Economia

Che cosa pensa, dice e farà la Bce di Draghi

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Il commento di Anna Maria Grimaldi, senior economist della direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, alla conferenza stampa odierna della Bce

“La BCE è pronta ad adattare lo stimolo monetario per reagire a qualunque restringimento indesiderato delle condizioni finanziarie che possa compromettere il ritorno dell’inflazione al target nel medio periodo”. Queste le parole di Mario Draghi alla conferenza stampa di oggi.

LA RIUNIONE DEL CONSIGLIO

La Bce è chiaramente in pausa in parte sconcertata dall’andamento dei dati nelle ultime settimane. Il Consiglio ha, difatti, dedicato l’intera riunione alla discussione sullo scenario macro. Draghi ha spiegato che l’andamento dei dati, e le implicazioni per il ritorno dell’inflazione al target nel medio periodo, rimangono chiave per decidere le future mosse di politica monetaria.

LA VISIONE DELLA BCE

Per ora il Consiglio sembra propendere per un rallentamento temporaneo dovuto a scioperi in alcuni paesi, la cadenza della Pasqua e ad una normalizzazione dell’attività economica dopo i ritmi di espansione sorprendenti di fine 2017. Tuttavia, il calo della domanda di beni capitali e la riduzione degli ordini inevasi lascia il dubbio che la moderazione della crescita possa rivelarsi più duratura. In ogni caso, si parte da livelli elevati e la fase di crescita al di sopra del trend non dovrebbe essere compromessa. I rischi per la crescita sono ancora valutati come circa bilanciati anche se si riconosce che l’incertezza legata a fattori globali è aumentata.

DOSSIER INFLAZIONE

La BCE rimane ancora fiduciosa in un ritorno dell’inflazione al target nel medio periodo e sembrerebbe che il grado di fiducia sia pressoché invariato rispetto a marzo scorso. Tuttavia, la convergenza dell’inflazione resta condizionata ad uno stimolo monetario ancora assai ampio. Draghi ha parlato di mano ferma e dunque di stimolo invariato. In questo contesto di incertezza, la pazienza e la prudenza sono d’obbligo. Draghi si è spinto nel dire che la BCE è “pronta ad adattare lo stimolo monetario per reagire a qualunque restringimento indesiderato delle condizioni finanziarie che possa compromettere il ritorno dell’inflazione al target nel medio periodo”.

LO SCENARIO PER IL QE

L’incertezza sullo scenario macro rende la decisione sul futuro del programma di acquisto complessa. Certamente vi è meno urgenza di concludere gli acquisti. Tuttavia, va sottolineato che se pure in rallentamento la crescita rimane solida, come ha riconosciuto lo stesso Draghi, e il rischio deflazione è del tutto rientrato. Ci sembra probabile che il Consiglio si riservi di valutare il flusso dei dati nei prossimi mesi e di comunicare solo a fine luglio come intende procedere con gli acquisti dopo settembre.

LE NOSTRE PREVISIONI

Riteniamo che a meno di un ulteriore rallentamento dei dati la BCE non prolungherà molto oltre fine 2018 primissimi mesi del 2019 il programma di acquisto titoli anche per ragioni tecniche: scarsità di carta acquistare in alcuni paesi membri. Piuttosto il Consiglio, per garantire condizioni monetarie ancora di ampio supporto, potrebbe rinforzare l’impegno a mantenere i tassi fermi ben oltre la fine degli acquisti. Del resto, i mercati nelle ultime settimane hanno spostato in avanti a metà 2019 il 1° rialzo del tasso sui depositi.

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