Economia

Che cosa si sono detti Matteo Renzi e Claudio Costamagna (secondo l’Espresso)

di

CLAUDIO COSTAMAGNA

Di che cosa hanno parlato nei giorni scorsi Matteo Renzi e Claudio Costamagna?

E’ la domanda che i lettori del Sole 24 Ore si sono posti dopo aver letto un box del quotidiano nei giorni scorsi, mentre la scorsa settimana i lettori della Verità fondata da Maurizio Belpietro si sono chiesti: Costamagna come fa cassa dopo la Cassa?

Il giornale confindustriale diretto da Fabio Tamburini ha svelato che l’ex presidente della Cassa depositi e prestiti, Costamagna, voluto in Cdp proprio da Renzi con Fabio Gallia come ad, è tornato a tutti gli effetti banchiere d’affari e nella “Piazza Giovine Italia, zona signorile di Milano a due passi dall’Ultima Cena di Leonardo, negli ultimi tempi al Bar Tommasi hanno notato un insolito via vai. Lì accanto ha aperto i battenti il discreto e defilato ufficio della CC& Soci, la boutique del banchiere d’affari ed ex presidente di Cdp Claudio Costamagna”, ha scritto il Sole 24 Ore.

Dopo l’uscita dal gruppo pubblico, Costamagna, professionista di lungo corso – “con un passato in Goldman Sachs, ritenuta a torto o ragione la banca più potente al mondo e ruoli istituzionali come la presidenza di Salini Impregilo”, ha chiosato il Sole – ha aperto la sua società di consulenza.

“E alla sua porta c’è una fila continua: di recente è stato avvistato pure Matteo Renzi alla corte di Costamagna”. Davvero “Milano ha trovato davvero il vero erede di Enrico Cuccia”, come ha azzardato il quotidiano confindustriale?

In attesa di risposte e riscontri, il prossimo numero dell’Espresso in edicola da domenica 3 marzo prova a rispondere alla curiosità iniziale: di che cosa hanno parlato Renzi e Costamagna?

Innanzitutto l’Espresso – copie-staffetta sono arrivate in queste ore su molte scrivania della politica e della finanza – scrive che all’incontro era presente pure Gabriele Lucentini, già direttore delle relazioni esterne di Cdp con Costamagna.

Nessuna sorpresa, comunque: Costamagna ha sempre portato con sé Lucentini come comunicatore in tutte le avventure professionali. Il sodalizio è solido, tanto che firmano insieme anche i necrologi (come i giornalisti hanno notato leggendo tempo fa un necrologio per la morte della mamma di un giornalista di economia e finanza di lungo corso).

Renzi, svela l’Espresso, “ha chiesto consigli per lanciare un fundraising a tappeto”. Per un nuovo partito personale, dice il settimanale diretto da Marco Damilano.

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AGGIORNAMENTO

Lucentini all’Espresso ha inviato una lettera – dopo la pubblicazione dell’articolo – in cui tra l’altro è scritto: “Smentisco categoricamente di aver mai fornito consigli su attività di fundraising o di comunicazione al senatore Matteo Renzi, che non ho mai incontrato in vita mia, né ad altro esponente di qualunque parte politica”.

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