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Che cosa si dice alla Borsa di Parigi sui risultati del ballottaggio

Commenti e scenari di analisti esperti di macroeconomia e politica economica dopo il ballottaggio elettorale in Francia

 

Gli analisti sono rimasti sorpresi dal risultato elettorale francese e non temono una coalizione “arcobaleno”, quanto piuttosto vedono alcuni rischi quando Bercy presenterà la legge di bilancio in autunno.

IL COMMENTO DI BROGGI (MONEYFARM)

“Il risultato elettorale in Francia apre uno scenario tutto sommato positivo sui mercati – ha commentato Giorgio Broggi, Quantitative Analyst di Moneyfarm – Il caso base più probabile sarà quello di un Parlamento diviso che, sebbene richiederà grandi sforzi politici per creare una coalizione che funzioni, ha reso felici i mercati. Di fatto si è evitata una maggioranza populista, che avrebbe potuto portare a scossoni fiscali e volatilità”.

STALLO CENTRISTA RASSICURA I MERCATI

“I risultati del secondo turno mostrano una piccola sorpresa da parte della sinistra. Ma ciò non cambia le implicazioni immediate per i mercati. Le conseguenze di una maggioranza di estrema destra o di estrema sinistra sono state evitate e la Francia si trova ora di fronte a una situazione di stallo più “centrista” – ha scritto Guillermo Felices, global investment strategist di PGIM Fixed IncomePer i mercati tutto ciò è gestibile, nonostante le sfide fiscali a medio termine. Gli OAT francesi sono per il 60% di proprietà estera. Sono sensibili ai flussi esteri, quindi non ci sorprenderebbe un po’ di volatilità. La tabella di marcia dovrebbe essere un acquisto sui ribassi. Il prossimo ostacolo è rappresentato dalle trattative su come ridurre il deficit fiscale”.

CAPITOLO SPREAD

Per Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, il barometro della situazione è lo spread oat-bund che “è in leggero calo rispetto ai 66 punti base della chiusura di venerdì”. Per l’analista, “prima dello scioglimento dell’Assemblea nazionale, era leggermente inferiore a 50 punti, per arrivare a 85 punti base poco prima del primo turno e ora si attesta a 62 punti base. La piccola sorpresa di questo secondo turno, tuttavia, deriva dal numero di seggi ottenuti dal NFP, che solleva automaticamente interrogativi sulle discussioni fiscali e di bilancio che si terranno in Assemblea”.

I TIMORI SINISTRI

L’analista evidenzia che “con un deficit pubblico superiore al 5% del Pil lo scorso anno e con l’apertura della procedura per deficit eccessivo contro la Francia (e altri paesi) da parte di Bruxelles, il risultato elettorale del blocco di sinistra potrebbe sollevare qualche timore. Ma a questi timori non necessariamente seguiranno effetti, in quanto la maggioranza presidenziale (e questa è anche la sorpresa di questo secondo turno) non è crollata ed è al secondo posto per numero di seggi. L’ipotesi di una coalizione “arcobaleno” che vada dalla sinistra moderata alla destra moderata passando per il centro non è morta, anche se la sfida sarà significativa e difficile”. Ad ogni modo, “rimaniamo lievemente positivi nel breve periodo. Crediamo che i problemi maggiori per la Francia (e per l’Europa) possano arrivare in autunno quando l’Assemblea dovrà approvare la legge di bilancio”.

TRA PARALISI E IMMOBILISMO

Per Kaspar Hense, BlueBay Senior Portfolio Manager, Investment Grade, RBC BlueBay, “il mercato azionario potrebbe concentrarsi sull’attuale situazione di paralisi politica, sull’immobilismo e sull’aumento delle tasse da parte della sinistra. Per gli spread della periferia europea, invece, la situazione non è così netta. Il mercato tornerà a concentrarsi sulla spesa europea per la difesa, mentre il deficit eccessivo sarà probabilmente gestito meglio da un governo più europeista”.

UN RISULTATO APPETIBILE

Secondo Peter Goves, Head of Developed Market Debt Sovereign Research di MFS Investment Management, una “coalizione arcobaleno” o un “governo ad interim” sono possibili. Questo non è sicuramente il risultato più appetibile dal punto di vista politico – aggiunge – ma non è nemmeno il più sfavorevole per il mercato. Quanto allo spread OAT-Bund “manteniamo il nostro intervallo di 70-90 pb nel breve termine” nonostante il contesto potenzialmente instabile dal punto di vista politico nel medio termine. Frederic Leroux, membro del Comitato di Investimento Strategico di Carmignac si dice sorpreso non solo dall’esito elettorale quanto piuttosto dalla “portata della sconfitta del Rassemblement National”.

Ciò che è evidente, a suo giudizio, è il fatto che la nuova Assemblea Nazionale “non ha una maggioranza”. “Le maggioranze si formeranno quindi in base ai provvedimenti da votare, in un contesto in cui i temi di consenso saranno particolarmente rari. Lo scenario più probabile è quello di uno stallo che impedisca qualsiasi iniziativa legislativa di rilievo. La Francia gestirà quindi i propri affari quotidiani, fino al prossimo scioglimento (tra più di un anno) o alle dimissioni del Presidente della Repubblica, in un contesto di ulteriore deterioramento dei conti pubblici”.

DOSSIER DEBITO

Per quanto riguarda i mercati, l’analista ritiene che lo spread Oat/Bund sia “destinato a salire gradualmente, aumentando il costo del debito francese e contribuendo all’indebolimento dell’economia nazionale”. Sui mercati azionari, “nonostante meno del 20% degli utili del CAC40 sia generato in Francia, è possibile che le allocazioni di asset in Francia vengano ridotte in modo permanente”. La notizia dello scioglimento dell’Assemblea nazionale francese “aveva provocato un calo uniforme di tutti i titoli francesi, mostrando una riduzione indiscriminata dell’allocazione alla Francia. Ora che l’apparente ‘worst-case scenario’ del mercato è stato scongiurato, le migliori società esportatrici dovrebbero tornare a sovraperformare il mercato azionario francese, che risentirà di una chiara e duratura mancanza di dinamismo interno. La situazione francese sembra inoltre destinata a contribuire all’indebolimento dell’euro, dato lo stallo del motore politico franco-tedesco”

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