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Nexi Sindacati

Chi comprerà Nexi?

Che cosa è successo in Borsa al titolo Nexi e perché. Fatti, numeri e commenti

Occhi puntati su Nexi in Borsa. Ecco come e perché.

I RUMORS SU NEXI E L’ANDAMENTO IN BORSA

Nexi, società PayTech italiana che fa parte del Ftse Mib, rallenta la sua corsa a Piazza Affari dopo la fiammata iniziale, sulla scia di precisazioni all’interesse della società di private equity Cvc Capital Partners. Cvc considera Nexi uno di possibili target da prendere in considerazione, ma non sta preparando un’offerta, ha scritto Reuters citando una fonte vicina a CVC, dopo che ieri sera Bloomberg ha scritto che il fondo starebbe valutando una possibile offerta sulla società italiana dei pagamenti. Secondo la fonte citata da Reuters, non ci sono stati contatti tra Cvc e Nexi su una possibile proposta di acquisto. Alle ore 15 il titolo Nexi registrava un aumento del 13%.

CHE COSA E’ SUCCESSO A NEXI IN BORSA

All’inizio della seduta c’è stato infatti una forte corrente di acquisti su Nexi in Piazza Affari dopo l’ipotesi lanciata da Bloomberg di un interesse da parte di Cvc Capital Partners: il titolo della società di pagamenti non è riuscito a fare prezzo di ingresso agli scambi ed è salito del 19% teorico. Secondo l’agenzia, il fondo sta iniziando a considerare una potenziale offerta per Nexi, che non commenta l’ipotesi. Bloomberg ricorda che i fondi da tempo stanno analizzando il settore e la stessa società italiana, le cui azioni sono scese del 22% nell’anno, con i possibili acquirenti che potrebbero anche unirsi per un’offerta congiunta sul gruppo, ha rimarcato l’Ansa.

IL PUNTO DELL’ANSA DOPO AVER SENTITO GLI ANALISTI

L’interesse dei private equity per Nexi fa sicuramente bene a un titolo depresso ma un’operazione sulla paytech sarebbe “complessa” in quanto gli attuali azionisti difficilmente sarebbero disponibili ad uscire alle attuali valutazioni, senza considerare il possibile esercizio del golden power da parte del governo e il fardello di un debito elevato in un contesto di tassi alti. Sono alcune delle valutazioni espresse – secondo una ricostruzione dell’Ansa – dagli azionisti finanziari su Nexi, oggetto di un interesse di Cvc.

L’ANALISI DI MEDIOBANCA SU NEXI E IL VALORE DI NEXI PER CDP

“Alla luce delle attuali basse valutazioni e dei flussi di cassa crescenti non siamo sorpresi di vedere i private equity interessati a Nexi”, afferma Mediobanca, che ricorda come il consensus degli analisti indichi un target price medio di 9,8 euro ad azione per Nexi a fronte della chiusura di 5,76 euro di ieri. “D’altro canto, l’operazione potrebbe essere complessa in quanto gli attuali azionisti (compresi gli attuali private equity) punterebbero a massimizzare il loro investimento mentre Cvc dovrebbe anche considerare la posizione di Cdp (la cui quota del 13,5% circa ha un valore di carico di 2,23 miliardi di euro rispetto ai 2,249 miliardi indicati nel bilancio 2002) e del governo (con il golden power).

COSA SCRIVE MILANO FINANZA

Il titolo ha un elevato effetto leva, osserva l’analista, si legge su Mf/Milano Finanza, «ma il costo del debito è molto basso (meno del 3%) e la generazione di flussi di cassa è enorme (produrrà oltre 2 miliardi di euro di liquidità nei prossimi 3 anni)». La società sta crescendo e ora (prima della presunta offerta) «viene scambiata a meno di 9 volte gli utili attesi al 2024. Quello che è veramente interessante è la struttura azionaria, la maggioranza è composta da fondi di private equity che hanno acquistato le azioni in periodi diversi e a prezzi diversi». Ci sono 2 punti che devono essere presi in considerazione, secondo i broker: «Primo: per fare un’offerta, Cvc deve trovare un accordo con Cdp. Secondo: per accontentare tutti fondi di private equity coinvolti, Cvc deve pagare un premio molto alto».

GLI AZIONISTI DI NEXI

Gli azionisti di Nexi, ricorda anche Equita, includono i private equity Hellman&Friedman, Bain e Advent che, attraverso diversi veicoli, possiedono circa il 40% del capitale, Cassa Depositi e Prestiti che detiene il 14%, Poste il 4% e il flottante è leggermente superiore al 40%. La notizia ha «risvolti positivi per Nexi visto il gap valuatativo fra i multipli correnti e quelli di M&A e considerando anche che i fondi di private equity che sono entrati nell’azionariato di Nexi tramite il conferimento di Nets (e che oggi hanno il 30% del capitale) potrebbero richiedere un premio significativo per uscire visto che hanno un prezzo di ingresso elevato», conclude Equita nel punto di Mf/Milano Finanza.

IL COMMENTO DI AKROS

Per Akros, infine, “le valutazioni depresse di Nexi possono attrarre offerte di takeover” ma “il peso del debito netto della società, pari a 5,4 miliardi di euro ovvero oltre 3 volte l’ebitda, rappresenta l’ostacolo principale nell’attuale contesto economico» di tassi ai massimi da decenni, si legge su Mf/Milano Finanza.

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