Economia

Che cosa può e deve fare il governo per invertire la tendenza malinconica del Pil

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Serve qualcosa di più. Non potendo influire sulle condizioni monetarie che sono di competenza della Bce, il governo dovrebbe usare gli incentivi fiscali: prevedere un sostegno agli investimenti privati delle imprese che generano occupazione e produrre quella famosa accelerazione degli investimenti pubblici sui quali insiste dal primo giorno il ministro Paolo Savona. Il commento di Giorgio La Malfa 

Una rilevazione demoscopica della SWG che si ripete da molti anni certifica che il senso di precarietà economica degli italiani è cresciuto enormemente negli ultimi venti anni e in particolare dal 2010 in avanti.

E’ salita dal trenta al sessanta per cento la percentuale di quelli che si sentono esclusi dallo sviluppo del paese. Le elezioni del 2018 hanno fotografato questo giudizio e dato a Lega e 5 Stelle la loro grande occasione.

Di fronte a dati economici deludenti, i due partiti di governo possono dire che l’Italia subisce una crisi generale. Ma altrove l’economia rallenta; qui si ferma. Possono sostenere che paghiamo le conseguenze di errori del passato, ma l’argomento perde forza perché sono al governo da quasi un anno e la legge finanziaria 2019 è stata proposta dal governo Conte e e votata dalla sua maggioranza. L’impegno era per una crescita più alta. Ora sappiamo che nel 2019 l’economia sarà sostanzialmente stagnante. La disoccupazione è destinata a crescere.

I due partiti non possono illudersi di sfuggire a lungo al giudizio della pubblica opinione. Dovrebbero esserci riunioni di emergenza fra il presidente del Consiglio e i ministri economici per apprestare interventi urgenti.

Si dirà: ci sono quota 100 per le pensioni e il reddito di cittadinanza. Ma questi provvedimenti non hanno forza espansiva e comunque rientrano nei deficit convenuto con l’Europa e dunque concorrevano a quella crescita dell’1 per cento che ormai appare svanita.

Serve qualcosa di più. Non potendo influire sulle condizioni monetarie che sono di competenza della Bce, il governo dovrebbe usare gli incentivi fiscali: prevedere un sostegno agli investimenti privati delle imprese che generano occupazione e produrre quella famosa accelerazione degli investimenti pubblici sui quali insiste dal primo giorno il ministro Paolo Savona.

Ma i contrasti fra i due partner di governo sono paralizzanti. Basta vedere la decisione sulle prospezioni per gli idrocarburi e l’incapacità di decidere su alcun investimento pubblico importante.

Ci vorrà ancora qualche settimana, poi i sondaggi certificheranno l’insoddisfazione degli italiani. A quel punto servirà una soluzione di governo più adeguata.

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