IN AMADEUS CAPITAL

E nelle tecnologie deep tech Traversone ha già investito prima ancora di approdare al Fondo Nato per l’Innovazione.

Come spiega sul suo profilo Linkedin, fino ad agosto Traversone ha guidato le attività di investimento dell’Amadeus Digital Prosperity Fund, concentrandosi sugli investimenti nel deep tech nelle fasi iniziali e di crescita in Europa. Inoltre, ha lavorato con le società in portafoglio Travelstart, Biogenes, Oxford Nanopore, Nuclera, LetsGetChecked e Kontomatik.

Con Amadeus Capital ha investito in Octo Telematics, acquisita nel 2014 dal Gruppo Renova, che rappresenta una delle uscite più significative a livello mondiale nello spazio IoT (Internet of Things) e Bellco, un innovatore nell’emodialisi e nella filtrazione del sangue, acquisita nel 2016 da Medtronic e Igenomix, azienda di test genetici sulla fecondazione in vitro, acquisita da EQT.

ECCO STARTUP E VENTURE CAPITAL FINANZIATI DAL NATO INNOVATION FUND

Infine, come già anticipato all’inizio, il 18 giugno il Nato Innovation Fund (Nif) ha annunciato i suoi primi investimenti di tecnologia avanzata per affrontare le sfide in difesa, sicurezza e resilienza. Il fondo ha effettuato finora otto investimenti: quattro in startup e quattro in fondi di venture capital.

Nello specifico, il fondo Nato ha stanziato finanziamenti a Fractile AI, un produttore di chip per computer con sede a Londra che mira a rendere più veloci i modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) come quelli che alimentano ChatGPT, nonché alla tedesca ARX Robotics, che progetta robot senza pilota con funzioni che vanno dal sollevamento di carichi pesanti alla sorveglianza.

Le altre due startup sono il produttore britannico iCOMAT, che produce materiali più leggeri per veicoli, e Space Forge, un’azienda gallese che sfrutta le condizioni dello spazio, come la microgravità e le condizioni di vuoto, per costruire semiconduttori in orbita.

QUALI SONO LE QUATTRO SOCIETÀ DI VENTURE CAPITAL SOSTENUTE DAL NIF

Allo stesso tempo il Nif ha anche stretto una partnership con le società di venture capital Alpine Space Ventures, OTB Ventures, Join Capital e Vsquared Ventures per supportare ulteriori investimenti in deep tech nel Vecchio continente.

LA STRATEGIA DI TRAVERSONE ALLA GUIDA DEGLI INVESTIMENTI DEL FONDO NATO

Proprio Traversone ha spiegato al Financial Times che l’obiettivo del fondo era quello di affrontare un “fallimento del mercato” per cui la maggior parte delle tradizionali società di capitale di rischio non riesce a investire in tecnologie più ambiziose e a lungo termine.

Il fondo Nato investe per oltre 15 anni, a differenza della maggior parte dei VC, che devono restituire i propri fondi entro 10 anni. “Abbiamo una notevole quantità di capitale da impiegare durante questi lunghi e intensivi cicli di R&S” per la tecnologia avanzata, ha illustrato al Ft  il managing director del Nif.

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